I reati sono calati del 15%, i furti del 26%, ma la droga presente sulla piazza di Ferrara rispetto al 2019 – anno di insediamento della amministrazione di Alan Fabbri – in certi casi è quasi decuplicata.
Sui dati usciti pochi giorni dalla questura di Ferrara torna Anna Ferraresi, per far presente che “la Lega Salvini Premier ha vinto le amministrative del 2019 focalizzando la sua campagna elettorale su un tema in particolare: l’assicurazione ai cittadini che ci sarebbe stato un massiccio e capillare contrasto all’attività di spaccio in città”.
La consigliera del gruppo misto concede alla giunta di avere avviato, non appena insediata, “la cosiddetta azione “Parchi Sicuri”, con l’obiettivo di rimuovere, soprattutto in zona Gad, le attività di spaccio. Sono tolte dalle aree verdi cittadine, 150 panchine, ritenute strumento di favoreggiamento dello spaccio e della criminalità, sono stati recintati i parchi Coletta e Toti, per impedire accessi ritenuti inopportuni”.
Ma “nonostante la sbandierata riqualificazione da parte del Comune di quelle che erano ritenute aree problematiche, e lo smantellamento della mafia nigeriana grazie alle forze dell’ordine che, qui e in altre città italiane, controllava il mercato delle sostanze stupefacenti, lo spaccio non si è arrestato, anzi, come dimostra la cronaca quotidiana, si è addirittura incrementato”.
La Polizia di Stato infatti ha intercettato, tra maggio e agosto 2022, un quantitativo di stupefacenti pari quasi a dieci volte quello tolto dal mercato nel 2019.
Uno dei maggiori sequestri di stupefacenti, messo a segno nel Ferrarese, è avvenuto a maggio di quest’anno: otto chili di hashish, quattro chili di cocaina e tre di marijuana che un uomo di 47 anni, italiano, custodiva in parte sul luogo di lavoro e in parte nelle sue abitazioni. Qualche giorno fa, sono state arrestate due persone, per detenzione di 14 kg di hashish più un ulteriore quantitativo rinvenuto nella loro auto.
Nel 2019 vennero sequestrati complessivamente 5,8 kg di stupefacenti; negli ultimi quattro mesi del 2022 (dunque maggio, giugno, luglio e agosto) ne sono stati sequestrati, in distinte operazioni, poco meno di 50 kg.
Nel dettaglio, in tutto il 2019 erano stati sequestrati dai vari uffici della questura di Ferrara 208 grammi di cocaina, 315 grammi di oppiacei, 5.302 grammi di cannabinoidi. Nei mesi di maggio, giugno, luglio ed agosto di quest’anno sono stati intercettati 7.279 grammi di cocaina, 8.916 grammi di oppiacei, 33.744 grammi di cannabinoidi.
“Il fenomeno spaccio e consumo di sostanze stupefacenti è un problema sociale complesso, al quale non si può pensare di rispondere con le soluzioni poste in atto – rifletta Ferraresi -. I fatti dimostrano che a nulla valgono gli slogan, la rimozione delle panchine, la recinzione di qualche parco, l’inseguimento di possibili pusher”.
Soprattutto “se, ai succitati provvedimenti, non si accompagnano percorsi mirati a comprende la capillarità del problema, la diffusione della dipendenza, la domanda che sostiene l’offerta. E non si comprende che ad un luogo diventato “difficile” da utilizzare, chi ha interesse fa presto a reperirne un altro”.
La consigliera fa notare che i nuovi luoghi deputati allo scopo “i cittadini li hanno sotto gli occhi quotidianamente. E nonostante questo avvenga alla luce del sole, documentato dalla cronaca e da incursioni delle forze dell’ordine, l’amministrazione Fabbri, continua a minimizzare il problema, a non vedere che con i suoi interventi e proclami ha solo spostato o nascosto, fra altre frasche, altri parchi, altre panchine, lo spaccio, il rifornimento di sostanze”.
Su questa basi Ferraresi ha depositata una interpellanza nella quale chiede a sindaco e assessore competente di conoscere i risultati ottenuti con la riqualificazione della zona Gad e, in particolare, se e come, tali azioni abbiano contribuito a ridurre il fenomeno spaccio, o se invece lo abbiano solo spostato in altre zone della città” e “l’attività di monitoraggio dello spaccio nelle frazioni”.
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