Continua la protesta dei cittadini di Villanova per la costruzione della centrale biometano di via Ponte Assa.
Dopo gli appelli e una raccolta firme, ora spuntano anche i primi striscioni lungo le strade della frazione per dire no al nuovo sito, a maggior ragione dopo le ultime dichiarazioni del vicesindaco Nicola Lodi, che alla stampa, nei giorni scorsi, aveva detto che la centrale si sarebbe fatta, ma dimezzata.
A questo proposito, la prossima settimana, presumibilmente il 10 agosto, si dovrebbe tenere l’ultima Conferenza dei Servizi per concludere l’iter autorizzativo, come annuncia Sandra Travagli, facendosi portatrice della preoccupazione e delle perplessità di un folto gruppo di cittadini e residenti, già espresse attraverso dieci domande a cui il Comune ancora non ha dato risposta.
“Ancora oggi – spiega Travagli – mancano i presupposti per una condivisione e contiamo che il ragionamento possa restare aperto. Esprimiamo il dissenso per la realizzazione di questo progetto e vogliamo essere considerate persone pensanti. L’ipotesi di addolcire la pillola costruendo una centrale dimezzata non ci convince. Ora è importante che si riconosca la nostra presenza“.
Travagli non intende fermarsi e annuncia battaglia: “Se le forze politiche vogliono impegnarsi, ben venga. È quello che stiamo cercando di fare. Vogliamo coinvolgere tutti e allargare il confronto su questo tema, dopo l’iniziale silenzio assoluto che ha pesato di più. E sempre più persone stanno conoscendo la nostra situazione. Ogni polemica è per noi inutile, in questo momento abbiamo altri problemi e non ci diamo per vinti”.
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