Assolto perché il fatto non sussiste. Anche perché, a ben vedere, se una vittima c’era, quella era lui: può tirare un sospiro di sollievo Luca Caprini, poliziotto e consigliere comunale di Ferrara, finito davanti al giudice di pace perché avrebbe causato lesioni a un uomo dopo averlo preso a pugni sul volto.
Il problema è che Caprini, i pugni, come riportato anche dalle forze dell’ordine intervenute quel 1° marzo 2016, molto più probabilmente li ha presi, visto che nei verbali è lui ad avere tumefazioni al volto, mentre chi lo ha denunciato aveva le nocche arrossate.
Il tutto sarebbe nato per una mancata precedenza in un passaggio pedonale. Secondo la versione dell’accusatore, un uomo di Solesino, Caprini non si sarebbe fermato con l’auto mentre oltrepassava delle strisce pedonali, lui gli avrebbe urlato che ci si ferma, il poliziotto per tutta risposta sarebbe sceso dal veicolo e lo avrebbe riempito di botte, causandogli lesioni guaribili in 7 giorni, come certificato più tardi in un pronto soccorso nel padovano. Fatti per i quali gli è stato chiesto anche un risarcimento da 10mila euro.
Caprini – difeso in giudizio dagli avvocati Gianni Ricciuti e Vittorio Zappaterra – ha scoperto tutto, non senza sorpresa, quando gli è arrivato a casa il decreto di citazione in giudizio. Quella che veniva descritta come una sua aggressione, nella realtà lo aveva visto come vittima: dopo aver superato le strisce ha sentito un forte colpo sulla carrozzeria dell’auto, si è quindi fermato per capire e chiedere e spiegazioni ed è stato messo knock-out con due pugni in faccia.
Alla fine ha prevalso la sua storia: è innocente. “Siamo molto soddisfatti per l’esito di un processo – afferma l’avvocato Ricciuti -, che si sarebbe benissimo potuto evitare”.
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