Un brindisi alla pena di morte. Nella foto che accompagna questo articolo, il ministro della Sicurezza nazionale di Israele Itamar Ben-Gvir festeggia con un bicchiere in mano l'approvazione del disegno di legge sulla pena di morte per i detenuti palestinesi
Il Delta del Po torna al centro del dibattito politico regionale. A lanciare l'allarme è Fausto Gianella (FdI), che in commissione ha richiamato l'attenzione sulla fragilità dell'ecosistema delizio, chiedendo interventi mirati contro la presenza crescente di specie non autoctone
Sono stati oltre 150 gli studenti protagonisti delle speciali lezioni tenute nei giorni scorsi dalla Polizia Locale Terre Estensi per le classi seconde e terze dell'Istituto Einaudi di Ferrara, sul delicato tema delle droghe
I Maestri Artigiani di Ferrara hanno donato uova di Pasqua ai bambini ricoverati nei reparti pediatrici dell’ospedale di Cona, rinnovando una tradizione solidale
Una cinquantina di persone, venerdì pomeriggio, 3 aprile, hanno manifestato contro la “barbarie” della legge, approvata in Israele nei giorni scorsi, che introduce la pena di morte per i “prigionieri palestinesi”
di Davide Soattin
Perdita di memoria, disorientamento nel tempo e nello spazio, ma anche dimenticanze e cambiamenti di umore. Questi i principali sintomi dell’Alzheimer, una “malattia che colpisce soprattutto le persone di età avanzata, le cui prime avvisaglie possono arrivare a confondersi con il normale processo di invecchiamento”.
“Questi sintomi – spiega Franco Romagnoni, direttore delle attività socio sanitarie di Ausl Ferrara – diventano veri e propri campanelli d’allarme quando si fanno sempre più frequenti. L’importante è parlarne subito con il medico di medicina generale che continua a essere il primo punto di riferimento perché conosce la persona, la sua storia, può usare strumenti specifici per condurre una serie di indagini preliminari e dare un giudizio, prima di inviare i pazienti ai centri per i disturbi continui e le demenze. Ovvero una rete capillare di presidi e ambulatori, dove lo specialista può prendere in carico la persona per approfondire la diagnosi in un modo ancora più accurato, deciso e tempestivo”.
Fare ciò in tempo di Covid “non è stato possibile” aggiunge Romagnoni, ma “ora la normalizzazione degli accessi ambulatoriali sta rendendo nuovamente possibile l’accesso alla diagnosi”. Dopodiché viene “la cura, la presa in carico generale perché non si tratta di un problema terapeutico, ma anche di supporto alla persona e alla famiglia”. E proprio in questo ambito, si “inseriscono una serie di interventi psicosociali come gli storici Caffè della Memoria a Portomaggiore e Copparo”.
“Durante il lockdown – conclude il dirigente Ausl – c’è sempre stato un contatto telefonico con le famiglie, ma quello che è davvero importante è la ripartenza degli incontri e delle attività in presenza, ovviamente con i dovuti limiti di sicurezza indotti dal Covid. E il fatto che si riparta in due Case della Salute dimostra come esse possano essere anche case di comunità. Vale a dire un luogo in cui non si presta attenzione al lato farmacologico, ma anche a quello per un intervento dal punto di vista dell’inclusione sociale e del benessere della persona”.
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