Politica
24 Settembre 2022
La consigliera dem: “L'ultima edizione è del 2020, ma è strumento di conoscenza del territorio”

Annuario statistico, Baraldi (Pd) chiede a Fabbri di ripristinarlo

di Redazione | 2 min

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L’ultima edizione risale al 2020, eppure è (era) un utile strumento per conoscere tanti aspetti della città. Stiamo parlando dell’annuario statistico edito dall’ufficio statistica del Comune e che da alcuni anni non viene più pubblicato. A chiederne il ripristino – anche nella sue versione demografica triennale – è oggi Ilaria Baraldi, consigliera comunale del Pd, con un interpellanza al sindaco, presentata “allo scopo di conoscere se codesta amministrazione, alla luce di quanto esposto, non ritenga utile ripristinare sia l’annuario statistico annuale che l’indagine campionaria triennale sulle condizioni di vita delle famiglie e le stime di povertà”.

“L’ultimo annuario statistico del Comune di Ferrara risulta editato nel giugno del 2020, con riferimento all’anno solare 2018 – rileva Baraldi -. Nel mese di agosto del 2020 è stato editato il solo annuario demografico, con un numero di voci inferiori (mancando, a titolo di esempio, le statistiche riferite a turismo e cultura, lavoro, attività edilizia, trasporti). L’annuario statistico è uno strumento di conoscenza del territorio non obbligatorio ma certamente di grande utilità, contenente informazioni determinanti per la comprensione delle dinamiche del nostro comune e la definizione delle azioni utili al suo sviluppo”.

A questo si aggiungeva un ulteriore strumento: “Dal 1994 al 2019 – ricorda la consigliera dem – il Comune di Ferrara aveva promosso una autonoma indagine statistica triennale sulle famiglie residenti nel comune (su un campione di mille famiglie, ad opera dell’ufficio statistica di Ferrara), avente ad oggetto l’analisi delle condizioni abitative ed economiche, gli stili di vita e di consumo dei residenti e la valutazione dell’incidenza di povertà. Tale strumento ha consentito per il suddetto periodo di monitorare l’andamento degli stili di vita e quindi dei mutamenti dei bisogni dei residenti del comune, tramite uno studio statistico specifico, anch’esso non obbligatorio per legge ma i cui dati non erano e non sono altrimenti deducibili, essendo gli analoghi studi solo su base nazionale o, al massimo, regionale. Anche per questo lavoro triennale l’utilità è evidente, consentendo alla Amministrazione di provvedere e modificare le proprie azioni in funzione della lettura dei dati reali”.

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