Mar 29 Nov 2022 - 373 visite
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Ospedale del Delta, al Centro di Procreazione Medicalmente Assistita la conservazione degli embrioni è “virus-free”

A Lagosanto il primo centro pubblico che in Italia usa la nuova tecnica che sterilizza l’azoto

Andrea Gallinelli

La pandemia da Covid-19 e l’innovazione nella ricerca hanno portato tante nuove conoscenze in campo medico. Tra esse anche il fatto che per una migliore conservazione dei gameti per la Procreazione Medicalmente Assistita (Pma), è bene sterilizzare l’azoto in cui vengono congelati.

Un’innovazione a cui ha subito guardato con interesse il Centro Pma pubblico dell’ospedale di Lagosanto diretto dal dottor Andrea Gallinelli.

“La gestione di gameti ed embrioni all’interno dei Centri Pma è disciplinata da stringenti controlli di qualità atti a prevenire la contaminazione dei campioni. Ciò nonostante – spiega Gallinelli poca attenzione era stata fino ad ora posta sull’azoto liquido impiegato nelle procedure di crioconservazione, parte integrante della maggior parte dei cicli di procreazione. La sopravvivenza di microrganismi in azoto liquido (seppure a temperature molto basse, intorno a -200°C) è stata dimostrata da diversi studi, recentemente anche nel campo della medicina della riproduzione umana. E non possiamo escludere il rischio, sebbene limitato, che la presenza di questi microrganismi vitali nell’azoto liquido impiegato di routine nelle procedure di crioconservazione e scongelamento, possa trasmettere patogeni campione-campione e campione-paziente”.

Queste considerazioni, insieme alla crescente necessità di procedure “virus free” emersa dalla pandemia Covid-19, ha indotto il Centro ferrarese ad adottare un nuovo sistema di conservazione: il sistema “N-Bath Nterilizer”. Si tratta di un dispositivo in grado di sterilizzare l’azoto liquido prima che esso venga impiegato nelle procedure di crioconservazione/scongelamento degli ovociti e degli embrioni. Il suo impiego in ambito di Pma è stato recentemente raccomandato anche dal Who (World health organization ovvero l’Organizzazione mondiale della sanità).

Esprime soddisfazione la direttrice generale delle Aziende Sanitarie Ferraresi, Monica Calamai: “Siamo molto orgogliosi di poter offrire in un centro pubblico le tecniche di procreatica più innovative, sicure ed efficaci, coniugando ricerca e pratica medica. Già da tempo il reparto di Procreazione Medicalmente Assistita dell’Ospedale di Lagosanto si caratterizza come uno dei centri più all’avanguardia in questa disciplina. L’introduzione della nuova pratica di sterilizzazione dell’azoto consolida, anche fuori Ferrara, il ruolo dell’equipe del Delta nel dare risposte di qualità e personalizzate alle coppie che desiderano coronare il proprio sogno di genitorialità”.

Come funziona il nuovo sistema di conservazione

Grazie al sistema N-Bath, l’azoto liquido viene sterilizzato pochi minuti prima del suo impiego, in speciali vaschette personalizzate monouso, scongiurando il tal modo il rischio della presenza di microrganismi al suo interno. Ad ogni paziente è quindi garantito che i propri ovociti o embrioni siano stati crioconservati/scongelati mediante azoto liquido “virus free”. Il dispositivo è corredato di un sistema blindato di tracciabilità del materiale monouso impiegato per ogni singola procedura di crioconservazione/scongelamento.

Grazie alla acquisizione della tecnologia N-Bath, il Centro di Fisiopatologia della Riproduzione Umana dell’Ausl di Ferrara è oggi il primo Centro Pubblico in Italia a garantire ai propri pazienti procedure di crioconservazione/scongelamento personalizzato di gameti ed embrioni interamente “virus free”.

La acquisizione della tecnologia N-Bath rientra in un contesto di continua crescita del Centro Pma del Delta che coniuga l’expertise e le competenze dei propri professionisti con l’adeguamento tecnologico e i controlli di qualità. Il tutto con il fine ultimo di offrire trattamenti personalizzati, con il miglior rapporto efficacia/efficienza.

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