Dom 25 Ott 2020 - 830 visite
Stampa

Anche a Ferrara si manifesta: “Stop police brutality in Nigeria”

La comunità nigeriana si riunisce in piazza municipale per sostenere le proteste dei suoi connazionali

di Pietro Perelli

Da settimane in Nigeria si protesta contro la Sars (Special anti-robbery squad, ndr) e la protesta è arrivata anche a Ferrara dove la comunità nigeriana, al grido di “End Sars”, si è riunita in piazza Municipale.

Al loro fianco anche l’associazione Cittadini del Mondo, sempre presente per supportare le comunità straniere a Ferrara. Inizialmente in pochi i manifestanti, man mano che passa il tempo, arrivano a superare il centinaio. Cantano, urlano, si commuovono ricordando i loro cari e raccontando ciò che sta accadendo nel loro paese di origine. Un paese nel quale le proteste vanno avanti da tempo e nel quale molti giovani stanno scendendo in piazza contro la corruzione del governo, contro le disuguaglianze sociali, contro la mancanza di opportunità per i giovani (che sono la stragrande maggioranza della popolazione)” scrive su Internazionale Oiza Q. Obasuyi.

Anche a Ferrara sono molti e sono giovani, famiglie con figli, ragazze e ragazzi che hanno attraversato il deserto e il mare per arrivare fin qui, ma anche ragazze e ragazzi nati in Italia e pronti a far sentire la propria voce per denunciare i crimini che stanno avvenendo nel loro paese di origine. “End Sars”, “End Swat”, “I’m scared to go to Nigeria, my fatherland”, “Stop kill our dreams, stop kill our future”. Sono alcune delle frasi che si leggono sui cartelli ma sono anche gli slogan portati avanti dalla protesta, pacifica, colorata, piena di energia. “Devono smettere di uccidere i nostri fratelli” dice una manifestante al megafono. Un’altra ricorda che quest’anno ricorrono i sessant’anni dell’indipendenza della Nigeria, “ma cosa festeggiamo – si chiede – un governo che uccide? Un governo che ruba? Chi muore in mare per scappare?”. “Siamo qua – incalza un’altra – per denunciare la corruzione del governo, per denunciare il massacro del 20 ottobre, ragazzi ammazzati da chi avrebbe dovuto proteggerli. Per questo veniamo in Italia, per questo affrontiamo la morte in mare”.

Un minuto di silenzio assordante viene dedicato ai morti del 20 ottobre, 38 le vittime in tutto il paese secondo Amnesty International, a cui si aggiungono molti feriti. E altri ancora sono i morti e feriti durante le proteste. In realtà la Sars è stata sciolta lo scorso 11 ottobre, come riporta la Cnn, dopo essere stata fondata nel 1992 per contrastare crimini come le rapine a mano armata o i sequestri. Questo però non ha eliminato i problemi perché i suoi membri sono stati assegnati ad altri reparti di polizia. E allora i giovani, i manifestanti, scendono in piazza e continuano a gridare “stop police brutality in Nigeria”. “Noi oggi siamo qua per sostenerli, per dargli la nostra voce – dice una giovane manifestante – perché, anche se siamo qua in Italia, potevamo essere noi quelli ammazzati, potevamo essere noi quelli molestati, potevamo essere noi quelli massacrati”.

GUARDA IL VIDEO SU ESTENSETV

Grazie per aver letto questo articolo...

Da 15 anni Estense.com offre una informazione indipendente ai suoi lettori e non ha mai accettato fondi pubblici per non pesare nemmeno un centesimo sulle spalle della collettività. Ora la crisi che deriva dalla pandemia Coronavirus coinvolge di rimando anche noi.
Il lavoro che svolgiamo ha un costo economico non indifferente e la pubblicità dei privati, in questo periodo, non è più sufficiente.
Per questo chiediamo a chi quotidianamente ci legge e, speriamo, ci apprezza di darci un piccolo contributo in base alle proprie possibilità. Anche un piccolo sostegno, moltiplicato per le decine di migliaia di ferraresi che ci leggono ogni giorno, può diventare fondamentale.


OPPURE
se preferisci non usare PayPal ma un normale bonifico bancario (anche periodico)
puoi intestarlo a:

Scoop Media Edit

IBAN: IT06D0538713004000000035119
(Banca BPER)
Causale: Donazione per Estense.com
Stampa