L’Alda Costa piange la maestra Milva Boarini
La dirigente scolastica dell'istituto comprensivo Alda Costa di Ferrara, Antonietta Allegretta, ricorda la maestra Milva Boarini, stimata docente di scuola primaria improvvisamente scomparsa
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Paura a Pontelngorino per un uomo che mentre riparava il tetto del capanno degli attrezzi, intorno alle 10 di mattina del 7 settembre, è caduto al suolo riportando diverse ferite
Incidente in via del Mare, vicino a Final di Rero ma nel territorio comunale di Ferrara, poco prima del ponte che attraversa il Po di Volano, tra un trattore con rimorchio e auto
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L'uomo si trovava a 2.850 metri di quota, nell'ultimo tratto della ferrata Piazzetta. Recuperato con il verricello dall'elisoccorso e trasferito all'ospedale di Agordo
Dopo l’impasse dei mesi scorsi, è partito il processo alla cooperativa Vivere Qui, con l’udienza preliminare che si è svolta ieri pomeriggio (martedì 6 dicembre) nell’aula B del tribunale di Ferrara, tenuta dal giudice Sandra Lepore.
Stando a quanto si apprende, la Procura della Repubblica di Ferrara avrebbe però aperto anche un secondo filone dell’inchiesta sul mondo delle cooperative, sempre relativa all’utilizzo di soldi pubblici destinare all’accoglienza di migranti a stranieri, con più soggetti coinvolti a livello provinciale. A breve dovrebbero chiudersi le indagini.
Per quel che riguarda l’udienza di ieri, le indagini, coordinate dal pm Andrea Maggioni, si sono invece incentrate sull’utilizzo dei soldi pubblici per gestire i Cas.
Accusati di truffa aggravata, falso e inadempimento contrattuale in pubbliche forniture sono Thomas Atongi Kuma, Nathalie Beatrice Djoum ed Eva Rosa Lombardelli, rispettivamente presidente, vice e consigliera di Vivere Qui, cooperativa che gestiva cinque Centri di accoglienza migranti tra Vigarano e Poggio Renatico, difesi dall’avvocato Stefano Scafidi.
Secondo la Procura e la guardia di finanza avrebbero usato oltre 400mila euro di fondi ricevuti dal 2015 al 2018 per scopi completamente privati. Inoltre avrebbero ottenuto oltre 15mila euro di fondi usando l’escamotage dei falsi presenziari, facendo risultare la presenza di diversi migranti in realtà assenti per diversi giorni.
Con loro sono imputati di abuso d’ufficio per aver omesso i dovuti controlli nel sistema dei Cas anche Vincenzo Martorano, viceprefetto che allora si occupava della gestione dell’accoglienza (difeso dall’avvocato Fabio Anselmo), e Valentina Marzola (assistita dall’avvocato Riccardo Venturi), psicologa, assunta come interinale (e poi non rinnovata) dall’Asp e inquadrata col ruolo di coordinatrice del servizio accoglienza dell’ente pubblico.
Nel corso dell’udienza si sono costituiti parte civile il ministero dell’Interno e Asp. Riguardo alla posizione di quest’ultima, il giudice ha accolto però solamente la richiesta di costituirsi parte civile nei confronti della cooperativa Vivere Qui, rigettando quella relativa alle posizioni con Marzola e Martorano.
Non c’è stata, invece, alcuna richiesta di riti alternativi da parte degli imputati.
La prossima udienza è fissata per il 26 gennaio 2023. In quell’occasione, il giudice scioglierà la riserva sulle tre eccezioni presentate ieri dalla difesa degli imputati: due di carattere procedurale per quanto riguarda la richiesta di rinvio a giudizio e una inerente alle questioni di nullità avanzate su tutte le intercettazioni telefoniche.
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