“I concerti possono essere tenuti in parchi pubblici?” è la domanda su cui s’innesta la collaborazione tra la consigliera Anna Ferraresi e i rappresentanti dei Comitati del Parco di Monza, Bianca Montrasio e Roberto D’Achille, in seguito alla decisione di Bruce Springsteen di svolgere due concerti, il 18 maggio e il 25 luglio 2023, rispettivamente al parco urbano ‘G.Bassani’ di Ferrara e al parco della Villa Reale della città brianzola.
L’obiettivo della cooperazione è quello – spiegano – di far sì che “nasca un movimento di opinione, capace di far riflettere” su quelle che potrebbero essere le conseguenze dal punto di vista ambientale dei due mega-eventi, all’interno di aree di particolare rilievo e importanza sotto l’aspetto faunistico e paesaggistico, dopo l’invio di una lettera congiunta al Boss e al suo manager Claudio Trotta nei giorni scorsi e la mozione che Ferraresi si era vista bocciare nell’ultimo Consiglio comunale.
“Il parco Urbano – spiega la consigliera del Gruppo Misto – fa parte dell’identità dei ferraresi, un luogo che già dagli anni ’60 e ’70 è stato oggetto di tutela da parte delle varie amministrazioni che si sono succedute. Fa parte della quarta addizione verde rinascimentale, a ridosso delle cinta murarie, e negli anni si è creato al suo interno un vero e proprio ecosistema in cui c’è biodiversità”.
Ferraresi aggiunge: “L’impatto di oltre 50mila persone finisce per avere forti effetti non solo sul tessuto del parco, ma anche sul tessuto urbano adiacente. Quindi mi chiedo come si intende tutelare questo ambiente particolarmente fragile. Ho letto delle dichiarazioni in cui si dice che è ormai consolidato che i concerti avvengano nei parchi. Ma c’è parco e parco. Ad esempio, Campovolo e Modena Park sono differenti dal Parco Urbano. Non mi si venga a dire che questo sarà un evento eco-sostenibile. Rompere l’equilibrio della natura porta a conseguenze irreparabili”.
Nonostante l’invito, non si è presentato all’incontro l’assessore Alessandro Balboni, mentre dell’opposizione, l’unico a intervenire, tramite l’invio di una lettera, è stato Tommaso Mantovani, capogruppo del Movimento Cinque Stelle, che ha espresso “visioni diverse” rispetto al concerto al parco Urbano, auspicando “che si prenda seriamente in considerazione un’alternativa alla scelta del luogo, dal momento che rimane ancora un anno di tempo” e ribadendo come “la cura dell’ambiente rimanga una delle 5 stelle, per cui la maggioranza del Movimento condivide la perplessità sulla scelta di tale location, sia per l’impronta ecologica che lasceranno 50.000 persone sia per i disagi che creerà alla viabilità locale”.
“L’allestimento del palco – ha sottolineato – sarà possibile solo con il trasporto in sito delle attrezzature, con camion e bilici di varia caratura. Proviamo a immaginare, soprattutto in caso di pioggia, quale compromissione del tappeto erboso potranno esercitare i mezzi pesanti, associati al calpestìo di decine di migliaia di persone e a un accampamento di tende. E – aggiunge – i 50.000 spettatori avranno inevitabilmente una pesante produzione di rifiuti, anche organici; per cui temiamo che il loro smaltimento possa partire dai laghetti del parco“.
Mantovani prosegue con le controindicazioni contenute nel ‘bugiardino’: “Gran parte del pubblico arriverà in automobile e da un masterplan dell’organizzazione logistica che abbiamo risulta che i parcheggi interesseranno diverse aree verdi e campi agricoli nella zona dei Tre Campi, in via Canapa. Ancor più temiamo che venga utilizzata l’area del sottomura, con disagio per i residenti e sfregio alla cinta fortificata rinascimentale”.
E prende ad esempio la realizzazione della Spray Beach sempre all’interno del parco ‘Bassani’ nell’estate del 2019: “Ci opponemmo con un sit-in al taglio di una settantina di alberi. Temiamo dunque una deriva che porti a un predominante sfruttamento commerciale dell’area, che sembra eroderne progressivamente la funzione di verde pubblico. Crediamo infatti che questa possa essere l’occasione per investire fondi del Pnrr nella realizzazione di uno splendido Parco Sud, nei pressi dell’aeroporto civile di Ferrara“.
“Qui – conclude – l’assessore Balboni vuole utilizzare 1 ettaro di terreno per la forestazione urbana. Ma altri 160 di terreno demaniale sottoutilizzato attendono di essere convertiti in una splendida area verde, da fare invidia al Campovolo di Reggio Emilia, l’arena per concerti all’aperto più grande d’Europa, che lo scorso 4 giugno ha ospitato nei suoi 78 ettari Ligabue e più di 103.000 spettatori”.
Un’area sostitutiva che convince a pieno anche la consigliera Anna Ferraresi, che successivamente, dopo aver dato la propria disponibilità a collaborare con associazioni e comitati, ha infine ribadito la necessità di “avere informazioni di base attraverso la convocazione della 2^ e 4^ Commissione consiliare, ma ad oggi non è arrivata ancora nessuna risposta. Attendiamo che vengano programmate le prossime commissioni per avere qualche informazione in più, soprattutto per quel che riguarda la sicurezza e il piano parcheggi”.
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