Dom 14 Feb 2021 - 3183 visite
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Franceschini, Bianchi e il governo Draghi: le reazioni dei ferraresi

Soddisfatti Pd, Marattin e Università di Ferrara. Duramente critici Sgarbi e il senatore Balboni

Contenti e delusi, soddisfatti e insoddisfatti, dubbiosi e convinti. Come sempre la formazione di un nuovo governo porta con sé reazioni contrastanti. Così anche a Ferrara, che nel governo Draghi vede due propri rappresentanti, cioé Dario Franceschini confermato ministro alla Cultura e Patrizio Bianchi come ministro alla Pubblica Istruzione.

Contento della nomina di Bianchi è Luigi Marattin (Iv), per il quale il professore è stata una figura fondamentale della sua formazione da economista: “Da 24 anni – scrive su Facebook – un Maestro (anche quando non siamo stati d’accordo), senza il quale non avrei fatto l’economista. Tante le cose che mi ha insegnato e che non ho mai dimenticato. La mia preferita: ‘Un economista si distingue da un tecnico perché il secondo ha solo la padronanza della tecnica, il primo anche lo spessore della storia’. Buon lavoro a Patrizio Bianchi, nuovo ministro della Pubblica Istruzione”.

Soddisfatta anche la senatrice ferrarese Paola Boldrini (Pd), che sottolinea l’unico neo della mancata parità di genere: “La nuova compagine del Governo parla ‘ferrarese’ – dichiara – con due ministri, Patrizio Bianchi e Dario Franceschini, le cui competenze sono indiscusse e di comprovata esperienza. E i cui ruoli, Istruzione e Cultura, sono chiave per la ripresa. Come vice presidente della Commissione Sanità in Senato sono soddisfatta della conferma di Roberto Speranza alla Sanità. La continuità, in un Dicastero tanto importante, è fondamentale. Confido che davvero si possa lavorare, tutti assieme, in prospettiva, senza rivendicazioni di feudi. Anche se noto con grande disappunto che non è stata rispettata la parità di genere. L’ultimo mese è stato difficile e non possiamo più permetterci stalli. Confido anche che l’esempio nazionale abbia ricadute nelle politiche territoriali”.

Dalla Regione Emilia Romagna anche gli auguri del presidente Stefano Bonaccini (Pd): “Un augurio di buon lavoro al nuovo Governo, al presidente Draghi e a tutti i ministri. Mi permetto di inviare un particolare in bocca al lupo a Patrizio Bianchi, che è stato assessore della mia Giunta nella passata legislatura e che fu artefice del primo Patto per il Lavoro dell’Emilia-Romagna. La sua nomina alla Scuola è il riconoscimento del grande lavoro fatto negli anni, anche qui. Un ringraziamento va anche ai ministri uscenti con cui ho collaborato, in particolare in questo ultimo anno così difficile”.

Auguri al nuovo Governo, e ai due ministri ferraresi, arrivano anche dal Pd di Ferrara: “La crisi sanitaria e le opportunità che con il Recovery Fund si sono aperte necessitano di competenze e grande spirito di unità. Lo sappiamo, è un governo anomalo e composito che pone degli interrogativi politici in termini di schieramenti e affinità politica, ma che non può non essere letto alla luce delle due grandi sfide che devono essere affrontate. Il nostro pieno appoggio non è in discussione così come la grande soddisfazione nel riscontrare la presenza di due ferraresi nella compagine. Dario Franceschini e Patrizio Bianchi sono due grandi risorse per questo Paese e per questo territorio ed è il motivo per cui siamo doppiamente soddisfatti. In bocca al lupo, questa provincia, questo paese ne hanno davvero bisogno”.

Fra i soddisfatti da citare il consigliere comunale Aldo Modonesi (Pd), che dalla sua pagina Facebook augura “buon lavoro al governo Draghi, e in particolar modo a Dario Franceschini e a Patrizio Bianchi”, mentre dallo stesso popolare sociale arriva la soddisfazione del sindaco di Argenta Andrea Baldini, che conta “sull’impegno e la responsabilità di tutti perché mai come ora sentiamo il bisogno di uno Stato presente, vicino. Un augurio particolare ai ministri Bianchi e Franceschini. Congratulazioni, una nomina che è il riconoscimento di un buon lavoro fatto fino a oggi, e una grande responsabilità”.

