
Il Po in secca (foto di Paolo Panni)
Si aggrava l’allarme siccità per il fiume Po, che a Pontelagoscuro nel corso dell’ultimo mese è sceso di circa un altro metro, passando dal -5,13 metri di inizio giugno a -6,02 metri dei primi di luglio, a causa dei prelievi ai massimi storici delle derivazioni.
In particolare, lo scorso 5 luglio la portata osservata al confine con il Veneto è risultata pari a 582 m3/s, inferiore alle medie di periodo con uno scarto costante per tutto il mese appena trascorso superiore a -30%, dovuto alla quasi pressoché assenza di contributi da parte dei torrenti appenninici.
L’attuale situazione dello stato di severità idrica è in aumento per il mese di luglio, soprattutto per quanto riguarda l’andamento delle temperature attese, motivo per cui occorre mantenere alta l’attenzione su tutto il distretto, soprattutto per le zone che già ad oggi presentano stress idrici più marcati. Gli ultimi eventi meteorici diffusi su tutto l’arco alpino e in pianura, infatti, non hanno influito particolarmente sulle portate del fiume Po che risultano stazionarie, soprattutto nella parte terminale del bacino.
Le portate di magra attuale comportano anche il conseguente abbassamento dei livelli idrometrici i quali, pur mantenendosi al di sotto delle medie, non demarcano ancora evidenti condizioni di stress significativo per habitat lungo l’asta principale del Grande Fiume.
Le precipitazione del mese di giugno presentano anomalie negative, che risultano più significative nei bacini lombardi e nella parte di pianura, dove si osservano valori anche di molto inferiori alle medie del periodo. Le precipitazioni del mese di giugno non sono riuscite quindi a colmare un gap ormai cronicizzato da parecchi mesi delle cumulate ai valori medi, con punte di oltre il 50% in deficit.
In particolare si segnalano precipitazioni molto scarse sul settore romagnolo, dove sono caduti solo 18,7mm, valore prossimo ai minimi storici, con un -60% rispetto alla media del periodo (pari a 49,65mm). Le scarse o inconsistenti precipitazioni del mese di giugno, legate principalmente fenomeni a carattere temporalesco, si sono concentrate in eventi di breve durata e forte intensità, con forte ruscellamento superficiale, risultando poco efficaci sia alla ricarica delle falde sia alle colture.
Con riferimento alle temperature, giugno e l’inizio di luglio hanno visto lunghi periodi con alte temperature e picchi al di sopra della media (affievoliti soltanto da alcuni repentini abbassamenti, che tuttavia non hanno raffrescato il clima), anche con minime notturne particolarmente elevate rispetto le medie, incrementando l’esigenza idrica del territorio.
Le medie sul periodo hanno evidenziato dei valori prossimi ai massimi storici in tutto il distretto, con alcuni picchi ragguardevoli nella parte lombarda, (settore Lombardo Lambro 23,9 gradi di temperatura media, settore Mincio 23,6 gradi) rendendo soprattutto nelle pianure, nelle aree vallive e nelle città l’effetto caldo molto amplificato.
Le alte temperature registrate (tra +2 e +3° gradi sulle medie del periodo) provocano una forte evapotraspirazione, il tasso di aumento dell’evapotraspirazione è fino a due volte superiore alle stime precedenti, questo comporta un’accelerazione dell’essiccazione dei terreni e della vegetazione creando zone siccitose in alcune regioni.
Le alte temperature inducono anche fenomeni che potrebbero ripercuotersi sulla qualità delle acque, quale ad esempio la proliferazione delle alghe e scompensi del quantitativo di ossigeno, anche se al momento il livello di rischio per gli habitat risulta contenuto.
Le portate defluenti nella zona deltizia, soprattutto durante le alte marea, generano una risalita del cuneo salino su valori di attenzione, (ramo di Pila: 11,4 km dalla foce con alta marea). La tendenza alla riduzione delle portate, potrebbe far raggiungere valori confrontabili con la prima soglia critica di 450 m3/s, facendo aumentare la risalita dell’acqua marina.
Le alte temperature dell’ultimo mese hanno ridotto il surplus di neve che insisteva su tutto l’arco alpino (-7% rispetto la settimana precedente), facendo tornare i valori appena superiori alla media del periodo.
Lo scioglimento del manto nevoso ha ricaricato tutti i bacini montani e laghi che sono allineati con le medie e tutte le derivazioni risultano ad oggi soddisfatte toccando in molti casi i valori di massimi prelievo. I volumi di invaso negli invasi artificiali e nei laghi risultano quindi in linea, con valori alle medie stagionali.
In particolare, il lago Maggiore presenta livelli superiori alle medie del periodo ed un riempimento al 92,5% e livello all’idrometro di Sesto Calende di 122 cm, in netto recupero rispetto al mese precedente. Tutti gli altri laghi hanno valori di riempimento leggermente superiori alle medie.
Grazie per aver letto questo articolo...
Da 20 anni Estense.com offre una informazione indipendente ai suoi lettori e non ha mai accettato fondi pubblici per non pesare nemmeno un centesimo sulle spalle della collettività. Il lavoro che svolgiamo ha un costo economico non indifferente e la pubblicità dei privati non sempre è sufficiente.
Per questo chiediamo a chi quotidianamente ci legge e, speriamo, ci apprezza di darci un piccolo contributo in base alle proprie possibilità. Anche un piccolo sostegno, moltiplicato per le decine di migliaia di ferraresi che ci leggono ogni giorno, può diventare fondamentale.
OPPURE se preferisci non usare PayPal ma un normale bonifico bancario (anche periodico) puoi intestarlo a:
Scoop Media Edit
IBAN: IT06D0538713004000000035119 (Banca BPER)
Causale: Donazione per Estense.com