Gio 26 Mag 2022 - 241 visite
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Terre del Reno. Bonaccini lancia Margutti

“Credo che Francesco abbia tutte le condizioni per amministrare bene e per portare un contributo di serietà”

di Serena Vezzani

Sant’Agostino. “Credo che Francesco abbia tutte le condizioni per amministrare bene e per portare un contributo di serietà”: così il presidente della Regione Bonaccini ieri sera, nel parco di villa Rabboni Cassini, durante la presentazione del suo libro “Il Paese che vogliamo”, affiancato dal candidato alle elezioni di Terre del Reno Francesco Margutti che il 12 giugno sfiderà il sindaco in carica, Roberto Lodi.

E si sono toccati tanti punti: dall’attrattività dei Comuni e della Regione alla cultura, passando per l’istruzione, il sisma e, naturalmente, la politica. Per quanto riguarda la situazione in Regione, Bonaccini snocciola alcune cifre: “Nel 2021 abbiamo conquistato il primo record di esportazione dal dopoguerra, con 16 mila euro esportati a cittadino, per una media di 8 mila. Del surplus commerciale italiano, 30 su 44 miliardi di euro provengono dall’Emilia-Romagna”.

Per rendere la Regione e i Comuni più attrattivi, tuttavia, è fondamentale “sostenere la ricerca, l’innovazione, le imprese, la digitalizzazione la sanità pubblica, le infrastrutture e i servizi”. Tra questi il mondo della scuola, a partire dagli asili nido e dalle scuole materne, in cui verrà introdotto l’insegnamento il lingua inglese: “A breve destineremo decine di milioni di euro nel fondo europeo per i bandi: si tratta di risorse extra al Pnrr che potrebbero raggiungere anche i 2 miliardi, e che saranno erogati a tutti i Comuni della Regione”.

E poi, “entro l’autunno faremo una legge sull’attrattività per l’estero e per trattenere nel nostro Paese i neo-diplomati e laureati, in modo da predisporre un pacchetto welfare vero e proprio”. Perché “in un mondo in cui guerre e pandemie dilagano, saranno la cultura e la bellezza a salvarci”. Questo, e molto altro, nel Paese che vuole Bonaccini.

Il consiglio del presidente al candidato Margutti, dunque, è quello di “non parlare male degli avversari. Quando mi sono ricandidato alle regionali, le persone mi hanno votato non perché fossi migliore della mia avversaria, ma perché chi mi vedeva sapeva bene che sarei tornato in ogni Comune, se avessi vinto”.

E infatti, “troverete due cose ne Il Paese che vogliamo: parlo di futuro, non come la nostra politica che parla solo di passato, e non parlo di nessun altro, perché non mi è mai interessato screditare”. A concludere, l’invito di Margutti: “Che i cittadini di Terre del Reno vadano a votare facendo un atto di responsabilità, che capiscano che oggi, qui, c’è qualcuno che li ascolta”.

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