Attualità
26 Febbraio 2022
Ieri sera, Piazza della Repubblica si è illuminata di azzurro e giallo per dire stop all'invasione russa dell'Ucraina. L'indignazione per l'immobilismo delle potenze occidentali: "Ci sentiamo abbandonati"

Gli ucraini ferraresi urlano il loro dolore: “Mentre tutto cade e si distrugge, noi vogliamo la pace”

di Davide Soattin | 3 min

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Una testimonianza di pace e solidarietà contro l’invasione dell’esercito russo delle scorse ore. Anche Ferrara – e la sua folta comunità ucraina – sono scese in piazza della Repubblica, per l’occasione illuminata di azzurro e giallo, per dire no alla guerra in Ucraina e inviare un messaggio di speranza per i soldati e le famiglie che stanno resistendo all’avanzata delle truppe di Putin.

Al flash-mob di ieri sera (25 febbraio) era presente pure il sacerdote Vasyl Verbitskyy, riferimento religioso della comunità cattolica ucraina ferrarese che simbolicamente, così come è successo nei giorni scorsi nella chiesa di Cosmè Tura, ha preso per mano il centinaio di persone di ogni età che hanno partecipato alla manifestazione, invitandole alla preghiera sulle note dell’inno nazionale ucraino.

“Qui a Ferrara – racconta – ci sentiamo a casa. Sentiamo la vicinanza del popolo italiano, un popolo aperto, che accoglie. Questa sera, se guardate le bandiere dipinte dai bambini, potete vedere quello che gli occhi del popolo ucraino vedono. Un cielo azzurro, tranquillo e un colore giallo, che sta a simboleggiare il grano (l’Ucraina è storicamente conosciuta come il granaio d’Europa, ndr). Oggi siamo qui per dire che non vogliamo la guerra, ma la pace e poter vivere serenamente nella nostra patria, mentre tutto intorno a noi cade e si distrugge”.

A dargli solidarietà il sindaco Alan Fabbri, presente a nome dell’amministrazione comunale insieme al vicesindaco Nicola Lodi e agli assessori Matteo Fornasini e Dorota Kusiak: “Questo è un piccolo gesto, ma importante. Di vicinanza a chi sta soffrendo. La comunità ucraina nella provincia di Ferrara conta 3.500 persone e siamo pronti ad aiutare i vostri familiari sul territorio. Oggi ho letto il commento di un soldato ucraino che diceva di combattere non solo per l’Ucraina, ma per l’Europa intera. È un messaggio davvero importante che spero i capi delle Nazioni capiscano, dandovi l’aiuto che il vostro popolo merita”.

Se lo augura anche una signora tra la folla, che si abbandona a un grido di rabbia e di dolore per l’immobilismo delle potenze occidentali nel dare supporto all’esercito e ai volontari ucraini sul campo di battaglia: “Oggi siamo noi da soli che andiamo faccia a faccia con la Russia ed è una vergogna che nessuno in Europa ci dia il suo appoggio. Spero solo che questo non tocchi a voi in futuro. Il mio cuore piange e urla e vi chiedo solo di non stare zitti in questo momento. Siamo stanchi, ci sentiamo abbandonati. Non ne possiamo più”.

Ad accompagnarla i cori ripetutistop alla guerra” e “Putin stop” alternati a canti religiosi, bandiere, sciarpe e cartelloni, tra chi chiede di pregare per l’Ucraina e chi definisce il presidente russo “aggressore”. Infine l’invito di padre Verbittskyy a tutti, ferraresi e non, per unirsi in preghiera tra oggi e domenica quando, alle 11.30, nella chiesa di via Cosmè Tura, i campanari di Ferrara suoneranno in segno di pace e vicinanza ai fedeli ucraini nella speranza che questo incubo possa al più presto avere fine.

 

 

 

 

 

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