Sab 1 Ott 2022 - 3540 visite
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Economia: a Ferrara primi effetti di crisi energetica, guerra e mancanza di materie prime

I dati dell'Osservatorio della Camera di Commercio: crescono produzione manifatturiera (+6,1%), fatturato (+6,9%) ed esportazioni (+20,6%). Frenano costruzioni (+3,3%) e commercio al dettaglio (+0,9%) Valore aggiunto provinciale, a fine 2022, stimato al +3,4%

La Camera di Commercio di Ferrara

In crescita nel secondo trimestre di quest’anno, rispetto allo stesso periodo del 2021, sia la produzione manifatturiera (+6,1%) sia il fatturato (+6,9%). Frena, dopo i forti incrementi dello scorso anno, il volume d’affari delle costruzioni (+3,3%) e nel commercio al dettaglio le vendite faticano a rimanere in terreno positivo (+0,9%). Secondo Prometeia, inoltre, il valore aggiunto della provincia per l’anno in corso rallenterà la risalita al +3,4%, per poi ridursi ulteriormente nel 2023. È quanto è emerso nella riunione dell’Osservatorio dell’economia della Camera di commercio tenutosi ieri mattina (30 settembre) alla presenza delle istituzioni e dei vertici delle associazioni di categoria.

“Oggi è a rischio la tenuta sociale del Paese. L’aumento dei costi di produzione e gestione delle aziende impongono interventi urgenti di sostegno e, allo stesso tempo, soluzioni strutturali non più procrastinabili. Serve un’azione congiunta che riporti il sistema economico su quei binari di competitività che avevano permesso alle imprese di tornare a crescere a ritmi sostenuti, dopo lo stop pandemico, trainando una risalita dei tassi di occupazione”. Così Paolo Govoni, commissario straordinario della Camera di commercio, a commento dei dati diffusi dall’Ente di Largo Castello.

Gli indicatori del commercio esteroevidenzia l’Ufficio Studi della Camera di commercio – elaborati sulla base delle informazioni diffuse da Istat e riferiti al primo semestre 2022, grazie anche agli effetti inflattivi, registrano ancora una variazione tendenziale trimestrale a due cifre (+20,6%). Il dato finale dei primi sei mesi, circa 1.496 milioni di euro, è superiore al massimo della serie storica del periodo raggiunto in precedenza nel 2018, per oltre 10 punti percentuali.

“Dobbiamo – ha concluso Govoni – scongiurare chiusure (anche solo temporanee) di attività e l’apertura di crisi aziendali diffuse, con pesanti ricadute anche sul potere d’acquisto dei lavoratori e sul benessere sociale nel suo complesso e serve investire in politiche che puntino alla piena occupazione e alla creazione di un lavoro di qualità. Obiettivi chiari, incentivi continuativi e di facile accesso, norme stabili, strategie di sviluppo pubblico a supporto dell’impresa (infrastrutture, banda larga, servizi, efficienza della pubblica amministrazione, processi decisionali rapidi, un sistema di formazione che sappia interagire con il sistema produttivo in modo efficace, progetti di riqualificazione del personale) sono elementi essenziali per fare del nostro un Paese moderno e performante”.

RALLENTA LA RIPRESA CON INDICATORI CONGIUNTURALI ANCORA IN CRESCITA

Le più recenti previsioni internazionali fotografano le conseguenze economiche della guerra scatenata da Mosca, combinate con l’impennata dei prezzi e con la stretta delle Banche centrali. Guerra, alti prezzi dell’energia e dei generi alimentari, politica Zero Covid della Cina freneranno la crescita, mentre l’inflazione sarà più alta e persistente.

Per il momento le rilevazioni svolte nel periodo estivo evidenziano per il secondo trimestre 2022 ancora risultati positivi, ma allo stesso tempo dalle interviste alle imprese provengono segnali di criticità non sempre quantificabili. Non rallenta la crescita della produzione industriale con un trend del settore manifatturiero nel suo complesso che risulta fortemente influenzato dalle performances dalle imprese esportatrici, ma aumentano le quote di imprese che stimano cali, dovuti alle condizioni di approvvigionamento delle materie prime e alla situazione geo-politica

Registra una decelerazione il recupero delle costruzioni, con un trend analogo per l’artigianato del settore.

Nel commercio al dettaglio, solo il comparto non alimentare continua a registrare un lento recupero. L’aumento dei prezzi fa crescere ancora a due cifre l’export.

Questi i principali dati diffusi nell’ultima edizione dell’Osservatorio dell’economia della Camera di commercio di Ferrara.

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