Cronaca
9 Ottobre 2021
Nel processo che si tiene a Verona sono stati sentiti i carabinieri che hanno eseguito le indagini sul conglomerato usato per le strade interpoderali

‘Strade al veleno’, i testimoni confermano l’uso del ‘Concrete green’ nel Ferrarese

di Daniele Oppo | 2 min

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(archivio)

Il campanello d’allarme è stato il prezzo: troppo più basso rispetto a quello di mercato degli altri prodotti. Da lì i carabinieri dei Carabinieri per la biodiversità di Belluno hanno iniziato a prelevare campioni e fare test: quel conglomerato, il Concrete green, conteneva materiale pericoloso. Nasce così l’indagine chiamata “Strade al veleno”.

Nell’udienza di ieri, venerdì 8 ottobre, al tribunale di Verona sono sfilati gli ultimi, importantissimi testimoni del pm nel processo “Strade al veleno” a carico di tre imprenditori veneti imputati a vario di titolo di aver gestito in maniera illecita dei rifiuti, utilizzati poi per la realizzazione il Concrete green, un conglomerato a basso dosaggio di cemento contenente, secondo le accuse, sostanze nocive oltre i limiti di legge e impiegato anche su diverse strade interpoderali nella provincia di Ferrara, i cui rispettivi comuni si sono costituti parti civili: Bondeno, Vigarano Mainarda, Copparo, Codigoro, Poggio Renatico e Terre del Reno (assistiti dall’avvocato Denis Lovison), Ferrara e Argenta (avvocato Riccardo Caniato) e, infine, Comacchio e Mesola (avvocato Sebastiano de Feudis). L’avvocato ferrarese Fabio Anselmo assiste invece i Comuni di Ozzano, Granarolo e San Lazzaro.

Proprio dai carabinieri è arrivata la conferma che quel materiale è stato usato anche nelle strade ferraresi: per capirlo i militari hanno dovuto utilizzare le intercettazioni e poi incrociare le informazioni così ‘carpite’ con i vari contratti e appalti.

La prossima udienza è in calendario per il 22 ottobre, quando verranno ascoltati i primi testimoni delle parti civili.

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