Sab 14 Ago 2021 - 2237 visite
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Tacopina: “Io sarò il custode della Spal, i tifosi saranno i proprietari”

Mr. President si è presentato al popolo biancazzurro: "La Serie A il prossimo anno o tra due anni. Gioco per vincere e ne sono ossessionato". Colombarini non avrà cariche onorarie

di Davide Soattin

L’inizio di “una nuova era” per la Spal. Dopo otto anni di gioie, trionfi e qualche amarezza, la famiglia Colombarini non è più proprietaria del club biancazzurro, ora nelle mani di Joe Tacopina, dopo il closing di venerdì mattina con cui si è concluso il primo passaggio di quote tra le parti e l’avvio di un percorso a stelle e strisce per la società di via Copparo, presentato dallo stesso avvocato nel primo pomeriggio di ieri (13 agosto) nella sala stampa dello stadio Paolo Mazza.

“Simone Colombarini – esordisce il nuovo presidente della Spal – si è mostrato una persona seria con cui dialogare sin dal primo incontro avuto a Venezia. Voglio ringraziarlo, perché il ruolo della sua famiglia è stato eccezionale, portando la squadra in A con investimenti importanti e rinnovate strutture sportive. Così come Walter MattioliOra l’obiettivo è prendere il loro testimone e riportare la Spal di nuovo dove le spetta. Non vedo l’ora di iniziare a collaborare con la città e prometto che metterò tutto me stesso in questa comunità, rispettandone i valori e il patrimonio, dando il 110% in questa missione”.

L’avvocato ha proseguito: “Oggi per me si tratta di un nuovo ritorno nel calcio italiano, al fianco di una squadra e di una tifoseria che mi sono entrate subito nel cuore e nelle vene. Ero già venuto qui a Ferrara per vedere una partita e mi ha impressionato e fatto emozionare perché hanno cantato per tutto il tempo, nonostante la squadra stesse perdendo contro il Sassuolo (fa partire il video della Ovest che ha salvato nel suo cellulare, ndr). Il tifo è speciale, è uno dei più leali in Italia e mi piace come i supporter siano rimasti vicini al club nei tempi buoni e meno buoni. E questo mi ha convinto a chiudere la trattativa per la Spal”.

Parole al miele anche per lo staff tecnico e societario: “Mi ritengo molto fortunato a lavorare con questi dirigenti. E poi Pep Clotet è l’allenatore perfetto per il nostro progetto. Devo ringraziare anche Massimo Tarantino e Giorgio Zamuner, oltre che tutti coloro che fanno parte di un gruppo che dovrà portare la Spal dove merita. Io non sono qui a promettere niente o più di quanto si possa fare. Io gioco per vincere e di questo sono ossessionato. La strategia per il prossimo anno è affascinante e incentrata sulla crescita di giovani giocatori“.

E prosegue: “Clotet mi ha detto che preferisce avere a disposizione ragazzi affamati piuttosto che giocatori affermati che però non hanno più ambizione. Serve gente con la giusta mentalità da affiancare a leader con esperienza che abbiano ancora voglia di vincere. I giocatori che mi piacciono? Quelli disposti a morire in campo. Ora stabilizziamo il progetto, investendo grandi quantità di denaro e cercando di coinvolgere chiunque nel sentirsi parte del club. Il modello da seguire è quello dell’Atalanta e ci riusciremo se faremo le cose come andranno fatte“.

E sul mercato aggiunge: “Oggi inizia una nuova era. Se n’è andato Strefezza ma è arrivato Tripaldelli. Ci aspettano anni di grande flessibilità per fare di più. Abbiamo grandi obiettivi in programma: acquisteremo un difensore, altri due centrocampisti e molto probabilmente un altro attaccante. Investiremo tanto ma non senza giudizio per poi veder sparire tutto. Il ritorno in A l’anno prossimo o fra due anni. Senza pressione. Ma questo non vuol dire che la prossima stagione sarà persa. Anzi, l’obiettivo è essere competitivi e provare a vincere qualsiasi partita ci aspetta”.

“Non sarei qui – ha concluso Mr. President – se non fosse per Andrea Gazzoli, così come per i miei uomini di fiducia Dante Scibilia e Gianluca Cambareri, perché senza di loro non sarei nel calcio italiano. I veri proprietari del club sono i tifosi e io sono solo il custode. La Spal sarà sempre di più un punto di riferimento a Ferrara e provincia a livello di legami con le realtà sociali. A oggi, il mio sogno è semplice: mi piacerebbe tanto che ogni persona dopo la partita, lasciando lo stadio, possa gridare maial ac Spal“.

Al suo fianco Simone Colombarini, membro fino a gennaio del 2022 del cda che condurrà al passaggio dell’intero pacchetto azionario nelle mani di Tacopina, insieme allo stesso avvocato, a Patrick Carroll (immobiliarista del Nordamerica), a Lorenzo Bazzoni (commercialista milanese) e a un altro partner che verrà annunciato in futuro: “Oggi siamo qui a ufficializzare il primo importante passaggio di un percorso iniziato un paio di mesi fa. Sto vivendo dei sentimenti molteplici, dal dispiacere e dall’amarezza di lasciare il timone di una società che per me è stata parte importante della mia vita all’orgoglio di poter continuare a fare il meglio per la Spal“.

“Dal punto di vista economico – ha proseguito il signor Vetroresina – era diventato molto difficile continuare a sostenere le ambizioni sportive biancazzurre. Avremmo potuto continuare la nostra avventura, ma per un periodo avremmo dovuto mettere da parte i nostri desideri. La retrocessione e il Covid hanno messo la Spal in una situazione economica difficile da sopportare per una famiglia sola. Abbiamo sempre cercato di fare il meglio possibile per il club e Tacopina ha dimostrato di volersi impegnare con le parole e con i fatti. Il sollievo di avere meno impegni economici davanti a noi è concreto, ma anche quello nel sapere di aver lasciato la Spal in buone mani come lo è stata con noi“.

Colombarini ha salutato: “Io ancora impegnato nello sport? Nel prossimo futuro escludo un coinvolgimento diretto. Poi negli anni a venire mai dire mai. Di sicuro resterò come sponsor della Spal e farò di tutto affinché altri imprenditori possano dare il loro supporto e la loro fiducia alla società, ma non farò il presidente onorario. Mi sembrerebbe di andare contro quello che è successo fino a ora. Il mio appoggio continuerò a darlo per i colori e per la passione. Dico grazie, ma però preferisco stare un passo di lato e far lavorare chi ha dimostrato con i fatti di volerlo fare”.

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