Due dipendenti del Comune di Ferrara. Vittima uno e aggressore l’altro, che ha tentato di ucciderlo con otto colpi di pistola.
Il primo, Roberto Gregnanini, 60 anni, funzionario del Protocollo, è attualmente ricoverato nel reparto di terapia intensiva dell’ospedale Sant’Anna di Cona, in condizioni gravissime dopo la delicata operazione all’addome. Il secondo, Michele Cazzanti, 56 anni, suo collega nello stesso ufficio, è stato catturato a Cremona dopo una fuga durata alcune ore. È in stato di fermo per le ipotesi di reato di tentato omicidio aggravato e premeditato, nonché per porto abusivo di armi.
Il tentato omicidio a pistolettate – otto i colpi esplosi – è avvenuta tra le 11.10 e le 11.15 del 3 marzo, all’angolo tra piazzetta Schiatti e via Boccaleone, dal lato del chiostro di San Paolo. A terra, i carabinieri della scientifica hanno trovato sette bossoli di una pistola calibro 9 e almeno due segni di colpi finiti sul selciato, nel lato di via Boccaleone.
A esploderli da distanza ravvicinatissima è stato Cazzanti. Prima ha sopraffatto fisicamente il collega, gettandolo a terra in una breve colluttazione e poi, da sopra, gli ha puntato contro l’arma, azionando il grilletto da pochi centimetri, ma con mano, raccontano i testimoni, molto malferma forse anche per l’opposizione della vittima.
Dopo essere stato colpito all’addome, Gregnanini è riuscito a rialzarsi e fuggire via, portandosi verso corso Porta Reno, accasciandosi davanti al civico 2, sede di alcuni uffici, dove è stato soccorso da un agente della polizia municipale, prima dell’arrivo dei sanitari del 118.
Un testimone riferisce di aver visto Cazzanti ricaricare l’arma prima di girare i tacchi e fuggire lungo via Boccaleone dopo aver notato le prime persone che accorrevano allarmate dagli spari e dalle urla del collega ferito.
Quest’ultimo è stato operato d’urgenza al Sant’Anna, i medici non hanno estratto il proiettile, rimasto conficcato in un osso. L’uomo ha riportato anche la rottura della milza e ha subito una grave emorragia interna, dovuta alla lacerazione di una importante vena, che ha comportato la necessità di effettuare molte trasfusioni. Le sue condizioni sono critiche e monitorate costantemente.
Cazzanti, incensurato, è stato immortalato dai cellulari dei testimoni: capelli neri con una spruzzata di bianco ai lati, cappotto nero con cappuccio, jeans blu, scarpe sportive nere. La foto ha girato nelle app di messaggistica e ha portato verso mezzogiorno anche a un vistoso intervento dei carabinieri in un bar poco lontano, in via Cortevecchia, nei confronti di un anziano signore: un falso allarme.
I militari dell’Arma, accorsi in forze sul posto, coordinati dalla sostituta procuratrice Isabella Cavallari, stanno cercando di ricostruire non solo l’esatta dinamica dell’aggressione ma anche il pregresso tra i due uomini, alla ricerca di un possibile movente che possa spiegare uno evento così violento, in pieno giorno, nel pieno centro di Ferrara.
Cazzanti è figlio dello storico e conosciuto scout spallino Luciano, morto due anni fa. Non è sposato, non ha figli e che da tempo vive con l’anziana madre. Da quel che emerge finora, vittima e aggressore si conoscevano da tempo. Già vent’anni fa erano stati colleghi all’ufficio Tributi di via Maverna e già avevano avuto dei dissapori per questioni private. Nel 2008 Cazzanti si era trasferito al Protocollo, raggiunto dopo qualche anno da Gregnanini.
I colleghi descrivono l’aggressore come solitario, gentile e strenuo lavoratore, molto bravo nelle ricerche d’archivio. Ultimamente si era preso delle ferie abbastanza lunghe. Nessuno immaginava che detenesse un’arma e che potesse compiere un gesto simile.
Grazie per aver letto questo articolo...
Da 20 anni Estense.com offre una informazione indipendente ai suoi lettori e non ha mai accettato fondi pubblici per non pesare nemmeno un centesimo sulle spalle della collettività. Il lavoro che svolgiamo ha un costo economico non indifferente e la pubblicità dei privati non sempre è sufficiente.
Per questo chiediamo a chi quotidianamente ci legge e, speriamo, ci apprezza di darci un piccolo contributo in base alle proprie possibilità. Anche un piccolo sostegno, moltiplicato per le decine di migliaia di ferraresi che ci leggono ogni giorno, può diventare fondamentale.
OPPURE se preferisci non usare PayPal ma un normale bonifico bancario (anche periodico) puoi intestarlo a:
Scoop Media Edit
IBAN: IT06D0538713004000000035119 (Banca BPER)
Causale: Donazione per Estense.com