Sgombero Palapalestre. Presidio di solidarietà per gli sfollati del Grattacielo
L'appuntamento è fissato in via Tumiati alle 14 di domenica 18 gennaio per manifestare solidarietà nei confronti degli sfollati dopo l'incendio al Grattacielo
L'appuntamento è fissato in via Tumiati alle 14 di domenica 18 gennaio per manifestare solidarietà nei confronti degli sfollati dopo l'incendio al Grattacielo
È l'inferno a cui sarebbe stata costretta una 36enne di nazionalità etiope per mano di un 63enne italiano, finito a processo con l'accusa di maltrattamenti in famiglia per fatti avvenuti tra il 2021 e il febbraio 2024 a Formignana, dove i due vivevano
Incidente mortale nella tarda serata di venerdì 16 gennaio a Casalecchio di Reno, lungo l'autostrada A1, dove - intorno alle 22.45 - un camionista ferrarese di 59 anni è morto dopo aver perso autonomamente il controllo del proprio mezzo pesante
Esclusa l'azione di terzi nel decesso. Molto probabile che a ucciderlo possa essere stato un malore indirettamente collegato a qualche patologia che l'ha portato a uscire di casa e a vagare nei campi al buio e al gelo. Esclusa l'azione di terzi nel decesso. Molto probabile che a ucciderlo possa essere stato un malore indirettamente collegato a qualche patologia che l'ha portato a uscire di casa e a vagare nei campi al buio e al gelo
Ha infranto il codice della strada sotto gli occhi di una pattuglia della Polizia Locale, così invece che fermarsi all'alt ha scelto di accelerare e ingaggiare un inseguimento ad alta velocità, terminato dopo diversi chilometri con una denuncia e la revoca della patente di guida ad un 29enne di origini tunisine
Dopo l’impasse dei mesi scorsi, è partito il processo alla cooperativa Vivere Qui, con l’udienza preliminare che si è svolta ieri pomeriggio (martedì 6 dicembre) nell’aula B del tribunale di Ferrara, tenuta dal giudice Sandra Lepore.
Stando a quanto si apprende, la Procura della Repubblica di Ferrara avrebbe però aperto anche un secondo filone dell’inchiesta sul mondo delle cooperative, sempre relativa all’utilizzo di soldi pubblici destinare all’accoglienza di migranti a stranieri, con più soggetti coinvolti a livello provinciale. A breve dovrebbero chiudersi le indagini.
Per quel che riguarda l’udienza di ieri, le indagini, coordinate dal pm Andrea Maggioni, si sono invece incentrate sull’utilizzo dei soldi pubblici per gestire i Cas.
Accusati di truffa aggravata, falso e inadempimento contrattuale in pubbliche forniture sono Thomas Atongi Kuma, Nathalie Beatrice Djoum ed Eva Rosa Lombardelli, rispettivamente presidente, vice e consigliera di Vivere Qui, cooperativa che gestiva cinque Centri di accoglienza migranti tra Vigarano e Poggio Renatico, difesi dall’avvocato Stefano Scafidi.
Secondo la Procura e la guardia di finanza avrebbero usato oltre 400mila euro di fondi ricevuti dal 2015 al 2018 per scopi completamente privati. Inoltre avrebbero ottenuto oltre 15mila euro di fondi usando l’escamotage dei falsi presenziari, facendo risultare la presenza di diversi migranti in realtà assenti per diversi giorni.
Con loro sono imputati di abuso d’ufficio per aver omesso i dovuti controlli nel sistema dei Cas anche Vincenzo Martorano, viceprefetto che allora si occupava della gestione dell’accoglienza (difeso dall’avvocato Fabio Anselmo), e Valentina Marzola (assistita dall’avvocato Riccardo Venturi), psicologa, assunta come interinale (e poi non rinnovata) dall’Asp e inquadrata col ruolo di coordinatrice del servizio accoglienza dell’ente pubblico.
Nel corso dell’udienza si sono costituiti parte civile il ministero dell’Interno e Asp. Riguardo alla posizione di quest’ultima, il giudice ha accolto però solamente la richiesta di costituirsi parte civile nei confronti della cooperativa Vivere Qui, rigettando quella relativa alle posizioni con Marzola e Martorano.
Non c’è stata, invece, alcuna richiesta di riti alternativi da parte degli imputati.
La prossima udienza è fissata per il 26 gennaio 2023. In quell’occasione, il giudice scioglierà la riserva sulle tre eccezioni presentate ieri dalla difesa degli imputati: due di carattere procedurale per quanto riguarda la richiesta di rinvio a giudizio e una inerente alle questioni di nullità avanzate su tutte le intercettazioni telefoniche.
Da 20 anni Estense.com offre una informazione indipendente ai suoi lettori e non ha mai accettato fondi pubblici per non pesare nemmeno un centesimo sulle spalle della collettività. Il lavoro che svolgiamo ha un costo economico non indifferente e la pubblicità dei privati non sempre è sufficiente.
Per questo chiediamo a chi quotidianamente ci legge e, speriamo, ci apprezza di darci un piccolo contributo in base alle proprie possibilità. Anche un piccolo sostegno, moltiplicato per le decine di migliaia di ferraresi che ci leggono ogni giorno, può diventare fondamentale.
OPPURE se preferisci non usare PayPal ma un normale bonifico bancario (anche periodico) puoi intestarlo a:
Scoop Media Edit
IBAN: IT06D0538713004000000035119 (Banca BPER)
Causale: Donazione per Estense.com