Politica
25 Giugno 2021
Dure le opposizioni: “Se vere, le modalità con cui sono state acquisite le dimissioni getterebbero ancora una volta un’ombra sul modo di operare da parte della maggioranza”

Caso Arquà, le minoranze: “Non è tollerabile continuare con questo teatrino”

di Redazione | 2 min

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La diffida di Rossella Arquà a procedere con la surroga della sua carica di consigliera comunale dopo le dimissioni, a sua detta, strappate e non regolari, diventa pane per i denti delle minoranze, dal Partito Democratico ad Anna Ferraresi.

Con una nota congiunta firmata da tutti i capogruppo di opposizione, viene espresso “tutto il nostro sdegno sulle vicende che stanno emergendo, che prima di tutto ledono l’immagine dell’Istituzione che tutti quanti siamo qui a rappresentare. Non è tollerabile – dicono Francesco Colaiacovo (Pd), Roberta Fusari (Azione Civica), Dario Maresca (Gente a Modo), Tommaso Mantovani (M5S) e Anna Ferraresi (Misto) – continuare con questo teatrino e con questi metodi, considerando le necessità del nostro territorio e l’impegno che dovremmo mettere su questioni che riguardano la nostra comunità”.

I consiglieri hanno il timore, che non appare infondato, che se lunedì prossimo “si procedesse, nonostante la diffida, alla surroga della consigliera Arquà, i prossimi Consigli del 28 e 29 giugno potrebbero risultare illegittimi nella loro costituzione e tutte le delibere annullabili, con conseguente grave pregiudizio per l’amministrazione e la comunità ferrarese”.

Le minoranze sembrano convinte della bontà dei rilievi mossi da Arquà, argomentate “con questioni di diritto puntuali”, e piuttosto preoccupate per “le modalità con cui sono state acquisite le dimissioni che se corrispondenti al vero, getterebbero ancora una volta un’ombra sul modo di operare da parte della maggioranza al governo della città, con il più disinvolto spregio delle regole democratiche che attengono al funzionamento degli organi istituzionali”.

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