Berco, ThyssenKrupp formerà una holding entro il 2028
È ancora forte la preoccupazione dei sindacati per il futuro di Berco, anche a seguito dell'incontro di monitoraggio che si è svolto il 25 marzo al Ministero delle Imprese e del Made in Italy
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Non più lesioni personali aggravate, ma omicidio preterintenzionale. È la nuova accusa formulata nei confronti di un 23enne ferrarese, a processo per la morte del nonno di 83 anni, arrivata dopo quasi un anno di agonia dal giorno in cui, durante una violenta aggressione domestica, l'anziano aveva riportato gravi ferite per le botte rifilategli proprio dal nipote
Aveva accusato un 65enne di Comacchio di tentata rapina aggravata in stazione. L'uomo però era stato successivamente assolto con formula piena dal tribunale di Ferrara, dopo che le immagini di videosorveglianza avevano rivelato una dinamica dei fatti completamente ribaltata
Si è presentato sotto casa dell'ex moglie nonostante il divieto di avvicinamento e il braccialetto elettronico, finendo arrestato dopo aver opposto resistenza ai carabinieri intervenuti sul posto
Momenti di tensione nei giorni scorsi nell'area della stazione di Ferrara, dove un giovane nordafricano di 19 anni è stato fermato dalla Polizia Locale al termine di un inseguimento tra piazzale della Stazione e piazzale Castellina
Finisce col crollo della quasi totalità dell’impianto accusatorio il processo Fiera bis, che vedeva tra gli imputati l’ex sindaco Tiziano Tagliani e l’ex assessore Aldo Modonesi. Il primo era finito a processo per truffa, così come il secondo che però era stato chiamato a rispondere anche di turbativa d’asta e corruzione. Per loro, difesi dagli avvocati Riccardo Caniato e Filippo Maggi, durante la mattinata di venerdì 20 febbraio, il gup Andrea Migliorelli del tribunale di Ferrara ha rispettivamente pronunciato sentenza di proscioglimento e assoluzione.
Analoghe decisioni sono state prese – sempre perché il fatto non sussiste – anche per gli altri cinque imputati, finiti alla sbarra – a vario titolo – con le accuse di truffa ai danni della Regione, abuso d’ufficio (caduto perché non più previsto dalla legge come reato), falso, turbativa d’asta (prescritto), frode in pubbliche forniture (prescritto) e corruzione. Tra loro figurano Filippo Parisini, ex presidente di Ferrara Fiere e l’ingegnere Davide Grandis (difeso dall’avvocato Dario Bolognesi), direttore dei lavori, tutti e due prosciolti dalle accuse più gravi.
Per entrambi sono però rimaste in piedi due accuse minori e ormai vicine alla prescrizione: Parisini dovrà rispondere dell’ipotesi di rimozione od omissione dolosa di cautele contro infortuni sul lavoro, in relazione alla presunta mancata predisposizione dell’impianto antincendio nei padiglioni; Grandis dovrà invece affrontare il giudizio per falso, per aver – secondo l’ipotesi accusatoria – emesso una Scea ritenuta non veritiera. Per loro il processo inizierà alla data di martedì 14 aprile, davanti alla giudice Rosalba Cornacchia del tribunale di Ferrara.
“Siamo molto soddisfatti per il proscioglimento di Filippo Parisini che certifica il crollo dell’intera impalcatura dell’accusa. Parisini ha sempre agito solo e sempre nell’esclusivo interesse della Fiera. Ci dovremo difendere solo dall’accusa di non aver predisposto misure antincendio idonee, sulla quale siamo sereni potendo dimostrare il massimo impegno profuso per risolvere il problema” è il commento, fuori dall’aula, rilasciato dall’avvocato Claudio Maruzzi, legale difensore dell’ex numero uno dell’ente di via delle Fiere.
Gli fa eco l’avvocato Dario Bolognesi che difende Grandis: “Siamo molto soddisfatti per l’esito dell’udienza preliminare. È importante evidenziare che il giudice ha emesso sentenza di non luogo a procedere perché il fatto non sussiste rispetto a tutte le imputazioni più gravi e in particolare, quanto alla posizione dell’ingegner Grandis, rispetto alla accusa di avere elaborato una falsa perizia allo scopo di ottenere finanziamenti non dovuti. La sentenza di proscioglimento riconosce il corretto operato del mio assistito restituendogli la dignità professionale che merita. Rispetto alle residue marginali imputazioni insisteremo in ogni sede per ottenere una piena assoluzione avendo l’ingegner Grandis sempre agito in modo corretto e in piena buona fede“.
Prosciolti da tutte le contestazioni infine anche Stefano Zaccarelli e Gian Domenico Leprini, assolto invece Sandro Mantovani. I tre erano rispettivamente presidente, consulente e consigliere dell’AeC, l’impresa di Modena che aveva vinto l’appalto per i lavori da 6 milioni di euro per la ristrutturazione e la riqualificazione post-sisma dei padiglioni. “Siamo pienamente soddisfatti: è stata ripagata la nostra fiducia nella giustizia. AeC è un’azienda seria ed è stata dimostrata la completa insussistenza dei reati contestati”, ha dichiarato l’avvocato Cosimo Zaccaria, difensore di Zaccarelli e Mantovani.
Proprio quell’appalto milionario aveva finito per costituire il fulcro dell’intera vicenda giudiziaria. I fatti finiti al centro dell’inchiesta, secondo l’iniziale impostazione della Procura di Ferrara, ruotavano infatti attorno all’affidamento e alla gestione dei lavori per la ristrutturazione e la riqualificazione dei padiglioni, in seguito ai presunti danni strutturali provocati dal terremoto del 2012. Il nodo centrale, per gli inquirenti, era però proprio questo: quei danni, in realtà, non sarebbero mai esistiti.
Secondo gli uffici di via Mentessi, i lavori sarebbero stati quindi assegnati ad AeC attraverso una gara d’appalto pilotata e portati avanti sulla base di presunte false attestazioni, sia in merito ai danni subiti dalla struttura sia allo stato di avanzamento del cantiere. Un meccanismo che, sempre secondo l’accusa, avrebbe consentito di “gonfiare” i costi e di farli ricadere sulla Regione Emilia-Romagna.
Il giudice ha tuttavia ritenuto insussistente la principale accusa di falso in atti pubblici contestata all’ingegner Davide Grandis, relativa a quella perizia che avrebbe attestato proprio quei danni inesistenti, costituendo il presupposto della presunta truffa finalizzata all’ottenimento dei contributi dalla regione Emilia-Romagna.
Dichiarato il non luogo a procedere su questo capo, sono quindi venute meno, a cascata, anche gran parte delle contestazioni agli altri imputati. Ne è derivata così la pioggia di assoluzioni e proscioglimenti che di fatto hanno messo la parola fine al processo, con una sentenza le cui motivazioni saranno depositate entro i prossimi trenta giorni.
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