Trasferimento di Mohammad Hannoun: Ferrara tra le ipotesi più concrete
Potrebbe essere il carcere di Ferrara la prossima destinazione di Mohammad Hannoun. A riferirlo è il suo avvocato, secondo cui l’ipotesi ferrarese è concreta
Potrebbe essere il carcere di Ferrara la prossima destinazione di Mohammad Hannoun. A riferirlo è il suo avvocato, secondo cui l’ipotesi ferrarese è concreta
La Procura di Ferrara ha presentato ricorso per Cassazione, impugnando la sentenza di patteggiamento a due anni di carcere, con pena sospesa, con cui il tribunale di Ferrara aveva chiuso la vicenda giudiziaria di Chiara Compagno, 55 anni, una delle due dottoresse finite a processo nell'ambito dell'inchiesta Red Pass
Era una discussione molto delicata e difficile da chiudere entro la fine dell'anno, come inizialmente previsto. Così per portare a termine l'accordo sul contratto con la nuova proprietà di Vm Motori si dovrà attendere almeno la fine di gennaio
La fotografia demografica dell’Emilia-Romagna al 1° gennaio 2025, secondo i dati Ires, restituisce un quadro complessivamente stabile, ma la provincia di Ferrara emerge come uno dei contesti più critici
Era una piccola promessa del calcio ferrarese. Era un agente della Polizia di Stato. Aveva una moglie e una bambina piccola. Poi, all'improvviso, la sua vita è cambiata. Roberto Fantini oggi ha 63 anni, una figlia e due nipoti. E una famiglia che non lo lascia mai solo

(foto di archivio)
Portomaggiore. E’ particolarmente insidioso in quanto incolore, insapore e inodore e, se inalato, può portare alla perdita di coscienza e anche alla morte. Si allunga la lista degli intossicati dal monossido di carbonio di questi giorni, dato che altre tre persone hanno dovuto essere soccorse e portate in ospedale.
Non sono in pericolo di vita, ma hanno rischiato grosso tre persone di origine pachistana che sono state salvate nel corso della notte. I tre abitano in via Motta Vegrazzi a Portomaggiore ed è lì che si sono portati i vigili del fuoco e i sanitari del 118, oltre ai carabinieri di Massa Fiscaglia, trovando i tre pachistani intossicati, trasportati in ambulanza prima all’ospedale di Cona, poi alla camera iperbarica di Ravenna.
Da quanto si apprende, il monossido non si sarebbe sprigionato per un difetto della caldaia dell’appartamento, che secondo le verifiche dei vigili del fuoco non aveva problemi di malfunzionamento, ma probabilmente dall’abitudine dei tre di riscaldare l’ambiente accendendo alcune braci. Le verifiche sono comunque ancora in corso.
Con questi ultimi casi, favoriti dall’arrivo del freddo e dall’accensione degli impianti di riscaldamento, sono complessivamente dieci le persone rimaste intossicate dal monossido in appena quattro giorni in provincia di Ferrara, e fra queste anche due bambini. Di questi, cinque hanno dovuto ricorrere alla camera iperbarica per risolvere l’intossicazione.
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