Mar 21 Giu 2022 - 521 visite
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Come opera Clara e le ragioni di alcune scelte

Gentile Direttore,

chiedo la sua disponibilità ad ospitare la nostra risposta alla lettera del signor Lucio Maccapani, pubblicata lunedì 20 giugno, che ci offre l’occasione per spiegare, una volta in più, come opera Clara e le ragioni di alcune scelte.

Sul tema del verde, temo che sia errato il paradigma: correttamente il punto di osservazione del signor Maccapani sarà il Comune dove riceve il servizio, ma è opportuno evidenziare che già da alcuni anni, in diversi Comuni gestiti da Clara, il servizio di raccolta del verde viene erogato con frequenza quindicinale, e non abbiamo mai riscontrato i gravi impedimenti descritti: tra l’altro, se la zona è a vocazione agricola, è facile comprendere le ragioni della comunicazione che Clara ha fatto sul tema del conferimento del verde, ovvero permettere allo sfalcio d’erba di rilasciare l’acqua contenuta prima di essere posto all’interno del sacco o del bidone. Questa azione, che è ragionevole sotto molti punti di vista, permette a tutti i nostri utenti di avere sufficiente spazio per conferire secondo la frequenza di calendario. In alcuni casi forse permette anche di valutare appieno l’opportunità di lasciare direttamente in sito il verde sfalciato, così come consigliano molti agronomi rispetto alla qualità nutritiva sul terreno di queste azioni.

Sul tema costi, purtroppo, noto che vengono accomunate le azioni di Clara a quanto sta accadendo soprattutto sui beni di largo consumo, dove la riduzione di prodotto mantiene il prezzo della confezione (i quotidiani hanno rinominato questo shrinkflation). Vorrei tranquillizzare tutti i lettori: quanto sta ponendo in atto Clara è una omogeneizzazione dei servizi all’interno del proprio bacino (che va dal Comune di Bondeno alla costa di Comacchio) sia per poter offrire a tutti il medesimo servizio, sia perché dovendo impegnare la forza lavoro della Società per tutti i giorni di contratto, le anomalie, le frequenze non calibrate e i servizi non a rotazione, generano degli extra costi che, difficili da giustificare, non supportano il servizio stesso.

Non posso negare, d’altronde, che sebbene la decisione sia stata presa, e comunicata, ben prima degli aumenti dei combustibili, questo aspetto sta impattando negativamente su tutte le catene logistiche, e la raccolta dei rifiuti non si discosta di molto da queste. Sono certo che il margine di sicurezza posto in essere ci permetterà di superare anche questo elemento imprevisto.

Il fatto di essere in privativa, dal nostro punto di vista ha l’obiettivo di preservare l’utenza, con professionalità, da aumenti incontrollati, e non essere alla mercè di qualunque presupposto di diritto, senza compenetrare pienamente gli aspetti privatistici che qualunque Società deve rispettare, ovvero l’economicità e la qualità. Come noto gli introiti della Società, indipendentemente dalla forma di affidamento del servizio, derivano dal pagamento delle bollette da parte degli utenti. Se a questo si aggiunge che, rispetto ad altri player di settore, Clara non è quotata in Borsa e dunque non deve generare utili per gli investitori, credo che il signor Maccapani potrà quantomeno apprezzare, rispetto alla sua personale esperienza, l’assoluta invarianza delle tariffe da qualche anno. Questo è frutto di un lavoro che può passare anche attraverso una ricalibrazione dei servizi, che non vanno pesati per mera quantità, ma rappresentano, questo sì, un pubblico servizio essenziale per il decoro e la rimozione dei rifiuti dal territorio servito.

Spero di aver offerto degli spunti utili per vedere il problema sotto altre prospettive, e resto a disposizione per l’eventuale approfondimento di elementi puntuali.

Alfredo Amman, direttore generale Clara

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