Auto contro platano, tragedia sfiorata a Porotto
Tragedia sfiorata a Porotto: una 63enne perde il controllo della Mercedes, si schianta contro un platano e l'auto viene sbalzata per venti metri
Tragedia sfiorata a Porotto: una 63enne perde il controllo della Mercedes, si schianta contro un platano e l'auto viene sbalzata per venti metri
Sono 118 le autovetture rubate in provincia di Ferrara nell’arco di un anno, alle quali si aggiungono 15 motocicli e 17 ciclomotori, per un totale di 150 mezzi a due e quattro ruote sottratti
È stato prelevato dalla propria abitazione intorno alle 6 di sabato mattina Roberto 'Gildo' Roma e portato alla casa circondariale di Ferrara
La vicenda è stata ricostruita da Estense.com attraverso i referti dell’intervento del 118 e le verifiche effettuate con la Guardia Costiera. Parla Hamza: "Mi tuffai insieme a un altro signore. Fu una questione di senso civico"
Le avrebbe fatto credere che il figlio era stato arrestato e incarcerato dopo aver provocato un incidente stradale, spingendola a consegnare tutto il denaro e l'oro che aveva con sé per poter farlo uscire di prigione. È l'accusa che la Procura di Ferrara muove nei confronti di un 56enne di Napoli
Dopo l’impasse dei mesi scorsi, è partito il processo alla cooperativa Vivere Qui, con l’udienza preliminare che si è svolta ieri pomeriggio (martedì 6 dicembre) nell’aula B del tribunale di Ferrara, tenuta dal giudice Sandra Lepore.
Stando a quanto si apprende, la Procura della Repubblica di Ferrara avrebbe però aperto anche un secondo filone dell’inchiesta sul mondo delle cooperative, sempre relativa all’utilizzo di soldi pubblici destinare all’accoglienza di migranti a stranieri, con più soggetti coinvolti a livello provinciale. A breve dovrebbero chiudersi le indagini.
Per quel che riguarda l’udienza di ieri, le indagini, coordinate dal pm Andrea Maggioni, si sono invece incentrate sull’utilizzo dei soldi pubblici per gestire i Cas.
Accusati di truffa aggravata, falso e inadempimento contrattuale in pubbliche forniture sono Thomas Atongi Kuma, Nathalie Beatrice Djoum ed Eva Rosa Lombardelli, rispettivamente presidente, vice e consigliera di Vivere Qui, cooperativa che gestiva cinque Centri di accoglienza migranti tra Vigarano e Poggio Renatico, difesi dall’avvocato Stefano Scafidi.
Secondo la Procura e la guardia di finanza avrebbero usato oltre 400mila euro di fondi ricevuti dal 2015 al 2018 per scopi completamente privati. Inoltre avrebbero ottenuto oltre 15mila euro di fondi usando l’escamotage dei falsi presenziari, facendo risultare la presenza di diversi migranti in realtà assenti per diversi giorni.
Con loro sono imputati di abuso d’ufficio per aver omesso i dovuti controlli nel sistema dei Cas anche Vincenzo Martorano, viceprefetto che allora si occupava della gestione dell’accoglienza (difeso dall’avvocato Fabio Anselmo), e Valentina Marzola (assistita dall’avvocato Riccardo Venturi), psicologa, assunta come interinale (e poi non rinnovata) dall’Asp e inquadrata col ruolo di coordinatrice del servizio accoglienza dell’ente pubblico.
Nel corso dell’udienza si sono costituiti parte civile il ministero dell’Interno e Asp. Riguardo alla posizione di quest’ultima, il giudice ha accolto però solamente la richiesta di costituirsi parte civile nei confronti della cooperativa Vivere Qui, rigettando quella relativa alle posizioni con Marzola e Martorano.
Non c’è stata, invece, alcuna richiesta di riti alternativi da parte degli imputati.
La prossima udienza è fissata per il 26 gennaio 2023. In quell’occasione, il giudice scioglierà la riserva sulle tre eccezioni presentate ieri dalla difesa degli imputati: due di carattere procedurale per quanto riguarda la richiesta di rinvio a giudizio e una inerente alle questioni di nullità avanzate su tutte le intercettazioni telefoniche.
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