Politica
19 Settembre 2022
La constatazione di Alessandro Talmelli, segretario comunale del Pd, dal palco della Festa di Pontelagoscuro, dove hanno parlato l'assessore regionale Calvano e l'eurodeputata Gualmini

Il futuro passa per il Pnrr: “Ma a Ferrara ci sembra sia stata persa un’occasione”

di Redazione | 3 min

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di Lucia Bianchini

Hanno discusso di Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, dal palco della festa di Pontelagoscuro, Paolo Calvano, assessore al Bilancio della regione Emilia Romagna e Elisabetta Gualmini, europarlamentare Pd.

Ad aprire l’incontro, con una constatazione, è stato il segretario comunale del Partito Democratico, Alessandro Talmelli: “In questa città con il Pnrr potevamo avere un’occasione per avere moltissime risorse e riagganciarci alla media del Pil
regionale. Ci sembra invece che questa occasione sia stata persa, e che a Ferrara i fondi siano stati usati per questioni ordinarie”.

Calvano ha spiegato l’impatto del Piano, che ha paragonato a quello che ebbe il Piano Marshall: “Sono 200 miliardi che abbiamo a disposizione, una grande opportunità che porta con sé una grande responsabilità. Dobbiamo fuggire l’idea di usarlo per buchi di bilancio, si deve essere capaci di fare cose straordinarie, che cambino la prospettiva di un territorio“.

Per quanto riguarda l’Emilia Romagna sono stati stanziati 5 miliardi di euro da investire entro il 2026, quindi in quelli che per l’Italia si possono definire tempi contingentati.

“Mi dispiace che qualcuno abbia in programma di cambiare il Pnrr – prosegue l’assessore -, la priorità è attuarlo, e si dovrebbe discutere un ulteriore nuovo piano alla luce di nuove priorità. Serve un governo che nell’Europa ci creda, che la veda come una soluzione e non come un problema. Queste elezioni determinano il posizionamento dell’Italia in Europa e la possibilità di presentare istanze che possano trovare accoglimento”.

A portare un punto di vista sull’Europa e i suoi mutamenti è Elisabetta Gualmini: “Pandemia e Brexit hanno cambiato l’Europa, e non so se siamo stati in grado di raccontarlo alle persone che la percepiscono distante. È stato sospeso il patto di stabilità e crescita fino al 2023 ed è nata la realizzazione di debito comune. Sono completamente mutate le regole del gioco. Austerità e rigore che ci hanno guidato negli anni precedenti
non ci sono più, l’Europa deve dare risposte su protezione sociale, servizi, sanità, ora sul gas, problemi che toccano la comunità, se no si rischia che venga smantellata”.

Proprio sul gas, l’eurodeputata spiega come l’Europa stia lavorando molto: “Abbiamo trovato un accordo con 15 Paesi su 27 sul tetto del gas, la cosa più urgente da fare, bloccare il prezzo che cresce senza controllo, e ci avviciniamo lentamente a un’ulteriore maggioranza. Se Draghi fosse stato nel pieno delle sue funzioni avremmo ottenuto qualcosa di più concreto, ma stiamo comunque arrivando a una soluzione, la democrazia è difficile da comporre, ma ci consente di arrivare a risultati tutti insieme senza farci la guerra reciprocamente”.

“Quello del gas – prosegue – è il problema principale insieme a quello salariale, siamo l’unico paese in cui i salari sono stagnanti o calano. In Europa però ora è stato approvato il salario minimo con una direttiva vincolante per gli Stati. Con il Pnrr oggi possiamo spendere molto e dobbiamo spendere bene, per quello serve una politica autorevole, che sappia con chi parlare e con chi allearsi, per la tutela dell’interesse nazionale”.

A preoccupare è anche questa campagna elettorale, di cui Gualmini illustra la visione che se ne ha in Europa: “Un po’ di preoccupazione c’è, dopo la fase di stupore assoluto di quando hanno fatto cadere il Governo Draghi. Credo che il paese non si sia spostato a destra, c’è un travaso interno di voti in quello stesso blocco, una radicalizzazione. L’anomalia di queste elezioni è che c’è una coalizione che riesce ad essere unita, anche se all’interno non è così, mentre dall’altro lato ci sono tre forze politiche separate tra loro, per questo sarà un’elezione difficile”.

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