di Serena Vezzani
Cento. “Sopra di noi, il futuro”: questo il nome dell’opera del duo Antonello Ghezzi, composto da Nadia Antonello e Paolo Ghezzi, inaugurata in sala Zarri e realizzata nell’ambito del progetto di residenze d’artista Prospettive, a cura di Amerigo Mariotti e Giorgia Tronconi di Adiacenze, con il contributo della Regione Emilia-Romagna.
L’opera consiste in un gruppo di sette dischi di alluminio forati in corrispondenza della mappa del cielo sopra a Cento tra dieci anni, nel giorno del 7 settembre 2032, resa possibile anche grazie alla collaborazione con l’artista Marco Pellizzola e l’azienda Tonsfer di Alessandro D’Oria.
In sala Zarri, le sette opere sono state consegnate “simbolicamente” ai rappresentanti delle consulte civiche che, in un percorso condiviso con la cittadinanza, sceglieranno poi la giusta collocazione in ciascuna frazione. Inoltre, le installazioni non si “esauriranno”, ma diventeranno parte di un vero e proprio itinerario artistico, un “pellegrinaggio”, spiega Giorgia Tronconi di Adiacenze.
“Chiunque vorrà visitare le opere riceverà nel centro storico di Cento una mappa del cielo vuota. Dovrà recarsi in ciascuna frazione dai Custodi del cielo che, spicchio dopo spicchio, con un timbro riempiranno il cielo, e racconteranno l’opera instaurando così inaspettate relazioni di volta in volta. Ognuno porterà a casa un cielo unico, pensato dai due artisti ma non realizzato da essi. E uno spicchio di cielo dopo l’altro, le frazioni saranno riunite in una nuova geografia comune, la volta celeste del futuro”.
“Da sempre i temi astronomici, la notte e le stelle sono al centro delle nostre opere” si raccontano Antonello Ghezzi. “Siamo arrivati nel museo di Beirut, che abbiamo trasformato nell’ufficio della via Lattea; a San Casciano, con la ‘segnaletica per sognatori’, composta da semafori blu e una striscia bianca a led che si accende ogni volta che sul Mar Mediterraneo si registra una stella cadente. Con l’installazione ‘Alla Luna’ al Muse di Trento abbiamo invitato i visitatori a pedalare su un tapis roulant per coprire la distanza che separa la Terra dalla Luna”.
“Sopra di noi, il futuro” è un progetto pensato “per unire le frazioni, che per definizione sono ‘divisioni’, ma che nell’opera sono tutte sotto lo stesso cielo. La mappa stellare registra il 2032, un tempo non molto lontano: il futuro è infinito ma è anche vicino. È un appuntamento, un invito a ritrovarsi lì tra dieci anni, a chiedersi dove ci si collocherà nell’universo, perché ogni cielo stellato condensa in sé l’idea di guardare indietro e avanti nel tempo, stando fermi nel presente”.
“Il tema di quest’anno del progetto ‘Prospettive’ era la relazione tra territorio e impresa” spiega Amerigo Mariotti. “A questo proposito, è nata l’idea di un progetto editoriale per la realizzazione di un libro d’artista, in collaborazione con Marco Pellizzola, che riunirà esperienze artistiche contemporanee”. Inizia così “il primo tentativo di arte contemporanea nel territorio” conclude l’assessore alla Cultura Silvia Bidoli. “La speranza è che non si concluda mai, che non si smetta mai di cercare questi punti di luce nel nostro territorio. E che al termine del viaggio ognuno si porti a casa qualcosa di positivo o una piccola scoperta”.
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