Politica
28 Ottobre 2026
Interrogazione parlamentare della senatrice con i colleghi Rando (Pd), Croatti (M5S) e Lombardo (Azione) per chiedere al ministro dell'Interno se siano state disposte o siano in programma verifiche amministrative sull'affidamento e sulla gestione del circuito

Sigilli al kartodromo, Cucchi (Avs) interroga il ministro Piantedosi

di Redazione | 3 min

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Dopo i sigilli della Dda di Roma al kartodromo di via Diana, la senatrice Ilaria Cucci (Avs) – insieme ai colleghi Rando (Pd), Croatti (M5S) e Lombardo (Azione) – ha presentato un’interrogazione parlamentare al ministro Matteo Piantedosi.

Nel testo, i senatori chiedono se il ministro dell’Interno sia a conoscenza dei fatti e se, tramite la Prefettura di Ferrara, siano state disposte o siano in programma verifiche amministrative sull’affidamento e sulla gestione del circuito di minimoto di via Diana, anche in relazione a possibili rischi di infiltrazione della criminalità organizzata.

Viene inoltre chiesto se siano stati approfonditi gli aspetti relativi alla procedura di concessione dell’impianto, ai criteri di selezione adottati, alla documentazione presentata dall’associazione affidataria e ai controlli antimafia, compresi quelli sui titolari effettivi e sui gestori di fatto, con particolare riferimento ai rapporti tra Moira Di Giulio e Paolo Brando.

Un ulteriore punto riguarda i lavori di ripristino dell’impianto avviati prima della formale assegnazione della concessione e se di tali attività fossero a conoscenza amministratori e funzionari comunali.

L’interrogazione chiede poi conferma dell’erogazione di contributi comunali per 3.400 euro all’associazione e quali controlli siano stati effettuati sulla regolarità delle procedure, sui beneficiari e sull’effettiva destinazione delle somme, alla luce di quanto emerso dall’inchiesta.

Infine, i senatori interrogano il Governo sulle iniziative da promuovere, nel rispetto dell’autonomia degli enti locali, per rafforzare la prevenzione delle infiltrazioni mafiose nelle concessioni di impianti sportivi pubblici e nei rapporti tra amministrazioni, associazioni e privati, e se il Viminale non intenda valutare l’attivazione degli strumenti previsti dall’ordinamento per rimuovere eventuali irregolarità e ripristinare piena trasparenza e legalità nell’azione dell’ente locale.

“Quando finisce sotto sequestro un bene del Comune, la prima responsabilità di chi amministra è spiegare che cosa è successo. Cosa che il sindaco Fabbri si è ben guardato di fare”, spiega Cucchi. La senatrice di Avs prosegue: “Le infiltrazioni mafiose si prevengono garantendo che le concessioni pubbliche siano trasparenti e che nessuno possa sfruttare le istituzioni per interessi criminali”. “È necessario mantenere alta la guardia contro i tentativi di infiltrazione della criminalità organizzata nel tessuto economico, sociale e istituzionale cittadino. I principi di trasparenza e legalità devono essere la bussola di qualsiasi amministrazione comunale”, conclude Cucchi.

“L’iniziativa parlamentare congiunta firmata dai senatori dell’opposizione accende i riflettori su una vicenda dai contorni estremamente inquietanti, dove si ipotizzano legami con ambienti della ‘Ndrangheta, condizionamenti delle procedure d’asta, lavori avviati prima dell’assegnazione formale dell’impianto e persino l’erogazione di contributi pubblici all’associazione concessionaria. La vicenda che coinvolge il circuito di minimoto di via Diana è di una gravità inaudita e rischia di gettare un’ombra pesante sull’azione amministrativa e sui presidi di legalità a Ferrara” dicono il senatore pentastellato Marco Croatti, il coordinatore regionale del Movimento 5 Stelle Gabriele Lanzi e il coordinatore provinciale M5S di Ferrara Paride Guidetti.

I tre proseguono: “Parliamo di un’inchiesta antimafia che ipotizza la presenza e il condizionamento di soggetti legati alla criminalità organizzata all’interno di strutture e bandi comunali, con il presunto coinvolgimento diretto di esponenti della giunta e della macchina burocratica dell’ente. Non si tratta solo di accertare le responsabilità penali, su cui la magistratura farà il suo corso, ma di pretendere immediata trasparenza politica e amministrativa. Come opposizioni unite abbiamo firmato e promosso un’interrogazione al Ministro dell’Interno per chiedere che lo Stato intervenga senza esitazioni. Ferrara e i cittadini emiliano- romagnoli meritano istituzioni al di sopra di ogni sospetto e la massima tutela della legalità”.

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