Naomo, scatta l’ora X
Nicola Lodi detto Naomo da oggi può tornare a occuparsi di politica. I 18 mesi di sospensione da ogni carica amministrativa dovuta alla legge Severino sono terminati
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Gli ha sferrato una testata mentre stavano aspettando il loro turno, facendolo finire al pronto soccorso. È quanto accaduto nel pomeriggio di venerdì 19 giugno alla farmacia comunale di corso Porta Mare
Procura di Ferrara e difesa hanno raggiunto l'accordo per il patteggiamento a tre anni di carcere per l'uomo ferrarese di 44 anni, accusato di omicidio stradale aggravato e lesioni personali aggravate dopo lo scontro frontale tra auto in cui morì la 46enne Anna Lisa Chiossi
Dopo l'allarme lanciato ai Carabinieri e giorni di ricerche, è rientrata autonomamente nella propria abitazione venerdì 19 giugno
I Cpr come "sinonimo di disumanità e morte dei diritti". Di questo si è parlato martedì 17 giugno, durante la seconda serata della sedicesima edizione degli Emergency Days che si è aperta con un incontro pubblico che volge lo sguardo alle mille ombre dei cosiddetti Cpr
Due hanno fatto un’offerta risarcitoria che il giudice ha ritenuto congrua e che quindi ha estinto il reato, l’altra ha scelto di farsi processare e ha fatto la scelta giusta: è stata assolta dall’accusa di aver diffamato Alessandro Balboni, oggi assessore, al tempo consigliere comunale di FdI.
La vicenda è legata a una mozione presentata tre anni fa da Balboni contro l’aborto, che era quasi un copia/incolla di quanto presentato anche a Verona e che generò molte e decise reazioni da parte del mondo femminista e non solo. Estense.com ne diede conto e pubblicò il relativo articolo anche su Facebook, sotto il cui post comparvero alcuni commenti sicuramente poco civili.
Dopo la querela di Balboni, ci sono stati quattro rinvii a giudizio per altrettante persone: una, quella assolta ieri (venerdì 22 ottobre) e assistita dall’avvocato Alessandro D’Agostino, ha scelto il rito abbreviato, gli altri due hanno offerto un risarcimento, e il quarto ha scelto la strada del rito ordinario per cui la sua posizione è stata stralciata.
Ma l’esito dell’udienza di ieri è forse meno banale di quanto sembri e si porta dietro un carico che ha a che fare con le vicende un po’ torbide della realtà social ferrarese e ovviamente con la politica. Non per l’assoluzione, arrivata dopo che difesa e procura hanno sostenuto la genericità dell’attacco e la non riferibilità diretta all’assessore di quelle parole sicuramente sopra le righe (erano auguri di violenze riferite a “tutti questi contro l’aborto”), tesi non sposata dalla parte civile ma che rientra in una generale diversità di interpretazione dei fatti e del loro inquadramento giuridico. Bensì per l’entità delle offerte risarcitorie che il giudice Giulia Caucci ha ritenuto congrue per dichiarare l’estinzione del reato: 1.500 euro per un imputato di diffamazione e soli 400 euro per un imputato sia per diffamazione che per aver minacciato di prendere a schiaffi l’allora consigliere. In entrambi i casi cifre comprensive di spese legali.
“Una sentenza del genere”, osserva Alberto Balboni, senatore, padre di Alessandro e suo avvocato, “farà molto contenti tutti quelli di destra o di estrema destra, tipo i Pinguini estensi – che non hanno assolutamente la mia simpatia, tutt’altro – perché vedranno che se la potranno cavare con due soldi, che si può offendere e denigrare a prezzi di saldo. A meno che – dice ancora Balboni con un po’ di malizia politica – non ci siano figli e figliastri, e mi auguro che non sia così, e che quando l’imputato è di sinistra bastano cifre irrisorie. Immagino che questa sentenza farà da precedente nella giurisprudenza del tribunale di Ferrara”.
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