Un volume d’affari totale nel 2002 di oltre 362 milioni di euro, un portafoglio lavori che al 31 dicembre 2002 consisteva in 800 milioni di euro. Questi erano i numeri della Coopcostruttori di Argenta prima del colossale crac finanziario.
Alla data di dichiarazione dello stato di insolvenza il gruppo era costituito da 5 società che detenevano partecipazioni in altri 46 consorzi e in 65 società consortili. Il gruppo occupava 2.510 dipendenti, dei quali 1.698 nel ramo edilizio, il quarto per grandezza in Italia.
Dal 2 luglio 2003 il Gruppo Coopcostruttori è sottoposto ad amministrazione straordinaria ai sensi dell’ex D.lgs. n. 270/99 (Prodi bis) con la nomina di 3 commissari: avv. Franco La Gioia, dott. Renato Nigro, prof. Alberto Falini (subentrato a Ettore Donini).
Il primo passo è stata la preparazione del programma di rilancio dell’azienda, con relativo processo di dismissioni e conseguente ridimensionamento della società. La strada alternativa, quella del tentativo di risanamento, era stata giudicata non percorribile, a fronte dell’ingente massa di debiti accumulati (circa 850 milioni di euro).
Sul totale dei 57 cantieri in gestione della Coopcostruttori e all’epoca fermi, ne ripartirono 18 del comparto edilizio. Quelli decisamente in perdita, e quindi non remunerativi, vennero abbandonati. L’operazione permise di portare a compimento le commesse con un accettabile grado di profittabilità e quelle che giuridicamente non era più possibile cancellare.
Dopodiché ci fu l’operazione ‘spezzatino’: i commissari individuarono sette rami d’azienda da cedere: Infrastrutture, Ambiente, Edilizia, Cercom, Fornaci, Molino, Felisatti, oltre a Cir Costruzioni, Il Progresso ed Hera, per un totale di 10 rami di azienda o assimilabili.
Con gare ad evidenza pubblica, che tenevano conto, oltre che delle valutazioni economiche delle offerte, anche degli acquirenti i cui piani industriali offrissero valide garanzie a proposito del mantenimento dello stato occupazionale (circa 500 unità) attuale per almeno i primi due anni.
Le entrate conseguenti alla cessione delle attività per un ammontare complessivo di 90 milioni di euro sono andate negli anni a rimborsare la massa dei creditori, che tra lavoratori, soci e prestatori, fornitori e creditori vari, ammontavano a circa diecimila.
Continua il compito dei commissari straordinari del recupero degli attivi da destinare al pagamento dei creditori ridistribuendo risorse finanziarie per circa 250 milioni di euro e ristorando creditori privilegiati, privati, lavoratori dipendenti, professionisti, agenti, artigiani e coltivatori diretti.
Grazie per aver letto questo articolo...
Da 20 anni Estense.com offre una informazione indipendente ai suoi lettori e non ha mai accettato fondi pubblici per non pesare nemmeno un centesimo sulle spalle della collettività. Il lavoro che svolgiamo ha un costo economico non indifferente e la pubblicità dei privati non sempre è sufficiente.
Per questo chiediamo a chi quotidianamente ci legge e, speriamo, ci apprezza di darci un piccolo contributo in base alle proprie possibilità. Anche un piccolo sostegno, moltiplicato per le decine di migliaia di ferraresi che ci leggono ogni giorno, può diventare fondamentale.
OPPURE se preferisci non usare PayPal ma un normale bonifico bancario (anche periodico) puoi intestarlo a:
Scoop Media Edit
IBAN: IT06D0538713004000000035119 (Banca BPER)
Causale: Donazione per Estense.com