Il cellulare, il tablet e due personal computer di Davide “Magno” Magnani verranno esaminati da un consulente informatico per visionare il materiale in essi contenuti e ricostruire la rete dei contatti dell’uomo arrestato dai carabinieri con l’accusa di sfruttamento della prostituzione.
Mercoledì, nell’ufficio della pm Isabella Cavallari che ha coordinato le indagini, si è tenuto il conferimento dell’incarico all’esperto nominato dalla procura. Le difese dei due indagati – oltre a Magani difeso dall’avvocato Sergio Pellizzola, c’è anche un uomo di 42 anni accusato di spaccio di cocaina, difeso dall’avvocato Gianni Ricciuti – non hanno nominato propri consulenti.
L’esperto ha ottenuto 60 giorni di tempo per svolgere tutte le operazioni richieste di salvataggio sicuro e anlisi dei dati.
Magnani, 54 anni, che è in carcere e che si era avvalso della facoltà di non rispondere durante l’interrogatorio di garanzia, è accusato di aver sfruttato la prostituzione di una giovane 20enne ferrarese, aiutandola con la pubblicazione di annunci online per incontri a carattere sessuale di gruppo e facendosi pagare per gli stessi (con il codice delle ‘roselline’ per indicare gli euro da corrispondere).
Venne arrestato subito dopo una ‘trappola’ tesa da Le Iene con un cliente usato come gancio dopo che aveva contattato la trasmissione non convinto che la giovane fosse maggiorenne. Il cliente, munito di telecamera nascosta, ha ripreso l’incontro e la consumazione di cocaina, portata e offerta da un altro partecipante, ovvero il 42enne indagato per spaccio.
Le Iene poi usarono un’attrice per avvicinare Magnani, formalmente presidente di un’associazione da lui fondata che avrebbe dovuto aiutare le donne vittime di violenza, e con lei il 54enne parlò proprio dell’esperienza di ‘aiuto’ dato alla giovane studentessa. Finito l’incontro, i carabinieri, già allertati e a conoscenza di tutto, intervennero per ammanettarlo.
Venerdì, infine, l’uomo accusato di spaccio potrebbe sottoporsi all’interrogatorio da parte del pm.
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