Politica
3 Maggio 2022
La scelta del Partito Democratico dopo le parole del consigliere leghista Alcide Mosso. Il capogruppo Colaiacovo: "Analisi politica semplicistica"

Solidarietà all’Ukrainian Ballet per le minacce, il Pd non vota e lascia l’aula

di Davide Soattin | 3 min

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Doveva essere un ordine del giorno condiviso dall’intero Consiglio comunale, quello presentato dalla maggioranza per condannare le intimidazioni e minacce agli artisti dell’Ukrainian Classical Ballet, e invece è finito per creare l’ennesima spaccatura tra i banchi dell’assemblea.

A fratturare l’assise, le parole del consigliere Alcide Mosso della Lega che, seppur inizialmente abbia espresso la solidarietà dell’amministrazione comunale agli artisti ucraini diffidati dal loro governo a mettere in scena, lo scorso aprile al Comunale, lo spettacolo “Il Lago dei Cigni” del compositore russo Čajkovskij, con la propria analisi geopolitica ha creato non poche discussioni.

Un insieme di “considerazioni personali” in cui l’esponente leghista ha chiamato in causa il presidente americano Joe Biden che “non perde l’occasione per alimentare l’incendio”, prima di citare Lev Tolstoj (“Non si può asciugare l’acqua con l’acqua, non si può spegnere il fuoco con il fuoco, quindi non si può combattere il male con il male” da Anna Karenina) e il giornalista Marco Travaglio (“Gli americani insistono con l’escalation verbale perché devono supportare l’escalation militare).

“L’episodio dell’Ukrainian Classical Ballet è uno dei tanti e deve essere letto in un contesto creato in questi mesi con una serie di altri spettacoli che hanno avuto questo esito” prosegue Mosso, che poi infila uno dietro l’altro la morte di un giornalista italiano nel 2014 in Donbass per cui “gli investigatori italiani accertarono le responsabilità dell’esercito ucraino” e i “battaglioni nazisti o meno che dovevano essere sciolti con gli accordi di Minsk disattesi dal governo ucraino, mentre sono stati integrati nell’esercito e inviati in Donbass per la guerra civile contro parte dell’etnia russa“.

“Non c’è una giustificazione alla violenza – aggiunge – ma questa era una guerra preannunciata. Se qualcuno avesse voluto, avrebbe potuto almeno fare qualcosa per tentare di evitarla. Invece non è stato fatto niente. In compenso – Mosso guarda alle ultime dichiarazioni del premier Draghi – ci vengono chiesti ora sacrifici e rinunce. Ci viene detto che se vogliamo la pace dobbiamo rinunciare al condizionatore. Una frase infelice e sintomatica di una classe politica che ha perso contatto con la realtà”.

Prova subito a fare da pompiere il capogruppo leghista Stefano Franchini, che sottolinea “l’appoggio della Lega a questo governo e non intende cambiare o contestare la linea politica” e sull’ordine del giorno aggiunge: “Non si parla di torti o di ragioni. Il caso dell’Ukrainian Classic Ballet è inquietante, a maggior ragione se si pensa come Čajkovskij sia figlio di un ucraino e di una francese. La direzione del nostro teatro non ha colpe perché gli artisti dovevano essere protetti da un’epidemia di censura e autocensura”.

Nonostante le parole di Mosso, l’ordine del giorno è passato comunque all’unanimità, anche con i voti di Roberta Fusari di Azione Civica e Anna Ferraresi del Gruppo Misto che ha precisato come l’appello sarebbe stato “più forte se i gruppi firmatari avrebbero contestualmente precisato con fermezza da che parte degli attori in campo si vuole collocare questa maggioranza“.

Non ha preso parte al dibattito e nemmeno alla votazione, invece, il Partito Democratico che – come spiegato dal capogruppo Francesco Colaiacovo – avrebbe espresso piena solidarietà agli artisti dell’Ukrainian Classical Ballet per le minacce e le intimidazioni ricevute, prima però che il consigliere Mosso “si avventurasse in un’analisi geopolitica semplicistica, mentre le bombe stanno continuando a colpire bambini e anziani” per cui “non possiamo abbassarci a questo tipo di livello in cui si dimenticano le barbarie e la violenza che si stanno perpetrando nei confronti di persone inermi“.

 

 

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