Ven 28 Ott 2022 - 500 visite
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Costituzione italiana e fascismo messi a confronto

Quello che propongo a lettori e lettrici di questo blog è un confronto sinottico dei principi fondamentali della Costituzione Italiana e del fascismo, tratto dai materiali didattici che creo e uso per le mie lezioni. Questa tabella risponde a una delle cose più stupide che vengono dette sulla Costituzione, e cioè che la Costituzione non contiene un articolo con la parola “antifascismo”. È vero: la parola “antifascismo” non c’è, perché la Costituzione è essa stessa non solo antifascista, ma è l’antifascismo stesso.
La sintesi finale la lascio a Giacomo Matteotti.

Dottrina del fascismo e Costituzione: confronto sinottico
La dottrina del fascismo La Costituzione della Repubblica Italiana
Fonte: Benito Mussolini, La dottrina del fascismo, in Enciclopedia Italiana, v. “Fascismo”, vol. XIV, p. 847-851, 1932; rist. Sansoni, Firenze 1940 Fonte: Costituzione della Repubblica Italiana (gli articoli e commi sono citati all’interno delle singole celle)
Il fascismo vuole l’uomo attivo e impegnato nell’azione con tutte le sue energie: lo vuole virilmente consapevole delle difficoltà che ci sono, e pronto ad affrontarle. Concepisce la vita come lotta, pensando che spetti all’uomo conquistarsi quella che sia veramente degna di lui. Quindi anche il valore essenziale del lavoro, con cui l’uomo vince la natura e crea il mondo umano.
Il fascismo afferma la disuguaglianza irrimediabile e feconda e benefica degli uomini.
1.1. L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro.
3.2. È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.
4.1. La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto.
La concezione fascista è per lo Stato; ed è per l’individuo in quanto esso coincide con lo Stato, coscienza e volontà universale dell’uomo nella sua esistenza storica. Tutto è nello Stato, e nulla di umano o spirituale esiste, e tanto meno ha valore, fuori dello stato. In tal senso il fascismo è totalitario.
Lo Stato fascista organizza la nazione, ma lascia poi agli individui margini sufficienti; esso ha limitato le libertà inutili o nocive e ha conservato quelle essenziali. Chi giudica su questo terreno non può essere l’individuo, ma soltanto lo Stato.
2. La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale.
5. La Repubblica, una e indivisibile, riconosce e promuove le autonomie locali; attua nei servizi che dipendono dallo Stato il più ampio decentramento amministrativo; adegua i principî ed i metodi della sua legislazione alle esigenze dell’autonomia e del decentramento.
33.1. L’arte e la scienza sono libere e libero ne è l’insegnamento.
45.1. La Repubblica riconosce la funzione sociale della cooperazione a carattere di mutualità e senza fini di speculazione privata.
Né individui fuori dello Stato, né gruppi (partiti politici, associazioni, sindacati, classi). Il fascismo è contro il socialismo e analogamente, è contro il sindacalismo classista. 18.1. I cittadini hanno diritto di associarsi liberamente, senza autorizzazione, per fini che non sono vietati ai singoli dalla legge penale.
39.1. L’organizzazione sindacale è libera.
49.1. Tutti i cittadini hanno diritto di associarsi liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale.
Il fascismo è contro la democrazia che ragguaglia il popolo al maggior numero abbassandolo al livello dei più. Il popolo è concepito come l’idea che nel popolo si attua quale coscienza e volontà di pochi, anzi di Uno, e quale ideale tende ad attuarsi nella coscienza e volontà di tutti.
Il fascismo nega che il numero, per il semplice fatto di essere numero, possa dirigere le società umane; nega che questo numero possa governare attraverso una consultazione periodica; afferma la disuguaglianza degli uomini che non si possono livellare attraverso un fatto meccanico ed estrinseco com’è il suffragio universale.
1.2. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.
3.1. Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.
Il fascismo è contro il liberalismo classico. Il liberalismo negava lo Stato nell’interesse dell’individuo particolare; il fascismo riafferma lo Stato come la realtà vera dell’individuo. Lo Stato, come volontà etica universale, è creatore del diritto. 13.1. La libertà personale è inviolabile.
14.1. Il domicilio è inviolabile.
15.1. La libertà e la segretezza della corrispondenza e di ogni altra forma di comunicazione sono inviolabili.
16.1. Ogni cittadino può circolare e soggiornare liberamente in qualsiasi parte del territorio nazionale.
Il fascismo non crede alla possibilità né all’utilità della pace perpetua. Respinge quindi il pacifismo che nasconde una rinuncia alla lotta e una viltà di fronte al sacrificio. Solo la guerra porta al massimo di tensione tutte le energie umane e imprime un sigillo di nobiltà ai popoli che hanno la virtù di affrontarla. 11. L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo.

 

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