Attualità
17 Luglio 2021
Un contributo complessivo di 50mila euro ai Comuni di Ferrara, Cento e Comacchio e a Unife

Riqualificazione beni confiscati alle mafie, a Ferrara quattro progetti finanziati dalla Regione

di Redazione | 7 min

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(immagine d’archivio)

Promuovere e diffondere la cultura della legalità e della cittadinanza responsabile tra i giovani. Sostenere gli Osservatori locali per monitorare fenomeni di illegalità e favorire lo scambio di conoscenze e informazioni sui fenomeni criminosi e sulla loro incidenza sul territorio. Rafforzare la prevenzione in aree o in gruppi sociali a rischio di infiltrazione o radicamento di attività della criminalità organizzata. Proseguire nel riutilizzo di beni confiscati alle mafie, restituiti alle comunità locali. Ancor più iniziative didattiche ed educative nelle scuole.

Sono gli obiettivi dei 39 progetti presentati quest’anno da enti locali e università per progetti e interventi in Emilia-Romagna, da Piacenza a Rimini, a difesa della legalità e la prevenzione delle infiltrazioni del crimine organizzato, per un investimento di oltre 1,8 milioni di euro. Iniziative sostenute dalla Regione con un contributo di oltre 1 milione e 130mila euro, proposte dai territori e coordinate dal capo della Segreteria politica della presidenza della Giunta, Giammaria Manghi.

I progetti a Ferrara e provincia

In provincia di Ferrara vengono proposti 4 progetti, il cui costo totale è 74.250,00 euro. Il contributo della Regione è di 50.000 euro.

Comune di Ferrara – progetto “Legalità a Ferrara: percorsi, strumenti e metodi”

Si tratta di un progetto incentrato sulla promozione della cultura della legalità consolidato e condiviso da diversi soggetti istituzionali (comune capoluogo, altri comuni della provincia, locale Università, Forze di Polizia, associazionismo impegnato nella promozione della legalità democratica, settori economici e produttivi) che si articola su quattro specifiche azioni: a) la realizzazione della dodicesima edizione della “Festa della Legalità e della Responsabilità” e della “Giornata della Memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie”, due eventi che si concretizzano in una ricca e articolata serie di iniziative culturali e che vedono coinvolte sia nella definizione che nella realizzazione del programma alcune associazioni del territorio e delle categorie produttive; b) la realizzazione di una ricerca-azione sulla realtà dell’usura in tempo di Covid a Ferrara, con l’obiettivo di approfondirne gli elementi di conoscenza per una migliore definizione ed interpretazione dei fenomeni; c) la realizzazione di un percorso didattico all’interno delle scuole attraverso attività laboratoriali di educazione alla convivenza civile finalizzati ad un accrescimento della consapevolezza nei giovani nell’esercizio dei propri diritti-doveri di cittadinanza; d) lo sviluppo di un percorso progressivo di attivazione di un sistema informativo territoriale per l’osservazione ed indagini specifiche sui fenomeni criminosi e di evasione tributaria che insistono sulla città e sulla provincia di Ferrara – il cosiddetto “Cruscotto Legalità” già sperimentato da altre amministrazioni della regione. Il costo totale del progetto è di 30.000 euro. Il contributo della Regione è di euro 23.000,00.8

Comune di Cento – progetto “Sentinelle della Legalità – consolidamento attività”

Si tratta di un progetto di promozione e di formazione alla cultura della legalità, in continuità con quanto realizzato dall’amministrazione nell’annualità precedente. Il progetto, in particolare, intende sviluppare tre azioni: a) il consolidamento e lo sviluppo dello Sportello antiusura, uno strumento a servizio dei cittadini istituito, da un lato, per offrire risposte concrete di sostegno e di informazione ai cittadini vittime di usura, estorsione, situazioni di indebitamento e che hanno deciso denunciare, e, dall’altro lato, per sensibilizzare la cittadinanza sui temi in questione attraverso la realizzazione di incontri pubblici con personalità qualificate sui temi trattati; b) la realizzazione di  laboratori con le scuole del territorio in un’ottica di promozione della legalità tra le giovani generazioni curati da Libera Radio e dall’Associazione Libera; c) la realizzazione di cinque puntate registrate in modalità podcast da alcuni  giovani delle scuole superiori di Cento attraverso le quali si intende raccontare l’impegno civile per la legalità di figure esemplari impegnate nel contrasto alle mafie e alla corruzione. Il costo complessivo del progetto è di euro 10.250,00. Il contributo della Regione è di euro 6.000,00.

Comune di Comacchio – progetto “Disegniamo la legalità: Libera dalle Mafie Comacchio”

Attraverso azioni di informazione, formazione e educazione, il progetto si propone di organizzare un sistema integrato  e condiviso di azioni finalizzato alla formazione di una coscienza civica diffusa nella comunità, con un particolare riferimento alle giovani generazioni. Un focus particolare del progetto riguarda i temi dell’usura e del racket, due  fenomeni sensibilmente in crescita a causa della crisi sanitaria. Le azioni previste dal progetto riguardano: la realizzazione di un e-Book da parte degli studenti delle scuole del territorio, i quali parteciperanno ad un percorso educativo in cui saranno chiamati a conoscere, approfondire e restituire attraverso strumenti artistici di varia natura quanto acquisito durante incontri con esperti esterni e testimoni sul tema dell’usura e del racket delle estorsioni; la realizzazione di un laboratorio di teatro civile aperto a varie fasce di popolazione in cui i protagonisti daranno voce a racconti e fatti di cronaca realmente accaduti sul tema dell’usura, del pizzo e del racket. È previsto infine un evento pubblico finale di restituzione alla comunità del prodotto artistico letterario “Ebook” realizzato dalle scuole dello spettacolo di teatro comunitario. Il costo totale del progetto è di euro19.000,00. Il contributo della Regione è di euro 11mila.

Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Ferrara – progetto “Mafie, professioni, urbanistica: percorsi di alta forma-zione nel contrasto al crimine organizzato di stampo mafioso”

Il progetto intende proseguire e sviluppare le attività scientifiche e di ricerca, didattiche e di alta formazione ormai consolidate all’interno del Laboratorio Interdisciplinare di studi sulla mafia e le altre forme di criminalità organizzata e del Centro Studi Giuridici Europei sulla grande criminalità – Macro Crimes. Sono previsti, in particolare, una serie di seminari focalizzati sul crimine organizzato transnazionale e il contrasto alla mafia e alle altre forme di criminalità organizzata dedicati ai dottorandi di ricerca e agli altri studenti dell’ateneo. Il progetto, inoltre, prevede iniziative di alta formazione sui temi della criminalità organizzata e della legalità prospettando un ciclo di seminari diretti in modo più specifico agli ordini professionali regionali e nazionali e al personale delle pubbliche amministrazioni. Tra i temi innovativi trattati dai seminari, quello dedicato alle cd. “architetture criminali”, ovvero allo sfruttamento del territorio urbano ad opera delle mafie. Il progetto, infine, intende destinare una parte dei fondi all’acquisto di volumi di approfondimento sulle materie trattate, nonché di materiale inventariabile necessario per la prosecuzione delle ricerche scientifiche programmate. Il costo totale del progetto è di 15.000 euro. Il contributo della Regione è di euro 10mila.

I progetti in regione

Quest’anno sono state presentate 39 proposte progettuali rispettivamente da 25 Comuni, 9 Unioni, 1 Provincia, 4 Università. Il costo complessivo è di 1 milione e 874 mila euro e la Regione, con ulteriore incremento di 120mila euro di spesa corrente in sede di assestamento, contribuirà con 1.128.900 euro.
Nei territori, riguardano 3 progetti in provincia di Piacenza, il cui costo totale è di 83.236 euro con il contributo della Regione di 46.000 euro; in quella di Parma 5 progetti, il cui costo è di 635.490, con 424.810 euro di contributo; quella  Reggio Emilia con 5 progetti, il cui costo è di 225.000 euro, con 184.000 euro di contributo; quella di Rimini con 1 progetto, il cui costo è di 47.500 euro e 30.000 euro di contributo; quella di Forlì-Cesena con un progetto, il cui costo è di 70.000 euro e 23.000 euro di contributo; quella di Ravenna con 6 progetti, il cui costo è di 141.900 euro e 92.000 euro di contributo; quella di Ferrara con 4 progetti, il costo è di 74.250 euro con 50.000 euro di contributo; quella di Bologna con 8 progetti, il cui costo è di 246. 948 euro e 177.000 euro di contributo; quella di Modena con 6 progetti, il cui costo è di 175.789 euro con 102.090 euro di contributo regionale.

Osservatori e Cruscotti legalità: banche dati in rete

Verranno poi sostenuti gli Osservatori territoriali di Bologna, Provincia di Rimini e Castelfranco Emilia, mentre continuano a rimanere prevalenti gli interventi con le scuole e quelli in ambito formativo. Quest’anno prende il via un primo tentativo, incentivato dalla Regione, di coinvolgere anche professionisti e imprenditori, come nel caso dei progetti nel modenese dell’Unione del Sorbara e del Comune di Spilamberto.

Cresce la tendenza dei Comuni di dotarsi di strumenti informatici finalizzati a facilitare l’identificazione dei fenomeni criminosi, in particolare quelli relativi all’evasione tributaria. Tra i progetti finanziati, infatti, quello relativo al “Cruscotto informatico Legalità”, piattaforma dinamica per il monitoraggio dei fenomeni di interesse per la legalità del territorio che hanno visto la richiesta di Unioni Valnure Vachero (Pc), Pedemontana Parmense (Pr), Piacenza, Russi (Ra) e, come studio di fattibilità, Ferrara.

Il Cruscotto segue il paradigma “data driven administration” abilitando analisi, valutazioni e politiche basate su dati oggettivi, certificati, verificabili e misurabili. Il sistema mette in relazione tutte le banche dati esistenti (demografia, edilizia, commercio, agenzia delle entrate, affitti, consumi Enel, catasto, eccetera) e tramite alcuni indicatori di monitoraggio si punta a far emergere situazioni sospette: illegalità, infiltrazione mafiosa, corruzione, evasione fiscale. Nel caso di emersione dell’evasione fiscale, l’Agenzia delle Entrate riconosce al Comune il 100% delle somme recuperate.

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