Trasferimento di Mohammad Hannoun: Ferrara tra le ipotesi più concrete
Potrebbe essere il carcere di Ferrara la prossima destinazione di Mohammad Hannoun. A riferirlo è il suo avvocato, secondo cui l’ipotesi ferrarese è concreta
Potrebbe essere il carcere di Ferrara la prossima destinazione di Mohammad Hannoun. A riferirlo è il suo avvocato, secondo cui l’ipotesi ferrarese è concreta
La Procura di Ferrara ha presentato ricorso per Cassazione, impugnando la sentenza di patteggiamento a due anni di carcere, con pena sospesa, con cui il tribunale di Ferrara aveva chiuso la vicenda giudiziaria di Chiara Compagno, 55 anni, una delle due dottoresse finite a processo nell'ambito dell'inchiesta Red Pass
Un intervento mirato, frutto di un'attenta attività di osservazione che durava da settimane. È così che, nel pomeriggio di lunedì 29 dicembre, la Polizia Locale ha messo a segno un arresto per spaccio di sostanze stupefacenti nell'area del parcheggio della stazione
Mattinata movimentata, quella di domenica 28 dicembre, a Pontelagoscuro, dove una accesa lite tra sei persone di nazionalità straniera è degenerata fino a finire nel sangue col ferimento di un uomo
Il gip ha archiviato la querela per diffamazione a mezzo stampa che Diego Marescotti (attivista dem candidato alle ultime elezioni comunali col Pd) aveva intentato contro il senatore di Fratelli d'Italia Alberto Balboni.
Nel pomeriggio di venerdì 8 ottobre, in via Padova, nell’ambito dell’attività di controllo con strumentazione “Targa System” atta al rilevamento di veicoli che circolano privi di copertura assicurativa, un equipaggio della Polizia Locale ha fermato un cittadino albanese residente a Pesaro.
La sua posizione è apparsa subito irregolare agli agenti, che accertavano in pochi istanti non solo che il veicolo condotto non era coperto da assicurazione, ma anche che lo stesso conducente risultava privo di abilitazione alla guida. Per lui immediato il sequestro dell’autovettura e la contestazione dell’assenza del titolo abilitativo. Ma evidentemente, per l’uomo, i guai erano solo all’inizio.
Come di prassi infatti, gli operatori di Polizia Locale procedevano con tutti gli accertamenti sulla sua identità presso la banca dati della locale Questura, e da qui emergeva che il soggetto, sottoposto agli arresti domiciliari per spaccio di droga, non poteva e non doveva trovarsi lì, a 150 km da casa. Inevitabile per lui l’arresto, compiuto con la collaborazione di un equipaggio della Polizia di Stato e la comparizione immediata davanti al giudice.
Grazie alle nuove tecnologie messe a disposizione del Corpo di Polizia Locale e alla costante formazione del personale, aumentano i casi in cui gli accertamenti stradali non rimangono fini a se stessi ma vanno a incorporare anche un’attività di polizia giudiziaria che contribuisce al mantenimento della sicurezza della città.
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