Dom 25 Ott 2020 - 1138 visite
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Polizia, il bilancio di sette mesi in Gad: “Area di fatto ‘liberata’, ora estendere i controlli”

Il questore Capocasa: "Abbiamo innalzato gli standard di sicurezza percepita e continueremo ancora. Adesso allarghiamo il cordone a via Baluardi e ad altre zone della città"

E’ tempo di bilanci per la Polizia di Stato dopo l’impegno profuso in sette mesi – e che continuerà nei prossimi gorni – nella zona Gad e nelle vie limitrofe, dove gli agenti, con un dispositivo fisso di controllo del territorio dalle 8 alle 20 in collaborazione con Polizia Locale, hanno costantemente monitorato l’area per contrastare e limitare spaccio, immigrazione irregolare e altri crimini.

Un’attività di prevenzione, finalizzata a garantire la sicurezza pubblica e urbana e, quindi, la vivibilità dai contesti urbani, è stata pianificata dal questore Cesare Capocasa, d’intesa con il prefetto Michele Campanaro, con l’obiettivo di contrastare l’occupazione permanente da parte di cittadini extracomunitari, spacciatori di quartiere, che sono diventati nel tempo una sorta di ‘istituzione’: li si vedeva ovunque, controllavano con decine di vedette fisse, avevano in mano i giardini e i portici del grattacielo, piazzale Castellina e Toti, laddove le famiglie residenti erano oramai praticamente in ostaggio.

L’impegno profuso in questi sette mesi attraverso 1.793 servizi complessivi tra Polizia di Stato (1.187) e Polizia Municipale (606) , integrati da operazioni straordinarie di alto impatto con l’impiego di decine di poliziotti, unità cinofile e di un elicottero del Reparto Volo di Bologna, come riferisce la Questura “ha consentito di ‘liberare’ di fatto la zona in questione, favorendo l’innalzamento degli standard di sicurezza percepita”. I servizi sono stati settimanalmente integrati dal Reparto Prevenzione Crimine, unità operative specializzate nel controllo del territorio, dotate di strumentazione tecnologica altamente avanzata per le verifiche amministrative e dell’identità delle persone fermate. 

Una ulteriore attività di prevenzione e monitoraggio è stata effettuata nelle zone limitrofe di via Scalambra, via Maffi, via Del lavoro, via Due abeti e dell’ex distilleria dove insistono una serie di fabbricati allo stato grezzo e un’area industriale dismessa, in condizioni di totale abbandono, divenute ricovero e rifugio di persone senza fissa dimora, clandestini e spacciatori. Nella circostanza è stato segnalato al prefetto la necessità di disporre l’urgente effettuazione dei lavori per la messa in sicurezza di tali aree, al fine di evitare il perpetuarsi di forme di criminalità diffusa, accelerando di fatto l’avvio del processo di bonifica rimasto nel frattempo inattuato.

Tornando alle cifre dei sette mesi di attività, la polizia ha complessivamente identificato 14.274 persone e controllato 5.134 veicoli, con 24 arresti in zona Gad e 218 denunce. Le sostanze stupefacenti sequestrate sono in tutto 1.108 grammi. A tutto questo si aggiungono 102 ispezioni in appartamenti, 14 perquisizioni effettuate e ispezioni in 637 esercizi commerciali con 10 sospensioni della licenza.

Non solo. I provvedimenti di espulsione dal territorio nazionale sono stati 183, di cui 19 con accompagnamento diretto ai Cpr di persone ritenute sulla base di elementi di fatto socialmente pericolosi e destabilizzanti per l’ordine e la sicurezza pubblica, 10 rimpatriati nei paesi d’origine, 18 espulsioni con allontanamento volontario e 136 ordini del questore di lasciare il territorio nazionale. Sono inoltre 22 i fogli di via obbligatori emessi e 33 gli avvisi orali. Contestate inoltre 95 violazioni alle norme del Dpcm anti Covid.

Il questore Cesare Capocasa

“Dopo sette mesi di presenza quotidiana in Gad – commenta il questore Capocasa – i risultati si vedono. Come dissi fin dall’inizio, se ci siamo noi loro non ci stanno. Il nostro scopo è quello di permettere ai residenti e ai cittadini tutti di non sentirsi limitati nella loro vita quotidiana e di riconquistare questa parte della città alla vita normale”. Un obiettivo che il questore considera sostanzialmente raggiunto, ma, rassicura, “rimarranno comunque le pattuglie in Gad continuando a presidiare l’area”.

Il prossimo obiettivo della Questura è quello di occuparsi anche di altre aree cittadine. “Si allargherà il cordone – annuncia il questore – con controlli costanti in via Baluardi e in altre zone di Ferrara dove si sono verificati episodi di microcriminalità”.

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