Da Comacchio al Parlamento europeo: la sfida contro la caccia per divertimento
Una cittadina di Comacchio porta al Parlamento europeo una petizione per aprire il dibattito sull’abolizione della caccia sportiva nell’Unione europea
Una cittadina di Comacchio porta al Parlamento europeo una petizione per aprire il dibattito sull’abolizione della caccia sportiva nell’Unione europea
Per tutelare la risalita del pesce novello nei corsi d’acqua, la Regione Emilia-Romagna ha istituito il divieto temporaneo di pesca sportiva e ricreativa, con qualsiasi attrezzo, dalle ore 20 di domenica 29 marzo fino alle 21 di domenica 31 maggio
Dopo un calvario durato 600 giorni, lo scorso 5 marzo, è morto il 70enne di Comacchio che, a luglio di due anni fa, era rimasto gravemente ferito in un incidente stradale. Quel giorno, a Comacchio, l'uomo stava viaggiando in sella al proprio scooter Kymco insieme al nipote quando era stato colpito violentemente da un'automobile, riportando lesioni molto gravi
Un passaggio strategico per il futuro del territorio: la candidatura per il riconoscimento di due nuovi hub del commercio di cui alla legge regionale numero 12 del 2023, per il Centro storico di Comacchio e per Lido degli Estensi
Nella giornata di martedì 11 marzo, una delegazione di Fratelli d’Italia Comacchio ha depositato presso la Regione Emilia-Romagna le 2.500 firme raccolte attraverso una petizione popolare per chiedere la realizzazione di una stazione ferroviaria

Marco Mastacchi
Comacchio. Il capogruppo di Rete Civica-Progetto Emilia-Romagna, Marco Mastacchi, ha presentato in Regione un’interrogazione per chiedere di intervenire per il recupero e il riutilizzo dell’impianto pilota sperimentale di allevamento intensivo in vasca di specie ittiche pregiate di Valle Campo, un’oasi incontaminata a due passi dalle spiagge dei Lidi di Comacchio.
A Valle Campo, nel cuore del comprensorio vallivo lagunare di Lido di Spina, si trova lo scheletro di una struttura che, all’inizio degli anni ’70, avrebbe dovuto rilanciare nel mondo l’immagine di Comacchio quale città pescosa e regno dell’anguilla. La gestione di questo impianto sperimentale, divenuto poi centro ricerche, era stata affidata alla ex Sivalco spa, che vedeva insieme Regione, Comune, Provincia, Ersa e Sopal. Oggi, del progetto pilota di allevamento intensivo in vasca di specie ittiche pregiate, rimangono solo i ruderi di un impianto abbandonato dal 1996, con le sue coperture in eternit. All‘interno della struttura sono ancora presenti alcune marrette, imbarcazioni tipiche lagunari, impiegate nei secoli scorsi per trasportare le anguille alla Manifattura dei Marinati, oltre alle vasche in cui vengono allevate in cattività le anguille e ad apparecchiature e strumenti che non sono stati recuperati dopo il fallimento.
L’impianto, gestito dal 1973 e sino al suo fallimento dalla Sivalco, società d’itticoltura di Comacchio, sorge lungo il percorso ciclabile che attraversa Valle Campo ed è ormai in una situazione di abbandono totale, avvolto da una vegetazione selvaggia che contrasta con la bellezza della valle, oggi meta sempre più frequentata da villeggianti e visitatori stupiti di trovarsi improvvisamente di fronte a un “fantasma” di pietra dalle tettoie ondulate.
Lo spazio – secondo Mastacchi – si presterebbe alla realizzazione di un centro ittiogenico per lo studio e il pre-ingrasso dei molluschi, alimentato da celle fotovoltaiche e che potrebbe sorgere negli spazi dell’ex impianto pilota. Valle Campo potrebbe diventare la sede dell’acquacoltura e della vallicoltura in ambito ecologico, turistico, enogastronomico e didattico per la salvaguardia dell’anguilla europea del territorio. La formazione di nuovi vallicoltori nella zona e la possibilità di fare reddito, soprattutto durante i periodi di fermo, con friggitorie a km zero e con itinerari turistico-ambientali-gastronomici guidati, rappresenterebbe la possibilità di riscatto per quest’area depressa.
Mastacchi chiede alla Giunta se e come intende attivarsi per riqualificare l’area dell’impianto pilota dell’ex Sivalco di Valle Campo e se non ritenga opportuno riutilizzare la struttura per realizzare un centro ittiogenico alimentato da energie alternative. Chiede inoltre se intende impegnarsi per far diventare quest’area depressa una fonte di reddito, grazie a nuovi itinerari turistico-ambientali e gastronomici in cui includerla.
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