Cronaca
15 Dicembre 2020
Era il 28 aprile, tre mesi prima dell'aggressione in via Olimpia Morata, quando due Oboh presero due bottiglie di vetro, le spaccarono e con quelle minacciarono di morte e picchiarono un loro connazionale. Ora sono uccel di bosco

Vittima dell’agguato con machete, tre mesi prima aggredì un connazionale a bottigliate

di Daniele Oppo | 1 min

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Picchiatore violento prima di essere a sua volta vittima addirittura di un tentato omicidio, quello col machete, in via Olimpia Morata, il 30 luglio del 2018.

Quello contro Stephen Oboh fu un regolamento di conti tra appartenenti a gang rivali (una di queste era quella degli Eiye abbattuta dall’operazione Signal delle Dda di Torino e Bologna contro la mafia nigeriana), quella volta. Forse lo fu anche quando lui, insieme al Isaac Oboh, aggredì con una bottiglia rotta un connazionale.

Era il 28 aprile, tre mesi prima dell’agguato in via Olimpia Morata, quando i due Oboh presero due bottiglie di vetro, le spaccarono e con quelle minacciarono il connazionale di morte – pronunciando la frase “ti ammazzo” – e lo colpirono e ferirono all’addome, a un braccio e alla testa, per fortuna in maniera lieve.

Per entrambi ieri si è aperto il processo per minacce e lesioni aggravate. Nessuno dei due è però reperibile al momento e il giudice ha deciso di rinviare l’udienza al 18 ottobre del 2021 ordinando nel frattempo nuove ricerche per i due imputanti.

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