Fox Bompani, il concordato non regge: verso la vendita dello stabilimento di Ostellato
La crisi della Fox si aggrava: il concordato dovrà essere rivisto, con la vendita dello stabilimento di Ostellato e oltre 50 esuberi tra le ipotesi sul tavolo
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L'Azienda Usl di Ferrara ritiene necessario intervenire sul tema dei Centri diurni psichiatrici, al fine di tranquillizzare pazienti e familiari e fare chiarezza in una vicenda dove la disinformazione sta rischiando di creare allarmismo
Coperion proroga l'attività dello stabilimento di Ferrara fino a marzo 2027 con gli attuali occupati, mentre la Regione chiede il ritiro della procedura di licenziamento collettivo e l'avvio di un percorso per garantire la continuità industriale
La possibile riorganizzazione dei servizi di salute mentale nel territorio ferrarese preoccupa la Fp Cgil, che chiede all’Azienda Usl di aprire un nuovo confronto con sindacati, rappresentanze dei lavoratori, utenti e familiari
Conclusi i lavori di riqualificazione finanziati con fondi Pnrr. Il servizio rientra nella sua sede storica dopo un anno di trasferimento temporaneo e rafforza l'integrazione con la Casa della Comunità. Nei primi sette mesi del 2026 già 211 pazienti presi in carico e oltre 3.600 prestazioni erogate
È una truffa lampo: basta rispondere al telefono e la beffa è servita. Sono sempre più numerose le segnalazioni raccolte da U.Di.Con Emilia-Romagna – anche sul territorio di Ferrara – da cittadini che sono caduti vittime dell’ennesimo raggiro.
Nello specifico, si tratta della sottoscrizione di un abbonamento telefonico, non richiesto dalla vittima, colpevole solo di aver risposto con la parola ‘Sì’ ad una generica domanda posta dall’operatore. Si tratta di una truffa che potenzialmente può colpire tutti, anche chi è più attento a questo tipologia di pratiche scorrette e illegali.
Ma come funziona? Lo schema, raccontato dai cittadini a U.Di.Con., è sempre simile. La telefonata comincia con una domanda che implica una risposta affermativa, per esempio: ‘Parlo con la/il sig.ra/sig. Rossi?’. Istintivamente la risposta è sempre un ‘Sì, sono io’ e, tempo pochi secondi, la chiamata viene interrotta. Quello che però non viene detto è che, con quel ‘sì’, abbiamo dato inconsapevolmente il nostro consenso alla stipulazione di un contratto mai richiesto. Solitamente si tratta di un nuovo contratto di fornitura di luce e gas.
“Tutelarsi è tanto facile quanto cadere nel tranello: basta pensare a quante telefonate pubblicitarie riceviamo ogni settimana – spiega Vincenzo Paldino, presidente regionale di U.Di.Con -. Va evitato quindi, se possibile, di pronunciare la parola ‘Sì’, ma cercare piuttosto di variare le risposte alle domande sopraccitate usando espressioni, come ad esempio ‘Chi sta parlando in questo momento?’, oppure ‘Desidera?’. Il nostro consiglio come associazione che tutela i consumatori, dunque, oltre quello di contattarci in caso foste già caduti vittime di questo imbroglio, è quello di prestare sempre la massima attenzione e di bloccare eventualmente il numero da cui avete ricevuto la chiamata”.
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