Cronaca
23 Aprile 2022
Dopo vari rinvii per irreperibilità dei due imputati, dichiarato aperto il dibattimento per uno di essi. Manca ancora all'appello Stephen, il leader degli Eiye che sopravvisse all'agguato con machete. Sono accusati di lesioni e minacce a un connazionale

Rintracciato alla frontiera, inizia il processo per uno degli Oboh

di Daniele Oppo | 1 min

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È iniziato ieri mattina, giovedì 17 settembre, davanti alla Corte d'Assise del Tribunale di Ferrara, il processo che vede alla sbarra Matteo Nocera, l'ex infermiere 44enne accusato dell'omicidio volontario pluriaggravato di Antonio Rivola, 83 anni, morto nel settembre 2024 mentre era ricoverato nel reparto di Lungodegenza Post-Acuzie Riabilitativa Geriatrica dell’ospedale Mazzolani-Vandini di Argenta

Un Oboh, Isaac, è stato trovato a fine novembre dalla polizia di frontiera di Bardonecchia. L’altro, il più noto e importante Stephen, leader del clan degli Eiye e vittima dell’ormai famigerato agguato con machete di via Olimpia Morata, è invece ancora uccel di bosco.

E così ieri il tribunale di Ferrara ha, dopo vari rinivvi per l’irreperibilità dei due, dichiarato aperto il dibattimento solo per Isaac Oboh nel processo che vede entrambi i nigeriani imputati per minacce e lesioni messe in atto il 2 aprile del 2018: tre mesi prima dell’agguato con machete.

Sando alle accuse, i due Oboh (assistiti dall’avvocata Valentina Bordonaro) presero due bottiglie di vetro, le spaccarono e con quelle minacciarono un connazionale di morte – pronunciando la frase “ti ammazzo” – e lo colpirono e ferirono all’addome, a un braccio e alla testa, per fortuna in maniera lieve.

Il giudice ha rinviato l’udienza al 22 settembre per sentire i testimoni e per la discussione.

 

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