Attualità
12 Maggio 2022
Il ministro Bianchi: “La città non sarebbe la stessa senza questa presenza discreta, attenta e continua”

Il rabbino Caro cittadino onorario di Ferrara

di Redazione | 4 min

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di Lucia Bianchini

È stata conferita con una cerimonia ufficiale, che si è svolta nel Ridotto del teatro comunale ‘Claudio Abbado’, la cittadinanza onoraria a Luciano Caro, rabbino capo della comunità ebraica di Ferrara.

Ad aprire la serie di interventi e a consegnare ufficialmente la cittadinanza onoraria è stato il sindaco di Ferrara Alan Fabbri: “È oggi un momento di grande gioia, una festa per la nostra comunità: la cittadinanza onoraria a Rav Luciano Meir Caro non è solo un atto formale, è infatti un gesto di grande affetto nei suoi confronti, condiviso, collettivamente sentito ed espresso, richiesto a più voci. È il nostro modo di dirgli grazie. Grazie dell’amore che ha sempre riservato a Ferrara, della costanza del suo impegno, della passione che ha infuso in ogni attività, della cortesia e della disponibilità che ha sempre riservato a tutti, e anche della sua irresistibile ironia, che ci ha strappato, in ogni momento, un sorriso e un momento di leggerezza. La presenza ebraica a Ferrara è un elemento che ha caratterizzato la vita della città, i cittadini residenti di religione ebraica hanno sempre svolto un ruolo attivo e si sono distinti in diversi campi. Nel solco di questo cammino comune e di questa tradizione oggi accogliamo con gioia il nostro concittadino Rav Luciano Meir Caro”.

La città di Ferrara – si legge nelle motivazioni del conferimento – riconoscendosi nei valori della democrazia contro qualsiasi forma di intolleranza, conferisce la cittadinanza onoraria a rav Luciano Caro, rabbino capo di Ferrara, punto di riferimento per le comunità ebraiche, per aver condiviso e trasmesso a tutte le generazioni i valori della cultura ebraica, e per aver sempre promosso il dialogo e l’apertura alla città. Costruttore di pace, ha dato a Ferrara un contributo straordinario alla conoscenza e alla memoria storica, nel ricordo costante del dramma della Shoah.

“Siamo lieti e onorati – spiega Fortunato Arbib, presidente della comunità ebraica – che il consiglio comunale abbia deciso all’unanimità di conferire al nostro rabbino la cittadinanza onoraria. Rav Caro ha già ricevuto questo riconoscimento da altri comuni, ma è a Ferrara che ha profuso il suo massimo impegno. Nel 1989 è diventato rabbino capo, e da 33 anni è l’anima della nostra comunità, bravo e preparato nell’illustrazione di commenti ai testi biblici, capace di incantare i presenti al tempio nella discussione e nell’interpretazione. Il suo impegno educativo non è dedicato solo agli ebrei, ma a chiunque sia interessato a conoscere l’ebraico e la cultura ebraica, e sempre disponibile per tutti i ferraresi”.

Il presidente del Museo Nazionale dell’Ebraismo Italiano e della Shoah Dario Disegni ha ripercorso la lunga conoscenza, nata a Torino, “fin dagli anni della mia infanzia, quando egli frequentava la Scuola Rabbinica” nel capoluogo piemontese.

“Cosa vuol dire cittadinanza onoraria? – ha sottolineato Noemi Di Segni, presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche italiane -. Che si riconosce che quel modo di fare e di essere deve essere di esempio agli altri, con un impegno verso le sfide morali di tutti i giorni”. È un versetto del Talmud che Silvia Ajò, rappresentante dell’ufficio difesa presso l’ambasciata israeliana in Italia ha dedicato a rav Caro: “Le parole che escono dal cuore giungono al cuore, frase che ben si addice ai suoi insegnamenti”.

Definisce Luciano Caro “anche il mio rabbino”, Patrizio Bianchi, ministro all’istruzione: “questo riconoscimento va a Luciano Caro, figura di riferimento per la nostra città e per tutto il Paese. Mi piace ricordare che il riconoscimento dato oggi va a tutta la comunità ebraica ferrarese, a tutta la sua storia, Ferrara non sarebbe la stessa senza questa presenza discreta, attenta e continua”.

Alla consegna tutta la platea si è alzata in piedi, in un lungo applauso. Rav Caro ha espresso il suo “compiacimento e la sua commozione”, ringraziando tutti i presenti, la moglie Miriam, i suoi “prestigiosi Maestri”, e spiegando che “in questi oltre 30 anni tanto ho dato ma ho ancor più ricevuto”. Rav Caro ha quindi delineato il percorso storico del rabbinato, nato circa 25 secoli or sono in terra di Babilonia.

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