Mar 5 Apr 2022 - 801 visite
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Carife. Indennizzi all’88%, “ma no ai rigetti”

Il presidente del Fir sentito in audizione alla Commissione parlamentare banche. Cappellari (Amici): “Non siamo soddisfatti, serve la possibilità di sanare le domande”

Marco Cappellari dell’associazione Amici della Carife

La Commissione tecnica del Fondo Indennizzo Risparmiatori ha evaso positivamente l’88% delle domande di indennizzo provenienti dagli ex azionisti e obbligazionisti della Carife e delle altre cinque banche (Banca Marche, Banca Etruria Carichieti, Popolare di Vicenza e Veneto Banca) che hanno subito l’azzeramento dei titoli.

I dati aggregati sono stati forniti da Gianfranco Servello, presidente del Fir, intervenuto lunedì pomeriggio in audizione nella Commissione parlamentare banche.

Al 28 marzo 2022 – riporta una nota dell’associazione Amici di Carife, che ha partecipato alla seduta, sul totale di 144.245 domande complessivamente pervenute, la Commissione tecnica ha definito n. 127.462 domande, per un controvalore complessivo di 845.182.204,76 euro, corrispondenti all’88% delle istanze complessivamente pervenute, di cui: quanto al regime forfettario, 114.718 domande accolte, per controvalore di 756.871.655,88 euro e 5.173 domande rigettate; quanto al regime ordinario, 7.099 domande accolte, per un controvalore di 88.310.548,88 euro, e 472 domande rigettate.

Con riferimento al numero e all’importo dei pagamenti effettuati, dall’inizio dell’attività alla data del 28 marzo risultano complessivamente eseguiti 135.088 ordinativi secondari di pagamento per un totale di oltre 818,6 milioni erogati a titolo di indennizzo.

“L’operazione degli indennizzi – commenta Marco Cappellari, presidente di Amici della Carife – sta proseguendo. Tanti ferraresi vedono comparire sul loro conto corrente bancario l’ormai inatteso indennizzo. Ma non siamo ancora soddisfatti – continua Cappellari – perché alcuni risparmiatori hanno avuto un rigetto della pratica di indennizzo e altri sono ancora in attesa di una soluzione. Non siamo assolutamente d’accordo sui rigetti attuati dal Fondo indennizzi (5.645 rigetti riguardanti i risparmiatori delle 6 banche), poiché, dopo l’assurdo azzeramento di azioni e obbligazioni, avvenuto dopo un piano di salvataggio di Banca d’Italia del luglio 2015, inspiegabilmente ‘pattumato 3 mesi dopo’, tutti i risparmiatori devono aver diritto all’indennizzo faticosamente ottenuto dopo una lunga e strenua battaglia”.

“Ciò che ci preoccupa – prosegue Cappellari – sono una serie di rigetti avvenuti per lo più per errori di compilazione compiuti nel momento di presentazione delle domande, marzo/giugno 2020, avvenuto mentre il paese era bloccato e scioccato dal lockdown del Covid, in cui era pressoché impossibile rivolgersi a banche, consulenti, legali e Caf. Non riusciamo a comprendere perché il Fir non dia ai risparmiatori la possibilità di sanare la propria domanda presentando ulteriori documenti e chiarimenti”.

In tal senso, ricorda Amici di Carife, “anche una sentenza del Tar del Lazio di pochi giorni fa ha dato ragione ad un risparmiatore che si opponeva al rigetto e chiedeva di poter sanare la domanda.

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