Martedì 17 sarà la Giornata internazionale contro l’omofobia. L’edizione ferrarese è stata presentata in una conferenza stampa cui hanno partecipato Maurizio Ravani (responsabile Dipartimento Politiche del lavoro della Cgil), Elisabetta Chinarelli (Arcilesbica), Patrizia Malacarne (referente Associazione genitori di omosessuali), Flavio Romani (presidente Arcigay – Circomassimo Ferrara), Paolo Marcolini (presidente Arci Ferrara), Deanna Marescotti (assessore comunale alle Pari opportunità) e Marcella Zappaterra.
“Possiamo definire l’omofobia come paura degli omosessuali – ha iniziato Chinarelli –, paragonabile a xenofobia e sessismo. Non si manifesta solo a livello macroscopico, ma anche quotidianamente, sul lavoro ad esempio”. Si cominciò a festeggiare il 17 maggio nel 2005, quando ricorse il quindicesimo anniversario della rimozione dell’omosessualità dalle malattie mentali.
“Dal 2009 – ha proseguito Chinarelli – è anche Giornata contro la transfobia. In Europa il 30% dei suicidi di adolescenti è dovuto all’essere ritenuti omosessuali, o anche solo al non aver ancora una sessualità definita: sono i figli di tutti”.
“Siamo a Ferrara da tre anni – ha spiegato poi Malacarne –, da allora lavoriamo all’Ipsia e da quest’anno anche al Copernico: il nostro obiettivo è prima di tutto contrastare l’omofobia ed il bullismo omofobico. L’omofobia ci danneggia perché può fare del male ai nostri figli, persino ucciderli, e vuole renderli invisibili”.
La referente dell’Agedo ha quindi parlato degli “alleati” che il fenomeno trova in Italia: “Sono le esternazioni di esponenti politici e anche religiosi. Di recente il Vescovo di Palermo – ha ricordato – ha vietato una veglia di preghiera per le vittime dell’omofobia già prevista. Mancano anche leggi – ha proseguito –, nessun Governo è stato in grado di tutelare i diritti dei nostri figli, e ci sono politici che per acquistare voti o non perderne si arrogano il diritto di offenderli”. Malacarne ha in ogni caso riconosciuto che “incontriamo anche tante persone che ci sostengono, compresi politici e religiosi”.
Flavio Romani ha iniziato il suo intervento parlando delle locandine scelte per la campagna di sensibilizzazione: una coppia di uomini ed una di donne che si baciano in un ristorante, sotto lo slogan è ‘Civiltà prodotto tipico italiano’. “L’abbiamo voluta così perché non urtasse – ha detto –, ma in alcuni luoghi d’Italia ha provocato sobbalzi e anche di più. Oggi è cominciata l’affissione a Ferrara, cui seguirà quella a Cento, Codigoro, Comacchio, Copparo e Portomaggiore”.
Qualche contestazione c’è stata sul patrocinio: lo hanno concesso la Provincia (“in tempi record”) ed i Comuni di Ferrara, Argenta e Copparo. Quelli di Cento, Codigoro e Portomaggiore non hanno risposto “ma possiamo capire – ha concesso Romani –, le Giunte sono in scadenza e sono in corso le campagne elettorali, avranno altro a cui pensare”.
Il sindaco di Bondeno, il leghista Alan Fabbri, non lo ha concesso “ma ci ha chiamato – ha raccontato il presidente di Arcigay – per dirci che è d’accordo con noi e ci saranno iniziative sul tema nella biblioteca comunale”. L’unico “non pervenuto” risulta in definitiva il Comune di Comacchio: “come al solito” è stato il commento della presidente Zappaterra.
In conclusione del suo intervento, Romani ha descritto la situazione ferrarese come “tranquilla”, ed “ottimi” i rapporti con il comandante provinciale dei Carabinieri, colonnello Labianco, e con la Prefettura. Gli unici episodi da segnalare negli ultimi mesi sono accaduti in un paio di locali cittadini, dove alcuni ragazzi gay sono stati insultati da altri clienti evidentemente ubriachi. “La cosa più spiacevole – ha commentato Romani – è stato l’atteggiamento dei gestori, che non sono intervenuti”.
Dopo la motivazione dell’adesione da parte della Cgil (“il problema è culturale ma riguarda anche il lavoro, ce ne fossero di più di giornate così” ha detto Ravani) ha parlato Marcolini. “In Europa le vittime dell’omofobia sono quattro milioni, ed il primo paese è l’Italia; noi facciamo parte di una rete che è al loro servizio” ha voluto garantire il presidente dell’Arci.
“Il Consiglio comunale ha affrontato il tema di recente – ha raccontato poi Marescotti – e di fronte ad un tema come questo c’è stato chi si è sentito in dovere di fare dei distinguo…”. Da ex insegnante ed ex psicologa ha parlato di un “muro che volta è anche a casa o a scuola, non nascondiamo la categoria dei docenti dietro a miti”. L’obiettivo non è “tollerare le differenze, ma fare sì che queste non siano più rilevanti”.
In conclusione Marcella Zappaterra si è detta “disponibile a mediare su molti argomenti, la politica economica ad esempio, ma sui principi e valori non transigo, sono integralista. Questa campagna non poteva non essere sostenuta, dobbiamo rendere quello del 17 maggio un impegno quotidiano; il 18 non può tornare tutto come prima”.
Grazie per aver letto questo articolo...
Da 20 anni Estense.com offre una informazione indipendente ai suoi lettori e non ha mai accettato fondi pubblici per non pesare nemmeno un centesimo sulle spalle della collettività. Il lavoro che svolgiamo ha un costo economico non indifferente e la pubblicità dei privati non sempre è sufficiente.
Per questo chiediamo a chi quotidianamente ci legge e, speriamo, ci apprezza di darci un piccolo contributo in base alle proprie possibilità. Anche un piccolo sostegno, moltiplicato per le decine di migliaia di ferraresi che ci leggono ogni giorno, può diventare fondamentale.
OPPURE se preferisci non usare PayPal ma un normale bonifico bancario (anche periodico) puoi intestarlo a:
Scoop Media Edit
IBAN: IT06D0538713004000000035119 (Banca BPER)
Causale: Donazione per Estense.com