Ubriaco in centro, interviene la Polizia
La Polizia di Stato di Ferrara prosegue l’attività di controllo del territorio, con particolare attenzione alle aree del centro cittadino
La Polizia di Stato di Ferrara prosegue l’attività di controllo del territorio, con particolare attenzione alle aree del centro cittadino
Si è spento il prefetto Rinaldo Argentieri, già a capo di Palazzo Giulio d'Este a Ferrara dal novembre 2021 all'ottobre 2023 e, successivamente, prefetto di Forlì-Cesena fino al 30 settembre scorso, ultimo giorno di servizio prima del collocamento a riposo
Proseguono gli accertamenti della Procura di Ferrara dopo l'aggressione con il coltello nei bagni del liceo Ariosto dello scorso 30 settembre. Con il 22enne in carcere, la pm Isabella Cavallari disporrà una coppia consulenza tecnica
La Procura di Ferrara ha chiesto la condanna a tre anni per accesso abusivo a sistema informatico nei confronti dell'ingegnere 67enne Edoardo Caselli, ex dipendente della Motorizzazione Civile, oggi a processo nel secondo filone della maxi inchiesta sulle mazzette all'ente di via Canapa
Finisce con un'archiviazione l'inchiesta della Procura di Ferrara per omicidio stradale aperta dopo la strage sulla SS16 Adriatica dove, un anno fa, uno scontro frontale tra due auto costò la vita alla 41enne Eleonora Verri, al 19enne Yassine El Maarofi e al 27enne Omar Hammouch
La procura ha chiuso le indagini sul “ruspa show”, la demolizione del campo nomadi di via delle Bonifiche a bordo di un’escavatrice andata in scena il 2 ottobre del 2019.
Una operazione comandata dal vicesindaco Nicola Naomo Lodi che si è anche prestato, a favor di telecamere e obiettivi, a salire sulla macchina e dare i primi colpi di pala meccanica.
Quel giorno Naomo assicurava tutto gongolante che “abbiamo tutte le liberatorie per questa azione, stiamo facendo una bonifica e i costi di questa operazione sono offerti da un’azienda che è venuta col proprio escavatore, quindi abbiamo anche ottenuto un risparmio”.
Non la pensa così il pm Alberto Savino, che ha notificato l’avviso di conclusione delle indagini a Lodi e ad altri due indagati. Uno è Rosario Nasca, il pilota di drone chiamato per immortalare l’opera dall’alto. L’altro è Marco Sortini, titolare della ditta che ha messo a disposizione la ruspa.
Lodi e Nasca devono rispondere di volo non autorizzato. E qui si scomoda il Codice della navigazione, perché quel sorvolo non era stato autorizzato dall’Ente nazionale per l’aviazione civile.
Lodi e Sortini sono invece ritenuti responsabili di gestione di rifiuti non autorizzata, per aver eseguito un deposito incontrollato di rifiuti pericolosi e non, effetti della demolizione. Quei rifiuti hanno fatto bella mostra di sé per oltre un anno.
Lodi in solitaria infine è accusato anche di abuso d’ufficio, usurpazione di pubbliche funzioni e violazione di norme sulla sicurezza del lavoro.
Quanto all’abuso di ufficio, il Naomo nazionale avrebbe violato il Testo unico degli enti locali e il Codice degli appalti. In che modo? L’ordinanza del sindaco Fabbri del 1° agosto 2019 ordinava la sgombero del campo, non la demolizione. E invece il vicesindaco, sorvolando sulle necessarie determine di spesa, la nomina di un direttore lavori, un Rup, un coordinatore sicurezza e passando sopra l’Ufficio opere pubbliche, ha affidato direttamente in ‘appalto gratuito’ l’esecuzione dei lavori alla ditta Sortini sulla base di un mero accordo verbale.
Un modus agendi che secondo la procura avrebbe causato un danno alle altre potenziali ditte che avrebbero potuto partecipare a una gara. Allo stesso tempo avrebbe procurato alla Sortini un ingiusto vantaggio in termini di ritorno di immagine.
L’usurpazione di pubbliche funzioni (reato per il quale Lodi aveva già patteggiato nel 2014 3 mesi e 10 giorni di pena) viene in luce nel momento in cui, in assenza di legittima delega e in contrasto con il fine del buon andamento della pubblica amministrazione, si è di fatto autoattribuito la qualifica di committente al posto dell’Ufficio opere pubbliche del Comune.
La violazione delle norme sulla sicurezza del lavoro, infine, deriva dall’aver affidato a voce i lavori senza aver predisposto alcuna nomina di coordinatore della sicurezza in fase di progettazione e di esecuzione, come prevede il decreto legislativo 81 del 2008 che disciplina la materia.
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