Faccio il sovversivo 2.0
12 Dicembre 2020

Rossi Rossi Rossi!!!

di Faccio | 3 min

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Figli

Perché un attimo prima non c’è niente (per l’uomo) e un attimo dopo appaiono, sono vivi, si muovono, mangiano, piangono, ridono, fanno la cacca e altre mille cose: non puoi fuggire, li devi accudire ed assistere, robe da matti…

Fate mangiare un po’ di pesce anche a noi…

"L'inflazione è aumentata, i prezzi dei beni di prima necessità sono aumentati e le entrate delle famiglie sono rimaste uguali.
Ciò significa che molte persone sono costrette a rinunciare a beni e servizi che un tempo erano considerati fondamentali". Dal blog di Faccio il Sovversivo

Rossi Rossi!!!

Così titolavano i giornali in quella caldissima estate del 1982, quando diventammo per la terza volta Campioni del Mondo di Calcio.

Avevo 10 anni e quel gioco prendeva sempre più il sopravvento nella mia vita; infatti, quando alcuni amici/e e conoscenti attuali mi chiedono se nella nostra compagnia degli anni “80” della Dezima (via 20 Settembre) di Copparo c’erano delle ragazze e se giocavamo con giochi di società, rimango spiazzato: noi del campetto di via Ferrara giocavamo a calcio giorno e notte, perennemente, non facevamo altro.

Ricordo che d’inverno per asciugarmi dal sudore per evitare la sgridata di mia madre, mentre tornavo verso casa con la bici, mi toglievo la maglietta e rimanevo a petto nudo, così che una volta arrivato ero bello asciutto, ghiacciato e infreddolito, ma asciutto.

ZoffGentileCabriniOrialiCollovatiScireaContiTardelliRossiAntognoniGraziani, tutta d’un fiato.

“Un Mundial da favola” così si intitolava il libro che ho letto e riletto e che ha fatto sognare me e tanti altri.

Narancito era la mascotte.

Guardai tutte le partite di quel Mondiale, ricordo tutti i giocatori anche grazie all’album di figurine della Panini.

Avendo la TV in bianco e nero, le prime tre partite contro Polonia, Perù e Camerun, praticamente inguardabili, le vidi con dei miei cugini in casa dagli zii, poi vennero Italia-Argentina e Italia-Brasile, le vidi a casa di amici argentini che erano appena arrivati in Italia ed erano venuti ad abitare a Copparo. Durante gli inni Nazionali mi sembrava che il cuore mi scoppiasse, sentire loro cantare in spagnolo perfetto (era la loro lingua naturalmente) l’inno Argentino è stato per me, bambino, un momento molto emozionante della mia vita.

Vincemmo sia una che l’altra partita, sul goal di Falcao, quello del 2-2 del Brasile (con il pareggio si qualificava il Brasile) uscimmo delusi, ma convinti che non fosse ancora finita. Ci mettemmo a giocare nel cortile quasi per dare spinta alla nostra Nazionale e arrivò il terzo goal di Pablito, il nostro eccezionale centravanti che in quel mondiale aveva la maglia numero 20.

Poi di nuovo la Polonia in semifinale senza Boniek squalificato, un 2-0 classico con doppietta di Paolo Rossi, da riguardare il cross perfetto di Bruno Conti per Pablito che ci porta alla finalissima contro la Germania Ovest.

Il giorno della finale era come se dovessi scendere in campo, non mangiai niente per tutto il giorno, sono sempre stato un tifoso accanito della Nazionale Italiana più che della squadra di club.

Madrid 11 Luglio 1982, alle ore 21,48 l’arbitro Arnaldo Cesar Coelho fischia la fine dell’incontro, il primo goal è di Paolo Rossi, che diventa capocannoniere, il mitico telecronista, Nando Martellini che per tre volte ripete Campioni del Mondo è un momento indimenticabile.

Grazie Paolo, perché ci hai fatto sognare e noi non ti scorderemo mai, sei stato il simbolo di quel campionato del Mondo che è stato per tutti noi “un Mundial da  favola”.

Grazie per aver letto questo articolo...

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