Economia e Lavoro
22 Febbraio 2012
Confartigianato: “Una zavorra che soffoca le imprese”

La burocrazia costa a Ferrara 83 milioni di euro

di Redazione | 2 min

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Ben 83 milioni di euro. E’ quanto spendono ogni anno le 9mila 700 imprese ferraresi in burocrazia, ossia in adempimenti in materia di lavoro. A rivelarlo è uno studio dell’Osservatorio Ispo Confartigianato.

A riferimento sono stati presi i costi di previdenza, fisco, appalti, prevenzione incendi, sicurezza sul lavoro, ambiente, privacy, che sui bilanci delle attività artigiane pesano da un minimo di 5mila euro per una attività di piccole dimensioni a oltre 13 mila euro per una media.

«Una zavorra – spiega il vice dell’associazione di via Veneziani, Paolo Cirelli – che limita fortemente la dinamicità delle imprese soffocandole e compromettendone a volte la sopravvivenza». Dai dati emersi, Cirelli traduce: ogni azienda artigiana lavora fino alla fine di febbraio per la burocrazia, «in una sorta di complicata corsa ad ostacoli»; da marzo ad agosto per il fisco; da settembre a dicembre per se stessa.  «Lo studio – riprende il vicesegretario della Confartigianato – conferma che negli ultimi due anni la pressione burocratica è cresciuta, ci sono più moduli da compilare, più file, più seccature. Dal 2008, sono state aggiunte nuove 189 norme, una alla settimana. Altro che semplificazione», tuona Cirelli, che agli 83 milioni di euro di burocrazia aggiunge i 76 milioni di euro annui per i ritardi nei pagamenti delle fatture: «Oltre 170milioni di euro complessivi, nel solo ferrarese, che non entrano in un circuito produttivo virtuoso». Infine, una precisazione.

«La burocrazia, in uno stato democratico e civile serve, ma potrebbe essere tranquillamente dimezzata. Quando è eccessiva – chiude Cirelli – diventa recessiva».

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