Non poteva mancare l’Università di Ferrara e il suo rettore, vista la presenza fra i ministri del professior Bianchi: Unife: “Il professor Patrizio Bianchi, Rettore della nostra Università dal 2004 al 2010 e attualmente direttore della Cattedra Unesco “Education, growth and equality” – si legge in una nota – è il nuovo ministro dell’Istruzione del governo Draghi. Le parole del Rettore Giorgio Zauli: “È un orgoglio per l’Università di Ferrara avere un proprio professore ed ex Rettore Ministro della Scuola. A lui vanno i miei migliori auguri di buon lavoro””.

Positivi, anche se con qualche rilievo critico, anche i commenti di Fiorenzo Baratelli (direttore Istituto Gramsci): “A cominciare da oggi guardiamo avanti. Il primo tassello è a posto. Il Presidente Mario Draghi ha dato un chiaro e forte segno europeista alla sua squadra. E questo è un fatto positivo. I fondamentali ministeri economici e gli Affari europei sono una garanzia fornita all’Unione Europea che ha investito in fiducia e con una somma notevole sul nostro Paese. La qualità dei ministri ‘tecnici’ è buona. La presenza dei politici delle varie forze presenti in Parlamento sono a garanzia della tenuta del governo. Il Presidente Draghi è la persona adeguata per autorevolezza e competenza a guidare questa anomala maggioranza. Personalmente ho due forti rilievi critici da fare. In uno dei ministeri chiave, la Pubblica Amministrazione, occorreva più coraggio. La riforma della macchina amministrativa non è solo tra le richieste dell’Europa, ma anche una storica e politica necessità del Paese per ristabilire un buon nome del ‘pubblico’ nel segno dell’efficienza e della giustizia. Brunetta ha già dato cattiva prova di sè in questo ministero fondamentale. Il cambio nel ministero del Sud ci priva di uno tra i migliori ministri giovani del governo precedente. Vorrei, infine, sottolineare due nomine molto positive: Patrizio Bianchi ed Enrico Giovannini. Ora attendiamo di conoscere il discorso programmatico del Presidente in Parlamento. Ps Un fatto negativo…Nonostante le ‘chiacchiere’ che fa la sinistra (è la parte che mi interessa in particolare) sia il Pd che Leu hanno ministri tutti uomini e nessuna donna. Buon lavoro nell’interesse del Paese“.

Fortemente avverso alla nuova formazione del Governo è invece Vittorio Sgarbi, per il quale si tratta di una “terribile delusione”. Sgarbi boccia il neo Governo Draghi: “Una fotocopia del precedente”. E così attacca: “Una terribile delusione. Un Governo malato. Avevo riposto la massima fiducia in Draghi, ma le sue virtù non possono compensare la vera e propria metastasi di una malattia ben più grave del Covid: incapacità e incompetenza”. Sgarbi è durissimo: “La conferma di Di Maio, Speranza e Franceschini, rende questo Governo una malinconica fotocopia del Governo Conte, cercando solo di accontentare, in modo spudorato, tutte le componenti politiche”. Anche i nuovi innesti per lo storico e critico d’arte sono una delusione: “Novità oscene: come, per esempio, l’ammiccamento a Forza Italia con la Carfagna, il cui principale pregio è l’elaborazione della legge sulla prostituzione minorile che ha portato al processo Ruby (patetica vergogna)”. Aggiunge Sgarbi: “Draghi ha perso una occasione storica. Ha compiaciuto gli appetiti dei partiti e ha deluso gli italiani che confidavano in lui. Dopo lo scandaloso voto dei grillini opportunisti e poltronisti, ha avuto  ragione ad andarsene Di Battista”. Conclude Sgarbi: “Per quanto mi riguarda non potrò mai votare il Governo Draghi-Di Maio: un Governo senza speranza nonostante Speranza”

Fra i ferraresi delusi e più critici va annoverato il senatore di Fratelli d’Italia, Alberto Balboni: “Bianchi ministro tecnico? Ma per favore, è stato organico al Pci, al Pds, ai Ds e infine al Pd. Ricordo bene, infatti, quando nel 1990 si candidó a Ferrara nelle liste del Pci e fu eletto in Consiglio comunale dove io sedevo all’opposizione. E rimase consigliere comunale per due legislature, seguendo disciplinatamente gli ordini del Pci, prima, poi del Pds e infine dei Ds. Poi me lo sono ritrovato nel Consiglio regionale dell’Emilia Romagna nel 2000 in qualità di assessore in quota Pd per dieci anni, e anche in questo lungo periodo di tempo sempre organico al suo partito e disciplinato esecutore degli ordini di Errani e poi di Bonaccini. Ma quale ministro tecnico, è il più politico dei ministri, mascherato da tecnico solo per fare avere al Pd un posto in più. Altroché governo di alto profilo, siamo al Manuale Cencelli della Prima Repubblica e alla peggiore ipocrisia di quei tempi”.

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