Copparo
6 Aprile 2011
Le indagini sono state condotte dalla Compagnia di Copparo

In manette sette spacciatori “Senza limiti”

di Redazione | 5 min

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Copparo. La rete di spaccio che copriva la zona di Copparo, Formignana, Tresigallo, Jolanda di Savoia e dei lidi comacchiesi è stata debellata dall’operazione dei carabinieri “Senza Limiti”. Un’indagine così battezzata perché ha condotto all’arresto di persone ritenute dagli investigatori “particolarmente spregiudicate”, che, nonostante più volte sorpresi e denunciati a piede libero, proseguivano la loro attività illecita. Alessio Bonafé, che si trovava ai domiciliari, avrebbe espletato addirittura l’adempimento dell’obbligo di firma prima salire in macchina con la fidanzata, Francesca Merli, anch’essa arrestata, per ritornare alla ricerca di nuovi fornitori.
Le indagini, iniziate nel febbraio 2010, sono state condotte dal Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia Carabinieri di Copparo, sotto la direzione della PM Mariaemanuela Guerra, che ne ha illustrato le fasi salienti, insieme al comandate colonnello Labianco, al capitano Saltarelli e al maresciallo Marletta”.
“In poco più di un anno abbiamo individuato questa rete – ha spiegato il comandate Labianco –. Siamo partiti dalle segnalazioni di alcuni genitori, che hanno notato cambiamenti nelle abitudini di vita e nel carattere dei propri figli. Per questo l’appello è a non esitare a rivolgersi a noi quando si osservino delle anomalie”.
L’operazione, scattata alla prime luci dell’alba di ieri, ha portato a sette arresti.
Quattro le persone per cui è stata emessa un’ordinanza di custodia cautelare in carcere: Alessio Bonafé, 20enne della frazione copparese di Brazzolo, nulla facente, già agli arresti domiciliari presso la comunità di Villanova di Denore; la coetanea e fidanzata Francesca Merli, cameriera di Jolanda di Savoia; Denny Realdini, 30enne originario di Ostellato ma domiciliato a Formignana, nulla facente e detenuto all’Arginone sempre per spaccio; Luca Schiavi, di anni 32, originario di Migliarino ma residente a Formignana, operaio metalmeccanico e censurato.
Ai domiciliari sono finiti il 21enne nigeriano Marck Aymere Arebanmhen, residente a Ferrara, pregiudicato per spaccio di cocaina; gli incensurati T. M., 20enne operaio di Jolanda di Savoia, e B. I., nata a Ferrara 25 anni fa, residente a Jolanda di Savoia, cameriera.
Per loro l’accusa è di detenzione e cessione di sostanze stupefacenti: cocaina, hashish, marijuana, anfetamine, MDMA. L’attività – secondo la ricostruzione degli inquirenti – era gestita dalla coppia di fidanzati, Bonafè e Merli: il giovane si riforniva di cocaina da nigeriani gravitanti nella zona del grattacielo e da nordafricani residenti nella provincia di Ravenna e a Santa Maria Maddalena, di anfetamine ed ecstasy da Realdini. Si avvaleva per commerciarle di Schiavi, T. M., Matteo Boschetti, già in carcere, e B. I. Il solido giro mirava a soddisfare la richiesta di ragazzi di età compresa tra i 18 e i 25 anni, frequentatori di bar e discoteche, dove le donne del gruppo erano perlopiù utilizzate come veicolo, e assidui consumatori in occasione ad esempio di feste, compleanni ed eventi sportivi, quali le partite della nazionale e la finale di Champions League.
Bonafè è stato accusato anche di estorsione. Il 20enne non avrebbe esitato a rivolgere minacce nei confronti degli stessi consumatori e dei loro genitori per ottenere il denaro in pagamento della droga. Sarebbe arrivato persino a minacciare di morte il padre di un ragazzo poi portato in comunità in Puglia e morto di overdose alla stazione di Napoli (vai all’articolo): le intimidazioni all’uomo sarebbero proseguite anche dopo il decesso. Si tratta di uno di tre casi per i quali Bonafè avrebbe estorto a familiari ed acquirenti la somma complessiva di mille euro. “Ci ha particolarmente colpito questo atteggiamento – ha rimarcato la pm Guerra -. A fare da sfondo a simili vicende è sempre la morte che la droga porta con sé”.
L’operazione “Senza Limiti”, a cui hanno partecipato complessivamente 70 militari delle Compagnie di Ferrara, Comacchio, Portomaggiore e Adria, due nuclei cinofili di Bologna e Torreglia, 25 mezzi e l’elicottero del 13° Elinucleo di Forlì, ha visto 16 perquisizioni domiciliari a carico degli arrestati e delle persone indagate. “I recuperi – ha chiosato Mariaemanuela Guerra – hanno dato riscontro a quanto i militari hanno potuto ascoltare circa le varie tipologie di droghe commercializzate”. “L’operazione ci ha condotto nel Veneto – ha aggiunto Labianco – e potrà portare sviluppi investigativi, soprattutto in funzione degli approvvigionamenti di stupefacenti”.
Sono state rinvenute 4 dosi di cocaina e 10 di hashish nell’abitazione di Rosolina del 32enne B.B.E., che è stato condotto in carcere; 15 grammi di hashish presso P.N. 21enne di Formignana; 5 grammi di hashish e 5 marijuana a carico di R.M. 25enne di Baura; 1 grammo di hashish di A.E. di Tresigallo, 22enne.
L’attività investigativa aveva già portato all’arresto nel 2010 di altre 6 persone, per produzione, coltivazione, detenzione e spaccio di stupefacenti. “L’operato di questo anno – ha rilevato il capitano Saltarelli – prova l’efficienza degli investigatori e degli organi giudiziari, per stroncare quanto prima questi fenomeni”.
Il 23 aprile a Jolanda di Savoia Matteo Boschetti, operaio di anni 27 , ora agli arresti domiciliari per altro provvedimento detentivo e deferito a piede libero per spaccio di stupefacente; il 1 maggio a Copparo F. P. di anni 32 di Ambrogio; il 29 maggio sempre a Copparo Giacomo Ermi, il 15 giugno a Tresigallo Denny Realdini Denny; il 5 luglio a Ferrara Mark Ayemere Arebanmhen; il 10 luglio a Formignana Luca Schiavi.
Sono state sequestrate numerose dosi di cocaina, per oltre 20 grammi, e di hashish, per 100 grammi; 110 pastiglie di anfetamina, 30 di MDMA e diverse piante di marijuana all’interno di un laboratorio. E’ stato quantificato un “giro d’affari” di circa 50-60 grammi di sostanze stupefacenti alla settimana.
Nei guai sono finiti anche due giovani consumatori di sostanze stupefacenti denunciati in stato di libertà per “favoreggiamento” F.R. di anni 20 di Tresigallo e G.G. di anni 32 di Formignana. “E’ importante – ha sottolineato il maresciallo Marletta – chiarire la propria posizione, dal momenti che siamo già in possesso degli elementi”. “Rappresenta un reato – ha rimarcato la PM – rifiutare di dare informazioni o rendere informazioni false per non mettere nei guai se stesso o l’amico: lo spacciatore non è un amico”.

(le foto della galleria sono di Geppy Toglia)

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