Attualità
2 Giugno 2021
Mattinata di festeggiamenti, prima in Prefettura e poi alla Torre della Vittoria. Il prefetto Campanaro: "Come 75 anni fa, tutti insieme per la rinascita di un'Italia unita"

2 Giugno. A Ferrara le celebrazioni con il ministro Patrizio Bianchi

di Redazione | 3 min

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di Davide Soattin

Un 2 giugno che ha il “significato di ripartenza perché, come 75 anni fa il nostro Paese si è rialzato dopo la guerra, anche oggi ci troviamo dopo un lunghissimo periodo di difficoltà sanitaria, economica e sociale a dover ricominciare tutti insieme per uscire da questa situazione e portare alla rinascita un’Italia unita“.

Al termine della cerimonia per la 75esima Festa della Repubblica, dopo aver deposto una corona d’alloro al monumento della Torre della Vittoria di piazza Trento Trieste insieme all’assessore Marco Gulinelli (assente il sindaco Alan Fabbri, ndr) e al comandante Claudio Gabellini del Coa di Poggio Renatico, il pensiero del prefetto Michele Campanaro ha concluso una intensa mattinata di celebrazioni iniziata alle 9 in Corso Ercole I d’Este.

Qui, lungo la facciata di Palazzo Giulio d’Este, già sede della Prefettura, tra le note de Il Canto degli Italiani di Mameli, i Vigili del Fuoco di Ferrara hanno issato un bandierone tricolore sotto lo sguardo delle massime autorità istituzionali e militari, tra cui il presidente della Provincia Nicola Minarelli, gli stessi Campanaro e Gulinelli, gli alti esponenti delle Forze dell’Ordine e il ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi, alla prima visita da titolare del dicastero nella sua Ferrara.

Successivamente, alle 9.30, alla presenza della consigliera Deanna Marescotti in rappresentanza del Psi, tra i primi promotori dell’iniziativa, gli stessi hanno scoperto la targa dedicata ad Alda Costa al civico 3 di via Fossato dei Buoi, casa nella quale la maestra, dirigente socialista e martire antifascista ferrarese visse i suoi ultimi anni di vita, luogo dal forte valore simbolico a maggior ragione – ha sottolineato Bianchi – “se si pensa a quegli insegnanti che stanno attraversando momenti difficili”.

“In quest’ultimo periodo – ha aggiunto il ministro nel suo intervento – abbiamo dovuto riaprire con grande dolore il libro della povertà educativa, anche se in Italia, già prima della pandemia, avevamo una situazione molto diseguale, dove c’erano luoghi di abbandono scolastico sotto la media europea, pari al 30%. È bene ricordarci però che l’uguaglianza alla base della nostra Costituzione parte dalla scuola e dal dare a tutti le stesse possibilità. In tal senso, la pandemia ha dimostrato come sia fragile il mondo intero e come la scuola sia una grande conquista da non dare per scontata“.

Ora la speranza è in un futuro che possa riportare nuovamente verso la normalità: “Abbiamo fatto un anno difficile, ma sin da subito abbiamo gradualmente riportato i bambini in classe. Il nostro percorso continuerà con i mesi estivi per cui c’è il progetto  Scuola d’Estate che è molto ricco, su cui abbiamo già messo 510 milioni di euro. Abbiamo avuto circa 6mila proposte su i fondi europei e 3.500 sui fondi per la povertà educativa, soprattutto per quelle parti di Italia che erano state segnate di più dalla pandemia e non solo. Il nostro obiettivo per i mesi che verranno resta fare delle premesse e non delle promesse“.

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