Politica
5 Gennaio 2022
L'assessora risponde dopo ben 15 mesi all'interpellanza di Baraldi (Pd) per dire che lei non ha responsabilità nella campagna Instagram del Comune che lanciò il messaggio “Se sei ubriaca, sei in parte responsabile dello stupro”

Gaffe social sulla violenza contro le donne, Kusiak gioca allo scaricabarile

di Daniele Oppo | 3 min

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L’assessora Kusiak e la consigliera Baraldi

Quindici mesi. Tanti ne sono serviti all’assessora Dorota Kusiak per rispondere – se così si può dire – all’interpellanza di Ilaria Baraldi (Pd) sulla clamorosa gaffe comunicativa fatta dal Comune di Ferrara sulla violenza contro le donne il 24 settembre 2020.

Lo si ricorderà, il fatto ebbe anche un discreto clamore nazionale: con una grafica pubblicata sul canale Instagram istituzionale, il Comune lanciò il messaggio “Se sei ubriaca, sei in parte responsabile dello stupro”. Una ‘provocazione’ molto mal riuscita, che creò un coro d’indignazione tanto da costringere lo staff comunicativo del municipio a un veloce dietrofront con un altrettanto mal riuscita ripubblicazione con spiegazione un po’ raffazzonate e scuse.

Quel post faceva parte della campagna social del progetto Ferrara Fair 2030 (dedicato agli obiettivi dell’Agenda Onu 2030) per il quale il Comune ha ottenuto un finanziamento regionale di 18.450 euro e vede partner del calibro di Legacoop Estense, Unione Europea, Regione Emilia Romagna (i cui loghi erano nella ‘card’ di Instagram).

E ora, dopo più di un anno, con dieci righe datate 28 dicembre 2021, l’assessora Kusiak gioca allo scaricabarile e spiega che il Comune fa tante belle iniziative contro la violenza sulle donne, che lei era ed è estranea a quella pubblicazione, che questa fa parte della campagna Ferrara Fair 2030 nell’ambito del progetto “Shaping Fair Cities” coordinato dalla Regione, sulla quale l’assessora sembra voglia in maniera un po’ sibillina scaricare la responsabilità, come già avvenne a ridosso della brutta figura da parte del sindaco Alan Fabbri.

E nient’altro, nessuna indicazione ulteriore, nessuna reale risposta.

Il post iniziale (a sinistra) e quello “corretto”

A questo punto l’ulteriore domanda sorge spontanea: se, usando le parole di Kusiak, la pubblicazione dello scandalo “non rientra nelle attività dell’Assessorato alle Pari Opportunità”, allora perché ha risposto lei?

Baraldi, d’altronde, chiedeva – “a sindaco e assessore competente” – cose semplici: quale assessorato e quali uffici vi hanno lavorato; a quale società esterna è stata affidata la campagna e con quale incarico; quali e quante risorse sono state spese; come e perché sia stato possibile editare una campagna siffatta; chi ha autorizzato la pubblicazione sui social del Comune e chi ha materialmente eseguito la pubblicazione.

In un anno la Giunta non ha trovato l’assessore competente? Ci permettiamo di suggerire noi all’Amministrazione comunale un nome che potrebbe dare le spiegazioni richieste: quello dell’assessore Alessandro Balboni, delega ai Progetti europei, che presentò pubblicamente Ferrara Fair 2030 nel gennaio del 2020.

“Cinque mesi per rispondere ad una interpellanza – osserva Baraldi dal canto suo -. Lo scarno contenuto della risposta non supporta la tesi che per produrla siano stati necessari più di trenta minuti, stampa e firma compresi. Quisquilie, direbbero loro. Totale mancanza di rispetto dei ruoli e delle regole, dico io”.

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