Francesco, 16 anni e un autismo grave: “Cerchiamo una struttura specializzata, ma non c’è posto per lui”
L'appello dei genitori alle prese con una situazione sempre più difficile da gestire: "Costretti a chiamare il 118 quasi ogni giorno"
L'appello dei genitori alle prese con una situazione sempre più difficile da gestire: "Costretti a chiamare il 118 quasi ogni giorno"
La vittima, una 78enne di Occhiobello, era stata convinta di essere coinvolta in un'indagine per rapina. Il 37enne è stato fermato dai militari con il denaro e 84 grammi d'oro, oltre a sette involucri di cocaina
Raffiche intense da Ferrara alla costa, con numerosi interventi in provincia. Le situazioni più impegnative tra Portomaggiore e i Lidi di Comacchio. Resta l'allerta fino a lunedì
Fotografie, poesie e testimonianze restituiscono voce ai migranti che attraversano Trieste: "Serve ad abbattere muri e a lasciar parlare chi non è mai stato ascoltato"
Il segretario del Pd di Comacchio Michele Farinelli sollecita il partito provinciale a uscire dalle dinamiche interne e avviare un confronto nei circoli sui temi di pace, lavoro, diritti e giustizia sociale, partendo dalle istanze emerse nelle piazze
In occasione della Giornata della Memoria riceviamo e pubblichiamo questo breve testo di Mirko Rimessi che parla di una delle tante storie legate all’Olocausto, una storia sportiva e ferrarese, sicuramente meno conosciuta di altre ma non per questo da dimenticare.

La cartolina del “Trionfale ritorno da Londa 1908 della Palestra Ginnastica Ferrara”
di Mirko Rimessi
Sono tante, troppe per essere ricordate un solo giorno all’anno, le storie che i testimoni della Shoah ci hanno raccontato sugli orrori dell’olocausto. Storie di persone che avevano, prima del viaggio della morte, vite di ogni tipo, inserite nella società ad ogni livello. Non sono stati quindi immuni da questi viaggi illustri sportivi, coinvolti per religione o convinzioni politiche, iniziati in maniera più massiccia per il nostro Paese dopo l’8 settembre 1943.
Anche la nostra Associazione Sportiva, nel suo piccolo ma grazie alla sua lunga storia, ha dovuto fare i conti con questo nero capitolo della Storia dell’Uomo e per celebrare il Giorno della Memoria, ricorrenza internazionale celebrata il 27 gennaio di ogni anno come giornata per commemorare le vittime dell’Olocausto, vogliamo raccontarvi una di queste storie. Non quella più famosa, ma a buon fine, che coinvolse Orlando Polmonari, deportato in Germania come punizione per aver dato uno schiaffo a un ufficiale tedesco, ma quella più triste che coinvolge un altro Olimpionico della Palestra Ginnastica Ferrara: Gino Ravenna.
Gino Ravenna (Ferrara 1889-Auschwitz 1944) è stato uno dei 29 campioni della Palestra Ginnastica Ferrara incaricati di rappresentare l’Italia nel concorso generale di ginnastica artistica a squadre di Londra 1908. La Pgf infatti, dopo aver vinto le selezioni nazionali, aveva ricevuto dalla Fgi questo prestigioso compito, cogliendo nella città britannica un lusinghiero 6° posto con lodi per il metodo dimostrato, e gli atleti furono riabbracciati dalla Città di Ferrara con ogni onore al loro rientro in patria.
La passione sportiva caratterizzò tutta la vita di Gino che, rientrato dalla I Guerra Mondiale, si dedicò al commercio. Tutta la famiglia Ravenna era conosciuta a Ferrara e uno dei 5 fratelli di Gino, Renzo (anche lui, da giovane, Palestrino), fu Podestà di Ferrara dal ’26 al ’38, uno dei due soli podestà fascisti di origini ebraiche in Italia prima dell’introduzione delle leggi razziali. A parte la rinuncia alla carica del fratello, le leggi razziali non causarono troppi problemi per l’attività commerciale e nemmeno nei rapporti sociali, benché anche Gino fosse stato escluso, come tutti, da associazioni, circoli e, naturalmente, dal partito fascista. La svolta fu invece rappresentata, come per la quasi totalità degli Ebrei italiani, con l’8 settembre 1943. Dapprima Gino si rifugiò ad Albarea per continuare a dirigere da lì l’attività, ma l’arresto del figlio Gegio l’8 ottobre fece precipitare gli eventi. Dopo aver provato invano di farlo scarcerare, la famiglia tentò la fuga in Svizzera ma, arrestati a Domodossola, finirono prima nel carcere di via Piangipane, per poi essere condotti, l’11 febbraio 1944, al Tempio di via Mazzini 95, trasformato in campo di concentramento provvisorio per pochi giorni, in attesa che il nuovo rastrellamento degli ebrei ferraresi si tramutasse nel trasferimento a Fossoli. La permanenza nel campo modenese fu breve e la storia diventa tristemente uguale a quella di altre migliaia di persone: il viaggio, durato quattro giorni (dal 22 al 26 febbraio), per Auschwitz e gli eventi che portarono alla morte di quasi tutta la famiglia di Gino: si salvò infatti solo il figlio Gegio, liberato dai russi il 27 gennaio 1945.

L’ingresso della Sinagoga di via Mazzini oggi, con la lapide commemorativa di quanti non fecero ritorno, con Gino e gli altri membri della famiglia Ravenna
È da Gegio quindi che si apprendono i fatti successi in Polonia, pochi per la verità, dove, quello che fu un Olimpionico acclamato per la gloria portata al nostro Paese, fu trasformato in un numero, il 174.541. Gino si era salvato dalla prima “selezione” ed era riuscito a rimanere accanto al figlio, aveva lavorato per un mese e mezzo circa, fino a quando le forze lo avevano assistito. Per alcuni giorni rimase nella baracca ma al terzo giorno Gegio non lo trovò più. Un deportato che parlava italiano gli riferì che da poco Gino era stato prelevato. Prima di lasciare la baracca gli aveva raccomandato di dire al figlio che lo salutava e “di tener duro”. Solo che in quel terzo giorno il camino aveva ricominciato a fumare.
Da 20 anni Estense.com offre una informazione indipendente ai suoi lettori e non ha mai accettato fondi pubblici per non pesare nemmeno un centesimo sulle spalle della collettività. Il lavoro che svolgiamo ha un costo economico non indifferente e la pubblicità dei privati non sempre è sufficiente.
Per questo chiediamo a chi quotidianamente ci legge e, speriamo, ci apprezza di darci un piccolo contributo in base alle proprie possibilità. Anche un piccolo sostegno, moltiplicato per le decine di migliaia di ferraresi che ci leggono ogni giorno, può diventare fondamentale.
OPPURE se preferisci non usare PayPal ma un normale bonifico bancario (anche periodico) puoi intestarlo a:
Scoop Media Edit
IBAN: IT06D0538713004000000035119 (Banca BPER)
Causale: Donazione per Estense.com