Politica
9 Giugno 2022
“Bastava un pochino di umiltà chiedendo lumi al semplice perito chimico”

Petrolchimico. Zanirato mette Fabbri dietro la lavagna

Massimo Zanirato
di Redazione | 2 min

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Massimo ZaniratoIl perito vince sull’ingegnere. Succede se si parla di petrolchimico, dove il peso di una tesi sul sito industriale forse vale meno di chi vi ha lavorato di persona.

La diatriba tra Massimo Zanirato e Alan Fabbri regala un colpo di coda. La polemica a distanza era nata dalle accuse del segretario provinciale della Uil, che accusava il sindaco di essere assente sul tema della crisi del polo chimico. Nella sua replica Fabbri rivendicava di conoscere il petrolchimico lo conosce molto meglio di lui perché è un ingegnere dei materiali e perché ci ha fatto la tesi di laurea.

“Se l’ingegnere Fabbri avesse almeno letto il testo che circola da settimane – ribatte ora Zanirato -, avrebbe scoperto che Eni investirà prevalentemente sull’etilene: monomero che serve per fare il polietilene, mentre con il propilene si fa il polipropilene”.

Questione di chimica: “basta essere un semplice perito chimico per saper che tra le due molecole (C2 e C3) c’è solo un atomo di carbonio a fare la differenza e basta aver fatto pochi anni in turno all’impianto di Basell che produce polipropilene, per comprendere che se da Marghera non garantiscono la fornitura di propilene, non puoi produrre il polipropilene”.

“Nessuna politicizzazione, nessuna strumentalizzazione – continua il sindacalista -, bastava un pochino di umiltà chiedendo lumi al semplice perito chimico. Lo avrei spiegato anche all’Ingegnere che magari avrebbe sostenuto la nostra idea fin da subito. Per fortuna che anche i laureati in economia come il viceministro Pichetto (che ha convocato l’incontro di ieri al Mise sul futuro dello stabilimento ferrarese e della chimica nazionale, ndr) leggono i documenti, ascoltano il sindacato, affermano che senza accordo commerciale tra Eni e Basell il problema esiste”.

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