Tragedia a Nazioni: 70enne stroncato da un malore in mare
L'uomo, residente a Modena, si trovava al Bagno Oasi con moglie e figlia. Nonostante i tempestivi soccorsi di bagnini e 118 per lui non c'è stato nulla da fare
L'uomo, residente a Modena, si trovava al Bagno Oasi con moglie e figlia. Nonostante i tempestivi soccorsi di bagnini e 118 per lui non c'è stato nulla da fare
Il sessantenne, titolare della Emmezeta Impianti e conosciuto dagli amici come "Gnegno", ha perso la vita in un incidente con un'auto nel territorio di Camugnano sabato 30 maggio
L'incidente nel pomeriggio di sabato 29 maggio a Bargi-Pianacci, nel comune di Camugnano. Inutili i soccorsi, ferito lievemente il conducente dell'auto coinvolta
Avrebbe ucciso la moglie impugnando un coltello, Vladimiro Lombardi, il 52enne ferrarese fermato per il femminicidio della 50enne Samanta Zironi, trovata senza vita all'interno della loro abitazione, un appartamento al primo piano di un condominio Acer al civico 25 di via Stefano Gatti Casazza, al Barco
I controlli, svolti prevalentemente nelle fasce orarie pomeridiane e serali e nei luoghi maggiormente frequentati dai giovani, hanno consentito di identificare 241 persone, di cui 8 minorenni
Assolto in primo grado a Ferrara, condannato in appello a Bologna. Massimo Piana, ex portavoce di Forza Nuova nella provincia estense, è stato condannato a una pena pecuniaria e a risarcire il danno per aver diffamato Camelot (oggi Cidas).
Piana era a processo insieme al leader nazionale del movimento di estrema destra, Roberto Fiore, per un pesantissimo comunicato stampa diffuso nell’ottobre 2015, dopo le notizie di un’indagine della Procura (poi archiviata) e dei richiami dell’Anac sugli affidamenti a Camelot.
Sia su Facebook (in versione tagliata) che su alcuni quotidiani (in versione estesa e con frasi attribuite a Fiore, che ora non sembra più reperibile in rete), il leader Forza Nuova parlava di “Storia di ordinaria e inaccettabile #corruzione”, oppure di cooperativa che “ancora non ha dimostrato di essere indenne da corruzione”, sosteneva che “il binomio comuni-cooperative assomiglia sempre più ad un apparato mafioso” e che “la gestione sporca dell’immigrazione porta milioni di euro nelle tasche dei gestori delle cooperative sociali e Camelot uno dei tanti nomi con cui identifichiamo questo business”. Mentre Piana, in un testo fra virgolette, diceva che “La sezione ferrarese di Forza Nuova annuncia nuove azioni nei confronti di Camelot affinché nessun soldo pubblico venga più sperperato con metodi disonesti e lesivi verso l’intera comunità ferrarese”.
A causa di una (asserita) disorganizzazione di Forza Nuova e del suo etereo ufficio stampa, di cui nessuno a processo sembrava sapere nulla, neppure un nome di un responsabile, pareva impossibile dimostrare la reale paternità di quelle frasi, cosa che ancora vale per la posizione di Fiore.
I giudici di Bologna – chiamati a decidere dopo l’appello promosso dal legale della coop, l’avvocato Simone Trombetti, e anche dalla procura estense – hanno però ritenuto che, almeno nel caso di Piana, le cose fossero più chiare e nette e che lui quelle parole le aveva pensate, scritte e diffuse.
La Corte d’Appello di Bologna ha dunque riformato la sentenza del giudice ferrarese per quanto riguarda l’ex portavoce di Fn Ferrara, che non beneficia neppure della sospensione condizionale della pena, confermandola invece per Roberto Fiore, assolto anche in secondo grado.
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