Cronaca
13 Gennaio 2022
Il racconto del 22enne Manuel Gherardi, uno dei due ragazzi rapinati in via Ragno nella notte tra l'11 e il 12 gennaio: "Hanno iniziato a urlare e a minacciare il mio amico, sbattendolo contro la serranda di un negozio"

“Questo è il nostro quartiere, qui comandiamo noi”

di Davide Soattin | 2 min

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“Stavamo camminando lungo via Ragno, quando abbiamo visto arrivare verso di noi due ragazzi alterati, che urlavano“. Inizia così il racconto del 22enne Manuel Gherardi, vittima, insieme all’amico 17enne, di una rapina in pieno centro storico, nella nottata tra martedì 11 e mercoledì 12 gennaio.

“Erano le 2 e stavamo andando verso piazza Travaglio, quando ci siamo ritrovati di fronte due individui che avranno avuto una ventina di anni, uno di nazionalità italiana e l’altro di origini dominicane, che hanno iniziato a urlare e a minacciare il mio amico” racconta, che “già li conosceva di vista perché frequentavano la stessa scuola“.

“Erano entrambi a viso scoperto, lo hanno preso – continua a ricordare la vittima – e lo hanno sbattuto violentemente contro la serranda di un negozio, intimandogli di consegnare il portafogli, dopo averlo accusato di essere un infame con cui avevano da risolvere alcuni problemi“.

Ma per Gherardi, la scusa del regolamento di conti è stato solo un pretesto dei due assalitori per mettere a segno la rapina: “È stata tutta una tattica per prenderci alla sprovvista e derubarci. Non ci hanno minacciato con armi, ma la paura è stata tanta. Sono un addetto alla sicurezza e per fortuna sono riuscito a mantenere il controllo, assecondandoli nella speranza che tutto finisse al piano presto“.

“Al ragazzo che era con me – spiega – hanno frugato nelle tasche, mentre lo tenevano per il collo, e gli hanno rubato il telefono. A me invece solo il portafoglio, dove avevo 20 euro e la carta di credito, senza prendermi il cellulare. Prima di scappare ridendo, come se fosse un gioco, ci hanno intimato di non chiedere aiuto alla Polizia, perché sennò le conseguenze sarebbero state peggiori, visto che quello era il loro quartiere e che lì comandavano“.

I due ragazzi però non si sono fatti intimorire: “Abbiamo chiamato immediatamente il 113 con il mio telefono, a cui abbiamo subito denunciato l’accaduto. Sappiamo che ora i due sono stati presi e che sono in attesa dell’udienza per direttissima. Abbiamo preso un bello spavento, anche se tutto si è risolto nel migliore dei modi, sperando che una storia simile alla nostra non succeda più a nessun altro in futuro“.

 

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