Inizieranno il 30 giugno, con un nuovo sopralluogo, le operazioni peritali per accertare la correttezza e la sicurezza dei lavori nella tribuna nord e nella curva est dello stadio Paolo Mazza di Ferrara.
L’incarico è stato affidato ieri, lunedì 6 giugno, dal giudice Andrea Migliorelli al professore Bernardino Chiaia del Politecnico di Torino, esperto sicurezza delle costruzioni. Chiaia avrà tempo tre mesi per depositare la perizia, che verrà discussa, salvo eventuali proroghe, nell’udienza già in calendario per il 7 novembre.
Il perito, secondo i quesiti posti dal giudice, dovrà accertare la conformità alle norme del progetto delle strutture di copertura con adeguamento sismico della tribuna nord e della struttura della curva est; che le opere siano state aderenti al progetto e la presenza di eventuali non conformità e se e quanto queste abbiano inciso sulla stabilità e sicurezza complessiva delle strutture.
Tra le altre cose, il prof Chiaia dovrà anche accertare la correttezza dei collaudi e valutare anche se le prove di carico siano state adeguate.
A febbraio la procura aveva chiesto il rinvio a giudizio per frode in pubbliche forniture per Giuseppe Tassi, legale rappresentante della Tassi Group, azienda capofila dell’appalto per adeguare lo stadio per la Serie A; poi Giampaolo Lunardelli della Gielle Srl; Claudio Di Sarno (Panizzi Engineering, solo per la Est) e del progettista e direttore dei lavori Lorenzo Travagli; Lucio Coccolo, legale rappresentante della PM Group Srl (fallita nel 2019); Domenico Di Puorto e Adelino Sebastianutti, ritenuti amministratori di fatto sia della Gielle Srl che della stessa PM Group: le imprese avrebbero eseguito i lavori in subappalto sia nella Tribuna Nord che nella Curva Est.
Sulla base delle consulenze tecniche del prof Carlo Pellegrino, redatte dopo un sequestro probatorio, sopralluoghi e prove di carico, tutti avrebbero concorso nel realizzare i lavori in maniera difforme alle norme tecniche e ai regolamenti, come evidenzierebbero le anomalie riscontrate.
Ai collaudatori Fabrizio Chiogna e Alessio Colombi è contestato il reato di falso commesso da pubblico ufficiale in atti pubblici, per aver attestato, rispettivamente per la Curva Est e per la Tribuna Nord, la conformità dei lavori nonostante, secondo la procura, le numerose evidenze che avrebbero dovuto portare i tecnici ad altre determinazioni. La stessa accusa, per entrambe le strutture, viene mossa al progettista e direttore dei lavori Travagli.
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